Category: Terre e sapori

  • La Contrada di Făgăraș, alla scoperta della natura e delle tradizioni

    La Contrada di Făgăraș, alla scoperta della natura e delle tradizioni

    I Monti Făgăraș spiccano per la loro unicità in Europa. Vantano vaste foreste, con popolazioni molto diverse di animali selvatici, e tante forme di rilievo, come apprendiamo da Victoria Donos, direttrice della comunicazione e delle comunità presso la Fondazione Conservation Carpathia. “Dal punto di vista geografico, la Contrada del Făgăraș è lunga 82 chilometri e larga tra 12 e 19 chilometri. Comprende regioni delle province di Brașov e Sibiu. Tra le sue forme di rilievo i monti Făgăraș ma anche un vasto anfiteatro naturale, che si apre a nord verso Lunca Oltului e l’altopiano dell’Hârtibaciu. Qui sorge la citadella fortificata del Făgăraș, con antichi insediamenti un tempo abitati dai sassoni o in cui esistono ancora forti comunità sassoni che conservano intatte le loro tradizioni. È un territorio che merita di essere esplorato e conosciuto.”

    La prima tappa del nostro viaggio virtuale è nel villaggio di Mândra, dove possiamo visitare un luogo speciale, il Museo dei Tessuti e delle Storie. “Qui potete apprendere la storia di questo villaggio, la storia dell’emigrazione di questa comunità negli Stati Uniti durante il periodo tra le due guerre e di come gli emigrati tornarono e costruirono case con i soldi guadagnati lì. Se volete incontrare gli artigiani, andate dal signor Sorin Petrișor, nel villaggio di Ucea. È un grande appassionato delle antiche usanze. La sua casa è un museo vivente, dove si svolgono le attività che un tempo si svolgevano nelle case dei contadini romeni, dalla tessitura alla preparazione del pane in casa. Il signore gestisce anche un punto gastronomico locale, quindi su appuntamento è possibile mangiare anche un pasto tradizionale. Potete anche proseguire il viaggio verso Avrig, dove, presso la biblioteca, ogni settimana viene organizzato il tradizionale incontro delle donne del villaggio. Le donne di questa comunità si incontrano qui e lavorano, realizzano oggetti artigianali e raccontano storie. Durante questi incontri loro indossano costumi tradizionali. Sempre qui, ad Avrig, potrete incontrare Adrian David, che fa le scarpe artigianali tipiche chiamate „opinci”. È un giovane che ha meno di 30 anni. Si è innamorato di questo mestiere e ha anche trasformato una stanza della casa in un museo e, allo stesso tempo, insegna i mestieri tradizionali ai bambini che frequentano la scuola professionale di questa comunità.”

    La Contrada del Făgăraș è solo una parte di un’area molto più ampia attorno ai Monti Făgăraș. E tutta questa zona è così interessante che, ogni anno, viene celebrata con un festival: Făgăraș Fest è un festival delle montagne e della gente dei Monti Făgăraș, come apprendiamo da Victoria Donos, direttrice della comunicazione e delle comunità presso la Fondazione Conservation Carpathia. “Il festival è stato organizzato per cinque edizioni in un’altra comunità intorno ai monti Făgăraș. Ha viaggiato dalla parte nord a quella sud dei Monti Făgăraş. Quest’anno vogliamo fermarci in una comunità che ospiti permanentemente il festival, perché crediamo che questo festival possa avere un impatto ancora maggiore sulla vita delle persone, un impatto economico, e allo stesso tempo diventare una tradizione per un luogo o un’altra comunità intorno ai monti Făgăraș. Abbiamo lanciato un concorso di progetti al quale sono state invitate 35 comunità intorno ai monti Făgăraș, delle province di Argeș, Brașov, Sibiu e Vâlcea. Decideremo, in una prima fase, tre comunità che visiteremo, perché è molto importante vedere il luogo che ci hanno proposto, vedere l’apertura della comunità, vedere quali attrazioni turistiche ci sono e come possono partecipare gli abitanti all’organizzazione di questo festival.”

