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  • “Hellequin” di Michele Modesto Casarin e Teatro Aureliu Manea di Turda, al Carnevale di Venezia

    “Hellequin” di Michele Modesto Casarin e Teatro Aureliu Manea di Turda, al Carnevale di Venezia

    La cultura popolare romena incontra la Commedia dell’arte al Carnevale di Venezia, grazie allo spettacolo Hellequin. Il racconto dei racconti, produzione del Teatro Aureliu Manea di Turda, messa in scena dal noto regista Michele Modesto Casarin. L’evento, in programma dal 9 all’11 febbraio a Campo Santo Stefano e a Piazza San Marco, è organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con la Compagnia Teatrale Pantakin.



    Torniamo al Carnevale con la gioia di portare la cultura romena e il teatro romeno qui in Italia, per avvicinare sempre di più i due popoli. In Italia ci sono molti romeni, quindi ho pensato bene anche di creare un ponte attraverso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, spiega a Radio Romania Internazionale il regista Michele Modesto Casarin, ringraziando il direttore Cristian Luca e l’addetta alle relazioni istituzionali, Ortansa Ghindea.



    I protagonisti dello spettacolo presentato dal teatro diretto da Cătălin Grigoraş, sono Raluca-Marina Gheorghiu, Florina Filip-Florian, Valentin-Alin Oncu, Alexandra Tarcea, Cătălin-Ilie Florea, Anca-Ofelia Markos, Călin-Mihail Roajdă e Alexandru-Valentin Condurat, con le maschere di Stefano Perocco di Meduna.



    Si tratta di uno spettacolo sulle leggende del popolo, non solo italiane, ma anche romene, poichè ci sono tante similitudini. Ne abbiamo fatto una storia dove abbiamo inserito il più possibile la cultura romena – le canzoni, la musicalità della lingua, intrecciate con le maschere della Commedia dell’arte e con questo personaggio fantomatico – Hellequin, un demone delle leggende medioevali, che è quello che si dice poi l’archetipo dell’Arlecchino, aggiunge il regista Michele Modesto Casarin, invitando il pubblico a scoprire questa storia d’amore, di redenzione e di sacrificio.



    Gli spettacoli, dalla durata di 40 minuti, si terranno il 9 febbraio a Campo Santo Stefano, dalle ore 12.30 e 15.30, il 10 febbraio, sempre a Campo Santo Stefano, dalle 12.30, e a Piazza San Marco dalle 15.30, e l’11 febbraio a Campo Santo Stefano, dalle 11:00 e a Piazza San Marco dalle 14:30.



    Nella stessa intervista a Radio Romania Internazionale, il regista Michele Modesto Casarin ha parlato dell’ottima collaborazione con il Teatro Aureliu Manea di Turda, condividendo i suoi bellissimi ricordi sul nostro paese e in particolare su questa città della Romania nord-occidentale che vanta una spettacolare salina.



  • ROASIT apre il 2019 con serata omaggio Regina Maria

    ROASIT apre il 2019 con serata omaggio Regina Maria

    E con una serata omaggio alla Regina Maria di Romania, un one woman show dellattrice Liana Ceterchi, che lAssociazione degli Italiani di Romania – ROASIT ha inaugurato la stagione culturale del 2019. Lo scorso anno, che ha segnato il Centenario della Grande Unione, era stato aperto dalla ROASIT sempre con uno spettacolo teatrale che ha avuto come protagonista la stessa Liana Ceterchi, nei panni della Principessa Ileana di Romania, la figlia più giovane di Ferdinando I e Maria, diventata, in seguito al matrimonio con Antonio dAsburgo, arciduchessa dAustria, principessa reale dUngheria e Boemia e principessa di Toscana.



    “La proposta dello scorso anno con lo spettacolo dedicato alla Principessa Ileana è stata di buon augurio per la nostra attività, cosicchè abbiamo deciso di cominciare il 2019 sempre con una simile performance, che ci ricorda questa volta Regina Maria”, ha detto la presidente della ROASIT, Ioana Grosaru, in apertura dellevento ospitato l8 gennaio dalla Casa dItalia a Bucarest, ricordato anche le personalità spiccanti dellAssociazione, tra cui il compianto Mircea Grosaru, già deputato in rappresentanza della minoranza italiana nel Parlamento romeno, la regista Sorana Coroama Stanca, o la musicologa Doina Paron Floristean.



    La splendida performance dellattrice Liana Ceterchi ha evocato in una maniera affascinante lillustre personalità della Regina Maria, la regina di tutti i romeni, ripercorrendo i tormentati anni della prima Guerra Mondiale, con una sceneggiatura firmata dallattrice stessa accanto a Edith Negulici, e tratta dai diari di guerra stesi dalla sovrana dal 1916, quando la Romania entrò in guerra al fianco dellIntesa, fino alla fine del conflitto, nel 1918, quando veniva coronato anche il sogno di unificazione della Grande Romania. Una guerra in cui la regina Maria fu diplomatico, militare, ma soprattutto infermiera.



    Nata nel 1875 a Eastwell Park, in Inghilterra, come Maria Alessandra Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, la futura Regina Maria di Romania sposò il 29 dicembre del 1892 il principe ereditario Ferdinando di Hohenzollern-Sigmaringen. Veniva coronata insieme al consorte come regina della Grande Romania nel 1922 ad Alba Iulia.



    Come sovrana, Maria di Romania scriveva nel suo testamento: “Benedico te, amata Romania, Paese delle mie felicità e dei miei dolori, Paese bello vissuto nel mio cuore, i cui sentieri conobbi tutti. Paese bello che vidi unificato, il cui destino mi fu consentito di vedere compiuto. Sii tu per sempre benestante, grande e piena di virtù, ergiti sempre orgogliosa tra le nazioni, sii tu onorata, amata e ingegnosa. Confido di avervi capito: non ho giudicato, ho amato”.



    Lattrice Liana Ceterchi ha raccontato a Radio Romania Internazionale lesperienza di questo splendido one woman show, per la cui sceneggiatura ha dovuto riassumere oltre mille pagine di memorie. “Come qualsiasi ruolo ed esplorazione della vita di una personalità, è unesperienza che ti arricchisce e ti apre nuovi orizzonti, soprattutto quando si tratta di una persona che ha superato i propri limiti. Dopo la Principessa Ileana, vogliamo dedicare degli spettacoli a tutte le nostre regine. Con questa performance, mi sono soffermata solo agli anni di guerra, perchè la sceneggiatura è stata tratta proprio dal diario della sovrana. Ci sono tanti altri capitoli sulla vita della regina da esplorare e già contepliamo ulteriori spettacoli”, ha detto Liana Ceterchi, definendo Regina Maria come “un ideale e un modello da seguire”, soprattutto per le giovani generazioni.