Tag: mostra arte contemporanea

  • “Marco Polo: il viaggio come incontro”, in mostra all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

    “Marco Polo: il viaggio come incontro”, in mostra all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

    Dal 29 ottobre al 3 novembre, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia invita il pubblico nella sua Piccola Galleria a scoprire lavori di grafica, scultura e fashion design realizzati da 15 studenti dell’Università Nazionale di Belle Arti di Bucarest e dai loro professori, nonché un libro bibliofilo che ripercorre il viaggio di Marco Polo, corredato da illustrazioni e testi introduttivi tratti da “Il Milione”, con i commenti in romeno e italiano curati dai docenti universitari Smaranda Bratu Elian, Nicoleta Silvia Ioana e Cornel Florin Moraru, precisa l’Istituto in un comunicato.

    Si tratta di un approccio interdisciplinare, che presenta aspetti legati alla ricezione della figura di Marco Polo in Romania. Partendo dal testo del libro “Il Milione”, i giovani artisti affrontano il tema del viaggio come punto di incontro tra popoli diversi e ponte tra culture d’Oriente e d’Occidente.

    La mostra è organizzata dall’Università Nazionale di Belle Arti di Bucarest, su iniziativa del Comitato Dante Alighieri di Bucarest, in partenariato con varie istituzioni di cultura romene ed italiane, e curata dalla prof.ssa Nicoleta Silvia Ioana, con il contributo della prof.ssa Smaranda Bratu Elian.

    Le opere di grafica sono realizzate da Matei Rădulescu, Ştefan Roban, Ioana Dimosthenos, Ana Vîrdol, Serena Diaconescu, Cosmin Grigoraş, Silvia–Alexandra Neagu, Lia Hawa Hristescu, Maria–Elena Ionescu, Alexia Bianca Alecu, Sebastian Andrei Lăutaru, coordinati dalla prof.ssa Carmen Apetrei e dal prof. Ovidiu Croitoru. Le sculture sono di Ruxandra Vulpe, con il coordinamento della prof.ssa Elena Dumitrescu, mentre le creazioni di fashion design sono firmate da Maryam Dimofte, Damian Hanganu e Harun Mazlam, coordinati dal prof. Răzvan Vasilescu.

    La mostra “Marco Polo: il viaggio come incontro” sarà inaugurata mercoledì 30 ottobre, alle ore 17:30, nella Piccola Galleria dell’Istituto di Cultura e Ricerca Umanistica (Cannaregio 2211, Venezia). Successivamente, arriverà a Genova, dove sarà esposta presso Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo dal 25 al 30 novembre e all’Accademia di Romania in Roma, dal 20 al 31 gennaio 2025.

    La prof.ssa Nicoleta Silvia Ioana, curatrice della mostra e presidente del Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri, ha offerto maggiori dettagli a Radio Romania Internazionale.

     

  • “L’apiario galleggiante” di Vasile Raţă, in mostra all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

    “L’apiario galleggiante” di Vasile Raţă, in mostra all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

    Il più recente progetto dell’artista romeno, curato da Ana Daniela Sultana, potrà essere ammirato nella Piccola Galleria dell’Istituto (Palazzo Correr, Cannaregio 2211) fino al 1 luglio, con ingresso libero, precisa l’stituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, che organizza l’evento insieme all’Associazione per la cultura e le arti Arbor e in collaborazione con il Comune di Venezia, l’Università Ca’ Foscari, l’Unione degli Artisti Visivi della Romania e EuroCulturArt, con il patrocinio della Regione Veneto.

    Attento all’attuale situazione geopolitica segnata da conflitti e, inevitabilmente, dalle migrazioni che ne conseguono, e più incline all’idea di pacifica convivenza (dell’individuo, della comunità, della nazione, perché non dell’umanità?), Vasile Raţă estrapola il tema scottante dell’appartenenza a un determinato luogo, precisa l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.

    Attraverso la propria biografia, Vasile Raţă è stato diretto testimone di diversi regimi e periodi politici recenti, che ritrae finemente nelle sue opere. «L’apiario galleggiante», come una navicella, è un’eloquente metafora della società odierna che sta cercando soluzioni e modalità di adattamento in un’epoca segnata da notevoli trasformazioni in tutti i campi, indica ancora la fonte.

    Maggiori dettagli nel comunicato dell’Istituto Culturale Romeno/ Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.