    Alle ultime due edizioni hanno partecipato anche turisti stranieri che hanno apprezzato, innanzitutto, la ricchezza di esperienze che questo festival propone: esperienze nella natura, ma anche esperienze culturali. “Sono rimasti sorpresi nel vedere quanti tour guidati ci sono. Ad esempio, abbiamo organizzato visite guidate su uccelli, insetti, pipistrelli, foreste, animali selvatici. Insieme al Soccorso Alpino abbiamo percorso alcuni sentieri nel bosco e altri posti speciali. Alcuni si sono accampati, alloggiando in tenda, opzione che abbiamo offerto l’anno scorso accanto al festival. Altri hanno alloggiato in agriturismi della zona. Tutti i posti letto sono stati occupati su una distanza di 50 km. Ricordo con quanta sorpresa e quanto piacere si parlava delle case degli ospiti che conservano lo spirito autentico del luogo. Ad esempio, hanno parlato molto bene delle case a Porumbacu, della colazione gustosissima, degli oggetti che hanno scoperto lì e dei padroni di casa.”

    Un altro progetto della Fondazione Conservation Carpathia è quello di creare pacchetti turistici che includano diverse esperienze nella Contrada del Făgăraș e, in generale, intorno ai Monti Făgăraș, come abbiamo appreso da Victoria Donos. “Abbiamo, ad esempio, la signora Viorica Olivotto, di Ușoara, che cuce abiti tradizionali e che è un tesoro umano vivente. È bello partecipare ai laboratori che lei organizza per i turisti perchè senza il loro sosegno non potrebbe continuare il suo lavoro. Poi, nella località di Lisa, ci sono le cosiddette vâltori, nella lista del patrimonio dell’UNESCO, dove una famiglia porta avanti una tradizione di diverse centinaia di anni.”

    La Contrada del Făgăraș rimane una destinazione da favola, dove tradizioni autentiche e paesaggi spettacolari si intrecciano armoniosamente. E’ il luogo perfetto per chi cerca la tranquillità della natura e il fascino rurale.

  • Vacanze in montagna, a Zărnești

    Vacanze in montagna, a Zărnești

    La maggior parte dei turisti visita la cittadina montana Zărnești per la fauna selvatica e per osservare gli animali della foresta, soprattutto i grandi carnivori, grazie alle agenzie specializzate che organizzano visite guidate. Ma qui esistono anche un museo del Parco Nazionale Piatra Craiului, una chiesa costruita più di cinque secoli fa, un parco avventura e un santuario degli orsi che si stende su 70 ettari, unico in Romania.

    Andreea Maria Nuță è una guida alpina. Sei anni fa si è trasferita a Zărnești, dove ha fondato un’azienda che promuove il territorio e guida tutti i turisti nei luoghi più interessanti. Zărnești è una piccola città, racconta la nostra ospite, un ex insediamento industriale, dove in passato operavano diverse fabbriche. Oggi è conosciuta soprattutto per la sua natura mozzafiato e per le vacanze speciali che vi si possono organizzare. “Come stazione turistica e come atmosfera è paragonabile alle grandi stazioni turistiche delle Alpi, come Chamonix, ma anche alle località dei Monti Tatra, come Zakopane, in Polonia, quindi in qualche modo è il punto di partenza dei percorsi più belli della Romania. Si trova vicino all’ansa dei Monti Carpazi, alla fine del famoso corridoio montano Rucăr-Bran, che porta dalla Romania meridionale in Transilvania e verso la Romania nordoccidentale, circondato da montagne. Il corridoio passa proprio vicino al Castello di Bran, un po’ fuori dalla strada principale, per un po’ più di pace, ai piedi dei Monti Piatra Craiului e non solo. Quindi, come posizione geografica, penso che Bran abbia la migliore in Romania.”

