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  • NATO: l’UE non può disconnettersi dagli USA

    NATO: l’UE non può disconnettersi dagli USA

    Ascoltato per la prima volta dalle commissioni Affari Esteri e Difesa del Parlamento Europeo, il segretario generale della NATO ha dichiarato che l’Europa non può permettersi di disconnettersi dagli Stati Uniti nel campo della difesa. Mark Rutte ha detto agli eurodeputati che, al momento, gli Stati Uniti sostengono circa il 60% di tutta la spesa della NATO e che, senza gli USA, gli europei dovrebbero quadruplicare il contributo per la difesa. In queste condizioni, ci vogliono 10-15 anni per raggiungere la sicurezza militare, ha spiegato il segretario generale dell’Alleanza, che ha anche suggerito la semplificazione delle procedure di acquisizione e fornitura di armi. Mark Rutte ha esortato gli europei a stanziare più fondi di prima al bilancio della difesa.

    Il 2% del PIL si rivela decisamente troppo poco nel contesto della guerra in Ucraina, ha sottolineato il segretario generale della NATO, aggiungendo che la sicurezza è la cosa più importante per preservare ciò che la democrazia europea ha finora realizzato. Propone, allo stesso tempo, che d’ora in poi gli attacchi ibridi di cui si parla da circa 15 anni, vengano chiamati “campagna di destabilizzazione”. Stiamo parlando della Russia che, dice Mark Rutte, sta attaccando l’Europa in varie forme.

    “La guerra della Russia continua a provocare danni. Allo stesso tempo, la Russia sta accelerando la sua campagna di destabilizzazione contro i nostri paesi, con attacchi informatici, tentativi di assassinio, atti di sabotaggio e molto altro ancora. Di solito le chiamiamo azioni ibride, ma voglio rinunciare a questo termine e chiamarle campagne di destabilizzazione. E la Russia non agisce da sola. È aiutata da Cina, Corea del Nord, Iran. Nel frattempo, persistono altre minacce: il terrorismo, la proliferazione nucleare, la disinformazione e, naturalmente, i cambiamenti climatici. I paesi della NATO hanno aumentato la spesa per la difesa. Due terzi di loro spendono ormai almeno il 2% del PIL per la difesa. Ciò è positivo e apprezzo i loro sforzi. Ma, onestamente, il 2% non è affatto sufficiente. La nostra industria continua ad essere troppo piccola, frammentata e, francamente, troppo lenta. Accolgo con soddisfazione e sostengo le azioni intraprese dall’UE per raddoppiare gli sforzi volti a rimediare e ampliare la nostra base industriale della difesa. Con questo programma dell’UE, abbiamo ora l’opportunità di rafforzare la nostra sicurezza comune”, ha detto Mark Rutte.

    Attualmente, solo 23 dei 32 stati membri della NATO, tra cui anche la Romania, raggiungono l’obiettivo del 2% del PIL per i bilanci della Difesa assunto all’interno dell’Alleanza. Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato gli stati europei membri della NATO ad aumentare i loro bilanci per la difesa almeno al 5% del PIL, un obiettivo considerato irrealistico nell’UE. Una possibile decisione relativa alla crescita di questo target è attesa al prossimo vertice NATO, che si terrà all’Aia a giugno 2025.

  • NATO resterà unita

    NATO resterà unita

    La NATO lavorerà con il vincitore delle elezioni americane, chiunque sia, e farà di tutto per rimanere unita. Così il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, in dichiarazioni a Berlino, dove ha incontrato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Lavoreremo con Kamala Harris, lavoreremo con Donald Trump e faremo in modo che l’Alleanza resti unita”, ha sottolineato l’olandese Mark Rutte, successore del norvegese Jens Stoltenberg alla guida dell’Alleanza Nord-Atlantica. “Non ho dubbi, perché è nel nostro interesse e in quello degli Stati Uniti”, ha aggiunto il segretario generale della NATO.

    Da quando ha assunto l’incarico, il 1° ottobre, Mark Rutte, che è stato per 14 anni primo ministro del Regno dei Paesi Bassi, ha affermato di non essere preoccupato per l’esito delle elezioni americane, spiegando che conosce molto bene entrambi i candidati e che ha lavorato con Donald Trump per quattro anni. Secondo lui, gli Stati Uniti rimarranno impegnati all’interno nell’Alleanza Nord-Atlantica. “Loro sanno che, se Putin ce la fa in Ucraina, una Russia incoraggiata si troverà sul nostro fianco orientale e rappresenterà una minaccia diretta al territorio della NATO”, ha aggiunto Mark Rutte, sottolineando che questo è il motivo per cui Washington è impegnata in Ucraina e nella NATO.