     

  • “Prospettive” italo-romene alla Galleria d’Arte dell’Accademia Romena a Bucarest

    “Prospettive” italo-romene alla Galleria d’Arte dell’Accademia Romena a Bucarest

    La mostra è organizzata con il supporto dell’Unione degli Artisti Figurativi di Romania, in partenariato con l’Istituto Italiano di Cultura, l’Università Nazionale d’Arti, il Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri e l’Associazione degli Italiani di Romania – RO.AS.IT.

    “L’idea è venuta dai miei colleghi italiani, che hanno organizzato tanti anni fa un progetto simile intitolato “Venature”. Ho pensato di fare questa cosa anche da noi”, ha spiegato a Radio Romania Internazionale il curatore della mostra Lisandru Neamtzu, artista e professore presso l’Università Nazionale d’Arti di Bucarest.

    Tra gli artisti di Romania e Italia presenti in mostra si annoverano Renato Galbusera, Marilena Preda Sanc, Stefano Pizzi, Florica Prevenda, Maria Jannelli, Fabio Sironi, Costin Neamtu, Ștefan Pelmuș, Francesca Vitali Boldini, Maxim Dumitraș, Barbara Pietrasanta, Daniela Frumuşeanu, Valeria Bertesina, Mariana Papara, Carmelo Violi, Florin Mocanu, Giovanni Cerri, Cosmin Paulescu, Matè Mermoud, Marius Barb, Antonio Devicenzi, Theodor Ionuț Barbu, Marina Falco, Debora Fella, Angela Tomaselli, Elena Scutaru, Paula Baldassini, Elena Bobi Dumitrescu, Silvia Stoica, Ion Anghel, Toma Iulian, Valeriu Susnea, Ovidiu Ionescu, Lisandru Neamtzu, precisano gli organizzatori.

    “Prospettive è il primo passo di un lungo ponte, lungo come arco di tempo, perchè ci si vuole un progetto durevole e sostenibile, che dimostri ancora una volta come siano forti i rapporti culturali romeno-italiani”, ha detto, a sua volta, a Radio Romania Internazionale la professoressa Nicoleta Silvia Ioana dell’Università Nazionale d’Arti e presidente del Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri.

    L’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino al 5 luglio, è stata accompagnata da un minirecital tenuto da Anne Marie Dinu e Denis Flueraş, studenti presso il Collegio Nazionale di Musica “George Enescu” della Capitale romena.

     

  • DIVERSE/ SIMILI, l’Unione degli Artisti Plastici di Târgu Mureș in mostra a Roma

    DIVERSE/ SIMILI, l’Unione degli Artisti Plastici di Târgu Mureș in mostra a Roma

    Si intitola DIVERSE/ SIMILI la mostra collettiva darte contemporanea inaugurata l11 novembre a Roma, con lavori firmati da 44 pittori, scultori, artisti tessili e video artists della città romena di Târgu Mureș. 70 lavori, tra dipinti, sculture, opere tessili e installazioni video-multimedia sono presentati in contemporanea fino al 6 dicembre nelle gallerie darte dellAccademia di Romania e dellAccademia dUngheria in Roma. La rassegna, curata dallartista Mana Bucur, che presiede la filiale di Târgu Mureș dellUnione degli Artisti Plastici, è frutto della collaborazione con le rappresentanze culturali della Romania e dellUngheria a Roma e lassociazione BEC Artem.



    Mentre lAccademia di Romania ospita i lavori di grandi dimensioni e la maggior parte delle sculture, allAccademia dUngheria il pubblico può vedere quadri e installazioni multimediali, ha spiegato a Radio Romania Internazionale la vicedirettrice dellAccademia di Romania, Oana Boşca-Mălin, rivolgendovi un caloroso invito a questo bellincontro con larte. Con un bis in notturna, visto che il 19 novembre lAccademia di Romania aderisce alla Notte dei Musei in Musica, proposto da Roma Capitale e Zetema Progetto Cultura, e accoglierà il pubblico fino all1 di notte, ha detto ancora la vicedirettrice Oana Boşca-Mălin.



