Tag: Rivoluzione anticomunista

  • 35/o anniversario della Rivoluzione anticomunista

    35/o anniversario della Rivoluzione anticomunista

    Sono trascorsi 35 anni da quando Timişoara diventava la prima città libera dal comunismo in Romania, un momento che scatenò l’ondata di proteste che poi avvolse Bucarest e altre città del paese e portarono alla caduta del regime di Ceauşescu il 22 dicembre 1989. Quest’anno, come in quelli passati, nella città della Romania occidentale le sirene hanno suonato per segnare il momento, e partecipanti alla Rivoluzione hanno ricordato il giorno del 20 Dicembre 1989, in cui oltre 100.000 persone si sono riunite nel centro di Timişoara.

    E’ stato un giorno di lutto e alla Cattedrale Metropolitana si è tenuta una messa commemorativa per gli eroi della Rivoluzione. Sono state deposte delle corone davanti alla Cattedrale e messe commemorative si sono svolte nelle chiese della città e al Cimitero degli Eroi. Tre decenni e mezzo dopo lo storico momento, scena politica attuale è stata segnata da turbolenze, e i rivoluzionari di Timişoara dicono che tutto ciò è il risultato del fatto che la società romena non è stata in grado di adempiere a tutti gli ideali del dicembre 1989.

    In tutti questi giorni, tutto il paese ha ricordato la Rivoluzione e l’aspirazione dei protestatari per la democrazia e il percorso europeo della Romania. A dicembre 1989, hanno perso la vita 1.142 persone, oltre 3.000 sono rimaste gravemente ferite e diverse centinaia di persone sono state detenute illegalmente e torturate.

    In un messaggio in occasione del Giorno della Vittoria della Rivoluzione, il presidente Klaus Iohannis afferma che la Romania “è in bilico” e deve respingere fermamente i tentativi di revisione della storia, che cercano di “macchiare la memoria degli eroi della Romania democratica e mistificare la verità sul regime dittatoriale”.

    “La Rivoluzione del dicembre 1989 è stata vissuta con timore, con molta emozione, ma soprattutto con speranza e coraggio, essendo il momento in cui la Romania è rinata e ha mostrato al mondo intero che può creare il proprio destino”, ha affermato il capo dello stato. Klaus Iohannis ha inoltre sottolineato che l’ideale di libertà per il quale si sono sacrificati gli eroi della Rivoluzione è oggi “più vivo e più presente che mai”.

    “Non dobbiamo mai dimenticare quanto abbiamo ottenuto da allora e con quanti sforzi, per avere oggi un paese profondamente legato ai valori democratici, considerato un partner affidabile degli alleati dell’Unione Europea e della NATO”, ha sottolineato Klaus Iohannis. Tuttavia, il presidente ha ammonito che i valori e i principi della Rivoluzione del 1989 rischiano oggi di essere messi in pericolo da “discorsi populisti e ipocriti”.

    Anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha inviato un messaggio in occasione del 35esimo anniversario della Rivoluzione romena, sottolineando il sacrificio della gente che ha lottato per la democrazia. Ursula von der Leyen ha sottolineato che la Romania e l’Europa ricordano il sacrificio dei romeni.

    “35 anni fa, i romeni hanno difeso il loro diritto di scegliere il proprio destino. Molti si sono immolati affinché i loro figli potessero essere liberi e vivere in democrazia. Oggi la Romania e l’Europa ricordano il loro sacrificio”, ha detto la presidente della Commissione.