    Sin dall’inizio del mandato, ha avuto una serie di incontri politici, incentrati sulla guerra in Ucraina. La settimana scorsa, Mark Rutte e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen hanno annunciato a Bruxelles che l’Alleanza e l’Unione creeranno gruppo operativo per rafforzare la cooperazione tra le due organizzazioni. I due hanno ammonito che il dispiegamento di soldati nordcoreani in Russia rappresenta una significativa escalation della guerra in Ucraina, nonché una grave minaccia alla sicurezza europea e alla pace mondiale.

    Lo scorso mese, Mark Rutte ha incontrato i ministri degli Esteri dei paesi alleati. Il segretario generale dell’Alleanza ha affermato in quell’occasione che la guerra in Ucraina ha dimostrato che l’instabilità in Europa ha conseguenze globali e che paesi distanti migliaia di chilometri, come la Cina, l’Iran o la Corea del Nord, possono diventare sabotatori della sicurezza europea.

    “I nostri mondi sono interconnessi e lo stesso vale per la sicurezza”, ha sottolineato Mark Rutte, precisando che gli alleati si attengono alla promessa di fornire 40 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina quest’anno, e i dati mostrano una spesa di quasi 21 miliardi per la prima parte del 2024. A loro volta, i partner del Pacifico hanno annunciato nuove forniture, e un esempio è l’Australia, che invierà carri armati a Kiev. D’altro canto, gli alleati stanno aumentando i loro investimenti anche all’interno della NATO, e una delle priorità è la difesa aerea, soprattutto alla luce della guerra con droni che violano lo spazio della NATO.

  • Nuovo capo per la NATO

    Nuovo capo per la NATO

    Il primo ministro olandese Mark Rutte sarà il 14° segretario generale dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico. Succederà a Jens Stoltenberg, ex primo ministro della Norvegia, alla guida dell’Alleanza dal 2014. La decisione del Consiglio Nord Atlantico, il principale organo decisionale della NATO che comprende i rappresentanti dei 32 Stati membri, era diventata una semplice formalità, dopo che l’ultimo controcandidato di Rutte, il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha annunciato di ritirarsi in mancanza di sostegno. Il nuovo leader dell’Alleanza inizierà il suo mandato il 1° ottobre, ma fino allora la sua nomina alla guida dell’alleanza militare più importante del mondo sarà formalizzata al vertice di Washington, in programma a luglio.

    Il nome del primo ministro olandese circolava dal 2023 e ha raccolto abbastanza velocemente il sostegno di parecchi alleati della NATO, tra cui gli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania. In lizza c’era anche la premier estone, Kaja Kallas, sostenuta dagli alleati del fianco orientale, che rivendicavano la necessità che questi stati fossero meglio rappresentati nell’organizzazione, alla luce della guerra avviata dalla Russia in Ucraina. La candidatura di Klaus Iohannis è ancora avvolta nel mistero. Le ragioni per cui il presidente romeno ha annunciato di aspirare a questa posizione non sono note nemmeno adesso, dato che in quel momento Rutte era già sostenuto da importanti alleati della NATO.

    Mark Rutte è noto per la sua posizione critica nei confronti della Russia e per il suo sostegno politico e militare all’Ucraina. Il Regno dei Paesi Bassi è uno degli stati alleati che hanno raggiunto l’obiettivo del 2% del PIL destinato alla difesa, secondo le esigenze dell’organizzazione, fornendo all’esercito ucraino aerei F-16. L’attuale segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha accolto con favore la nomina di Mark Rutte a suo successore, definendolo come “un vero transatlantista, un leader forte e un costruttore di consenso”. “So di lasciare la NATO in buone mani”, ha sottolineato Stoltenberg.

    Oltre alla guerra in Ucraina, Rutte avrà il compito di trattare con una possibile futura amministrazione americana guidata da Donald Trump, seguace della politica “America first”, se tornerà alla Casa Bianca dopo le elezioni presidenziali negli USA. Al Cremlino, l’annuncio sulla nomina del nuovo capo della NATO è stato accolto con scetticismo. La nomina di Rutte non porterà cambiamenti nella politica dell’Alleanza Nord Atlantica, che mira a “reprimere strategicamente” la Russia, ha affermato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov. Egli ha accusato nuovamente gli stati membri di essere direttamente coinvolti nella guerra in Ucraina fornendo armi pesanti all’amministrazione di Kiev, ammonendo con misure di risposta dopo che all’esercito ucraino è stato concesso il permesso di utilizzare tali armi contro obiettivi sul territorio russo. Peskov ha aggiunto che, attualmente, Mosca tratta la NATO come un’alleanza nemica.