  • Programma Radio Romania Internazionale 07.07.2021

    Programma Radio Romania Internazionale 07.07.2021

    Sommario: Giornale radio e approfondimenti; Romania Istruita, un progetto presidenziale; Spazi Aperti 2021 allAccademia di Romania in Roma; Destinazione Romania: la Miniera di sale di Turda (replica); Una canzone al giorno



  • Yvonne Hasan in mostra all’Accademia di Romania in Roma

    Yvonne Hasan in mostra all’Accademia di Romania in Roma

    Dal 1 ottobre, lAccademia di Romania in Roma, come rappresentanza dellIstituto Culturale Romeno, apre i battenti ad unallettante e insolita mostra darte contemporanea, che svelerà al pubblico la forte personalità dellartista Yvonne Hasan (1925-2016). Per la prima volta fuori dai confini del Paese, verrà presentata una selezione dei lavori riuniti nel 2019 nella prima Retrospettiva in assoluto a lei dedicata e ospitata dal Museo Nazionale dArte Contemporanea di Romania, che ha riscosso un grande successo. La mostra, curata dallo storico e critico darte Adrian Buga, si svolge in partenariato con lAmbasciata di Romania in Italia, con il sostegno della Galleria Sector 1 Bucarest, e con il patrocinio dellAssessorato alla Crescita Culturale Roma.



    “Lartista interessata ad una visione “sinottica” che propone allo spettatore di vedere linsieme delle cose incollando sui dipinti pezzi di legno, fogli di imballaggio del sapone, buste di corrispondenza usate, materiali tessili consumati dal tempo; la disegnatrice e acquerellista di forme cromatiche geometriche; la produttrice di arazzi in cui la tradizione incontra le forme espressioniste; il teorico dellarte, che ha insegnato allIstituto di Belle Arti dal 1956 al 1982; lautrice di un libro straordinario su “Paul Klee e larte moderna”. Tutte queste dimensioni si uniscono per creare il profilo di unartista poderosa che richiede unattenzione particolare della critica e del pubblico; e, se ci dovessimo limitare ad una sola di queste sue attività, la sua personalità e il suo intero profilo culturale verrebbero a torto sminuite. E il profilo di Yvonne Hasan, tracciato da Adrian Buga nella presentazione riportata dallAccademia di Romania.



    Le 15 opere di tipo collage che verranno esposte nella Galleria dArte della prestigiosa istituzione culturale sognano, respirano e tentano in un certo qual modo di confessarsi a noi, ha detto a Radio Romania Internazionale Adrian Buga, che ha selezionato queste composizioni realizzate da Yvonne Hasan negli anni 60 e 70. Siccome la vita artistica di Yvonne Hasan non è abbastanza conosciuta, il nostro ospite ha delineato un ritratto della sua personalità così come si è rivelata a lui stesso.



    “Attualmente, Yvonne Hasan è nota perlopiù come ex docente di storia dellarte presso lIstituto di Belle Arti Nicolae Grigorescu di Bucarest. Ma in ugual misura può essere invocata anche la ragazza ebrea arrestata sotto le leggi di Antonescu, lallieva che segue i corsi darte della scuola di Max Hermann Maxy e la giovane artista inviata a fare corvée sui cantieri socialisti della patria, durante il periodo comunista. Era moglie dello scrittore Petre Antonescu e madre del regista Alexandru Solomon. Come pittrice, era interessata ad una visione diversa, inserendosi in una maniera piuttosto introversa nel proprio elemento. Mi riferisco al periodo degli anni 60-70, in cui larte di Yvonne Hasan era piuttosto tenuta per se stessa. Gli oggetti che verranno presentati in mostra allAccademia di Romania in Roma svelano certi sentimenti e io ho voluto personalizzarli. Dal mio punto di vista, gli oggetti sognano, respirano e tentano in un certo qual modo di confessarsi davanti a noi. E abbastanza difficile essere capace di avere questa tendenza di “accaparrare” visualmente linformazione, però gli oggetti in mostra colgono proprio la ragione dellautrice, con una forza estetica particolare. Se si va oltre questo schermo che ogni opera darte presenta a modo suo, allora si può veramente entrare dentro e capire la visione dellartista e la sua immaginazione”, spiega lo storico e critico darte Adrian Buga, definendo Yvonne Hasan come unartista concepita in modo quasi rinascimentale, che si ricollega, in ugual misura, allarte povera. E dalla mostra auspica che il pubblico comprenda sempre meglio il suo pensiero.



    “Ad un certo momento, nel 2009, quando lavevo incontrata per la prima volta per parlare di una futura retrospettiva, mi diceva che, per lei, ogni esposizione replicava una specie di soglia del debutto. Ogni volta che presentava una mostra o un lavoro era dominata da un certo stato danima, che richiedeva sempre ai visitatori lo sguardo diretto e lintendimento. Quindi, in un certo qual modo, anchio tento di sollecitare dal pubblico – sia quello presente nella sala esposizioni sia a quello che guarda i lavori online e vede le immagini sul computer o in tv – di capire e cogliere gli sguardi di unartista abbastanza chiusa in se stessa, che merita di essere scoperta. Dal mio punto di vista, è un vero tesoro sotto tanti profili: filmati, scritti, tutto quanto significa la scuola Maxy, i giri attraverso i cantieri comunisti in Romania e tante altre sorprese. Lartista Yvonne Hasan è concepita in un modo quasi rinascimentale, tocca più piani, anche se posso invocare, in ugual misura, quella sua capacità di ricorrere allarte povera, che viene migliorata una volta arrivata in mostra”, aggiunge Adrian Buga.