    Da Zărnești si possono percorrere decine di percorsi verso i massicci montuosi più importanti, belli e alti della Romania. Inoltre l’insediamento presenta molte caratteristiche dell’architettura sassone rappresentativa della Transilvania meridionale del XIII secolo, continua Andreea Maria Nuță, guida alpina. “Le case e tutta l’architettura del luogo ricordano le case sassoni, diverse da quelle che si trovano solitamente in Romania. Gli itinerari più vicini sono quelli nel Parco Nazionale Piatra Craiului. Mi piace dire che è il piccolo gioiello dei Carpazi romeni, perché non è una montagna molto grande, ma è fatta di pietra calcarea. Oltre a numerose formazioni rocciose, gole, grotte e archi di tutti i tipi che fanno innamorare i turisti di Piatra Craiului, ci si può anche godere di una luce speciale a seconda dell’ora del giorno. Ad esempio, al tramonto le pareti calcaree si tingono di rosa, all’alba sono di un bianco brillante. È particolarmente bello.”

    Tutti i percorsi che portano agli chalet di Piatra Craiului sono sentieri escursionistici, molto belli, attraverso boschi di faggi, abeti rossi o betulle. Inoltre, chi arriva a Piatra Craiului deve mangiare la famosa torta di mele con messaggi segreti, di regola citazioni sulla montagna, molto belle. Nella zona degli chalet, il percorso è più difficile. Gli intenditori lo chiamano “scrambling”. “È una combinazione di escursionismo e arrampicata. Ci sono passaggi attrezzati con catene nelle zone più difficili da percorrere. Ci sono zone esposte, dove bisogna aiutarsi con le mani per andare avanti. Il percorso più spettacolare di Piatra Craiului è ovviamente il percorso in cima. Sono 23 km che richiedono una buona condizione fisica. La migliore raccomandazione per un turista che non è mai stato nella zona di Piatra Craiului, ma vorrebbe vedere la zona in alta quota al di là della foresta, sarebbe Piatra Mică. Piatra Mică, un’altra cima dei Monti Piatra Craiului. È un’anteprima con assolutamente tutti gli elementi che queste montagne hanno da offrire, tra cui fitte foreste. La cima Piatra Mică, di quasi 1.900 m, offre un panorama da sogno a 360 gradi su tutta la zona circostante.”

    Zărnești si trova nella cosiddetta Contrada di Bârsa, intitolata ai fiumi che attraversano tutta la zona, racconta la nostra guida alpina, Andreea Maria Nuță. La Contrada di Bârsa e’ circondata da Piatra Craiului, dal massiccio del Făgăraş, le montagne più alte della Romania, dai monti Bucegi, culla dell’alpinismo romeno, e dall’ansa dei Carpazi, tutte queste montagne essendo, in qualche modo, diverse l’una dall’altra. Pertanto, Zărnești può essere la destinazione perfetta per qualsiasi percorso di montagna. Incluso un tour di osservazione della fauna selvatica. “Questo va fatto con una guida specializzata che sappia cercare, seguire, interpretare le tracce che gli animali lasciano non solo sul sentiero, ma anche sugli alberi e in tutto ciò che accade nel bosco. Ma per chiunque la migliore raccomandazione è il santuario degli orsi di Zărnești, Libearty. È un luogo simbolo di ottimismo. Lì, infatti, finiscono gli orsi che per vari motivi non possono più essere rimmessi in libertà, ma non vengono tenuti in gabbia né trattati come allo zoo. È un luogo particolarmente vasto, con molto spazio per gli orsi. Anche se il santuario ospita attualmente 127 orsi, c’è la possibilità che chi entra ne veda pochi, perché il luogo è molto grande e gli orsi vivono lì come nel loro ambiente naturale. I tour con i turisti sono solo due al giorno, in romeno e in inglese, per limitare l’accesso e l’interazione degli orsi con le persone.”