  • Rivoluzione ’89: 30/o anniversario celebrato al Parlamento Europeo

    Rivoluzione ’89: 30/o anniversario celebrato al Parlamento Europeo

    Il 22 dicembre ricorrono 30 anni dalla vittoria della Rivoluzione anticomunista in Romania. In quel giorno del 1989, sotto la pressione delle centinaia di migliaia di manifestanti, il dittatore Nicolae Ceausescu fuggiva in elicottero dalla sede del comitato centrale del partito comunista. Fermati e sottoposti ad un processo sommario, Ceausescu e la moglie sono stati giustiziati il 25 dicembre in una caserma di Targoviste, nel sud del Paese. La Romania fu l’unico Paese dell’Europa centro-orientale in cui il comunismo venne rimosso con spargimento di sangue, scatenato dal regime subito dopo lo scoppio della Rivoluzione a Timisoara, il 16 dicembre. Eppure, la maggioranza delle oltre mille persone uccise sono state vittime – dopo la fuga di Ceausescu – dei cosiddetti terroristi, la cui identità non è stata ancora accertata.

    Ieri sera, la plenaria del Parlamento europeo ha ospitato a Strasburgo un dibattito dedicato al 30/o anniversario della Rivoluzione romena. E’ stata presentata, sempre in prima, anche una dichiarazione della Commissione Europea, che ha ricordato le violenze che hanno segnato la rivolta dei romeni e il loro tentativo di rimuovere il regime comunista oppressivo. La commissaria europea per i Trasporti, Adina Vălean, eurodeputata liberale romena dei Popolari Europei, ha presentato in plenaria la Dichiarazione dell’Esecutivo di Bruxelles, mettenno in risalto la necessità di rendere omaggio al sacrificio dei romeni e sottolineando che l’Europa deve vegliare affinchè a nessuna nazione accadano mai più simili vicende sanguinose.

    E’ importante mantenere viva la memoria delle vicende avvenute allora, dello sforzo straordinario e del prezzo di sangue pagato dai romeni per la libertà. Credo sia importante e capisco che la plenaria del Parlamento Europeo adotterà anche una risoluzione. Tutti questi fatti sono riportati nella memoria collettiva dei politici – più nuovi o più vecchi – in quanto moltissimi eurodeputati di altri stati membri sono anche giovanissimi. Un simile dibattito e un simile ricordo sono fatti positivi, in quato i pericoli della dittatura, del populismo, dell’attacco ai fondamenti della democrazia non scompaiono mai, e allora i politici devono ricordare sempre e agire insieme per difendere tutti noi da un possibile futuro che potrebbe rassomigliare al passato dei romeni, ha dichiarato la commissaria europea Adina Vălean in esclusiva a Radio Romania Internazionale.

    Da parte sua, l’eurodeputata PSD Carmen Avram ha fatto riferimento a Radio Romania Internazionale al documento che il Parlamento comunitario dovrebbe adottare giovedì. Una risoluzione che sollecita l’accertamento della verità su quanto è accaduto alla Rivoluzione del 1989. Sono, comunque, passati 30 anni e per noi, come Paese, è vergognoso non avere certe risposte. E’ inammissibile essere in 20 milioni di romeni e avere 20 milioni di varianti sulla Rivoluzione, dal momento che ognuno ha costruito il proprio scenario in mancanza della verità. E’ molto importante che oggi si parla della Rivoluzione romena, questa risoluzione sarà votata e spero che la situazione della Romania sia riportata davanti agli europei, così da essere più attenti a quanto accade nel proprio Paese e sul continente. In particolare, facendo seguito a questa risoluzione, noi dovremmo portare in discussione anche l’istruzione nelle scuole, per vedere se è sufficiente per quanto riguarda il regime comunista e la rivoluzione, oppure se dobbiamo fare qualcosa di più e insistere di più quando si tratta del nostro passato recente, ha dichiarato l’eurodeputata Carmen Avram.

    Il 30/o anniversario della Rivoluzione è stato ricordato con una seduta festiva anche dal Parlamento di Bucarest. Insediato alla fine della seconda Guerra Mondiale dalle truppe sovietiche che avevano occupato la Romania, il regime comunista è stato condannato ufficialmente nel 2006 come illegittimo e criminale, dopo che, per quasi mezzo secolo, ha provocato almeno 600.000 vittime, secondo gli storici.