    Nellattuale contesto generato dalla pandemia, il curatore parteciperà allinaugurazione a distanza, con un intervento in cui spiegherà “Come larte povera si sta muovendo verso una ragione doro nellopera di Yvonne Hasan”.



    “Innumerevoli pezzi di materiale – cenci, stuoie, calze, pezzi di foulard, persino un abito rattoppato, insomma, tutto quanto teneva in casa Yvonne Hasan è stato raccolto e adoperato per arricchire lopera darte. Tutti questi elementi poveri che chiunque potrebbe subito buttare via, sono stati recuperati e rimodellati visualmente. Da questo punto di vista, potrei collegarla allarte povera italiana. Questi frammenti codificati – borse, guanti, strisce di stoffe o pezzi di mobili – tutto recupera un universo proprio, in cui lautrice crea autentici lavori-confessione. Abbiamo piuttosto a che fare con un amalgama di oggetti personali da scoprire in una chiave visuale nuova. Quindi, un oggetto banale diventa oggetto visivo. Siamo davvero lieti di portare per la prima volta Yvonne Hasan in Italia, dove credo che anche lei sarebbe stata felicissima di esserci!”, ha concluso lo storico e critico darte Adrian Buga il suo collegamento con Radio Romania Internazionale.



    Anche il famoso regista romeno di notorietà internazionale Alexandru Solomon, figlio dellartista, interverrà online allinaugurazione della mostra che rimarrà aperta fino al 18 ottobre, per presentare i materiali filmati dellarchivio familiare, girati insieme con la madre, come precisa lAccademia di Romania in Roma nel comunicato dedicato allevento. Si tratta di filmati tratti dallarchivio personale dellartista, generosamente prestati dalla famiglia, che rivelano la dimensione umana e lintimità della famiglia e al tempo stesso riescono a tracciare con qualche tocco suggestivo la realtà romena dei primi anni 80, spiega lAccademia di Romania.



    Allinaugurazione del 1° ottobre, alle ore 18:00, il numero di visitatori alla Galleria dArte dellAccademia di Romania in Roma (ingresso Viale delle Belle Arti 110) sarà limitato e laccesso avverrà su prenotazione. Le condizioni di visita saranno conformi alle norme igienico-sanitarie imposte dalle autorità locali e verranno comunicate in seguito sulla pagina facebook della manifestazione, indica ancora lAccademia di Romania.




  • Blue Thoughts, l’artista Remus Rotaru in mostra a Venezia

    Blue Thoughts, l’artista Remus Rotaru in mostra a Venezia

    Blue Thoughts è il titolo della mostra dell’artista visivo romeno Remus Rotaru, che apre i battenti il 1 ottobre, ore 18.00, presso la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia (Palazzo Correr – Cannaregio 2212). Una mostra d’arte contemporanea che, fino al 15 ottobre, invita il pubblico a scoprire 25 opere eseguite dall’artista nella tecnica del cianotipo per essere essere esposte in questa occasione.



    Le opere si articolano in un ciclo unitario dal punto di vista visivo, impostato su variazioni plastiche con evidente ispirazione tratta dalle peculiarità dei luoghi raffigurati, spiega l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. Il suo direttore, il prof. Grigore Arbore Popescu, ha spiegato a Radio Romania Internazionale che cosa contraddistingue Remus Borza nel paesaggio dell’arte contemporanea.



    Laureato in Belle Arti e Design presso l’Università dell’Ovest diTimişoara, Remus Rotaru ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca, presso lo stesso Ateneo, con il tema Permanenze nelle arti grafiche. Docente universitario dal 2003, attualmente è ricercatore confermato presso la Facoltà di Belle Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timişoara. Dal 2003 membro della Filiale di Timişoara dell’Unione degli Artisti Figurativi di Romania, Remus Rotaru ha esposto le sue opere in patria e all’estero (Austria, Serbia, Spagna, Turchia, Ungheria). Ha partecipato a numerose mostre, rassegne e fiere d’arte contemporanea nazionali e internazionali, ricorda l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia nella sua scheda biografica.