    Ma quali sono le impressioni dei turisti? “Ho interagito con tanti turisti stranieri e mi hanno detto che ciò che li impressiona di più in Romania, soprattutto quelli che vengono dall’Europa occidentale, è la vita selvaggia. Abbiamo ancora assolutamente tutti gli animali che hanno bisogno di vivere in questo tipo di clima e di vegetazione. Poi abbiamo ancora foreste vergini e secolari e una grande varietà di flora. La nostra più grande ricchezza resta la risorsa naturale, la flora e la fauna che ancora conserviamo qui. I turisti se ne vanno impressionati, perche’ prima non sapevano che la Romania è un paese così bello con così tante cose da offrire. Alcuni tornano per un altra vacanza.”

  • Invito a Timișoara

    Invito a Timișoara

    La Fiera del Turismo di Vienna è uno dei più grandi eventi del settore. Laura Boldovici, direttrice dell’Organizzazione di management della Destinazione Timișoara, ci ha raccontato: “I miei colleghi sono tornati di recente dalla Fiera del Turismo di Vienna, durata quattro giorni, che ha segnato un vero successo per la nostra città, ma non solo. Ha registrato un numero di visitatori superiore anche a quello del 2024, e questo conferma l’interesse degli austriaci per destinazioni turistiche uniche. Alla fiera abbiamo avuto uno stand comune con Oradea e Sibiu e i visitatori si sono mostrati molto interessati alla nostra città. Molti di loro ci hanno detto che sono già stati a Timişoara e vogliono tornarci. Non ci fermiamo qui. La prossima fiera a cui parteciperemo, questa volta con uno stand proprio, si svolgerà a Budapest.”

    L’Austria è un mercato chiave per il turismo a Timișoara. Così, fino alla primavera, tutti i viaggiatori che passano da Vienna e vanno all’aeroporto o sono diretti a Budapest possono vedere un cartellone pubblicitario di 40 metri quadrati con un invito a visitare Timișoara. E la promozione non si ferma qui. “Promuoviamo la città attraverso tutto ciò che significa essa, istruzione, investimenti, lavoro. Lavoreremo su più livelli, proprio come lo scorso anno. Andiamo alle fiere del turismo, come quella a Budapest, a febbraio, ma anche a Berlino, Londra, Barcellona, Rimini, Francoforte. Quest’anno vogliamo aprire anche un museo interattivo per bambini, che sarà unico nella regione. Vogliamo quindi sviluppare la destinazione Timisoara come destinazione adatta alle famiglie con bambini.”

    Nel 2023, Timișoara ha ottenuto il titolo di Capitale Europea della Cultura, il che dimostra che ha una scena culturale molto effervescente, afferma Laura Boldovici. “Per tutti coloro che desiderano eventi, ma anche luoghi unici e interessanti, Timişoara è la destinazione che consigliamo. Il centro di Timisoara ha una zona pedonale molto ampia. Probabilmente è la più grande area pedonale della Romania. Abbiamo anche il maggior numero di edifici monumentali storici in Romania. Iniziamo la nostra passeggiata virtuale nel centro, da Piazza della Vittoria, che si collega alla Piazza della Libertà e poi alla più bella piazza, secondo me, la Piazza dell’Unione. Abbiamo quindi tre piazze collegate da vie pedonali, terrazze, luoghi dove fermarsi e ammirare i dintorni. Poi, se vogliamo proseguire e abbiamo più tempo a disposizione, Timișoara non ha solo il centro, ma ha anche quartieri storici, che vale la pena di visitare. Abbiamo anche vigneti. A poca distanza, se avete un mezzo di trasporto, ci sono altre città: Oradea e Sibiu. Ma Timişoara merita almeno un fine settimana.”

    La città impressiona con un’architettura diversificata, in stile barocco viennese, neobizantino e Liberty. Dei 15mila edifici della città, 13mila sono dichiarati monumenti storici. È anche l’unica città in Europa dove ci sono tre teatri in tre lingue: romeno, ungherese e tedesco. C’è un’opera, una filarmonica, un teatro per i giovani e un teatro delle marionette. Una città ricca di istituzioni culturali.

    Non solo l’architettura è un punto di forza della città. Ci sono anche diversi musei che presentano il passato di Timisoara. Qui possiamo quindi visitare il Museo del Banato, che espone le sue mostre all’interno del bastione Teresia, che fa parte delle antiche fortificazioni della città. Tra i musei preferiti dai turisti c’è il Museo del Villaggio del Banato, situato alla periferia della città, dove sono esposte case originali portate dai villaggi del Banato, che illustrano lo stile di vita dei diversi gruppi etnici che vivono nel Banato. Vi si possono vedere masserie e case tradizionali romene, tedesche, ungheresi, serbe, slovacche e di altre minoranze. Poi c’è il Museo d’Arte, con mostre d’arte europea, arte tipica del Banato, la mostra permanente di Corneliu Baba, ma anche tante altre mostre temporanee. “Attualmente abbiamo una mostra al Museo Nazionale d’Arte, una mostra di dipinti di Caravaggio e dei suoi discepoli. Sarà aperta fino alla fine di febbraio. Poi ci sono i festival, che potete scoprire anche sul nostro sito visit-timișoara.com. Ci occupiamo anche del Centro Informazioni turistiche e recentemente abbiamo aperto anche un negozio di souvenir da dove i turisti possono portare a casa un pezzo di Timişoara e le creazioni dei suoi artisti. Interagiamo con i turisti. Chi arriva qui ci racconta di essere sorpreso da Timişoara, dall’atmosfera che si incontra per le strade, dall’ospitalità degli abitanti e spesso ci confessa che non sapeva niente di noi. Ti invitiamo a visitare Timisoara. Promettiamo di non deludere. Timişoara è una città ricca di fascino, dove il passato si intreccia con il presente e con il futuro, con l’innovazione. Nel 2023 siamo stati la Capitale Europea della Cultura, ma Timişoara rimane ancora una destinazione vivace, pronta a offrire esperienze memorabili. Quindi, venite a sentire l’energia di Timisoara e vi promettiamo che vorrete tornarci.”

    Timişoara è attraversata dal fiume Bega, sul quale si può viaggiare in barca, come mezzo di trasporto pubblico. C’è anche un tram turistico, che parte da Piazza della Libertà nei fine settimana e fa un giro per tutta la città.

  • La Contrada delle Dorne, destinazione da favola

    La Contrada delle Dorne, destinazione da favola

    Questa volta andiamo alla scoperta di una destinazione di ecoturismo, che invita al turismo responsabile, attraverso il quale il visitatore scopre la natura e la cultura locale: la Contrada delle Dorne. La zona è stata riconosciuta fin dal 19° secolo per il suo paesaggio mozzafiato e l’atmosfera unica. Da Mihaela Cocîrță, Destination Manager presso l’Organizzazione di Management della Destinazione Contrada delle Dorne, abbiamo appreso perché tutta questa zona è una destinazione da favola.

    “La natura si intreccia armoniosamente con tutto ciò che significa tradizioni, con l’ospitalità della gente del posto, con i costumi, la cultura. Tutto ciò offre ai visitatori un’esperienza indimenticabile, a prescindere dalla stagione. Ad esempio, in questo momento siamo ancora nella stagione invernale, e sebbene il periodo più ricco di usi e costumi sia finito, la Contrada delle Dorne attende ancora i visitatori con le sue piste da sci. A chi preferisce attività un pò più rilassanti, suggeriamo un giro in seggiovia, che offre un panorama unico sulla città di Vatra Dornei, ma anche sulla Contrada delle Dorne. Inoltre, la Contrada delle Dorne offre anche opzioni di relax per coloro che, dopo un’intera giornata in montagna, desiderano rilassarsi nella SPA o nei centri benessere. Vantiamo una nuovissima stazione turistica, Dorna Candrenilor, che offre opzioni di relax in piscine grandi e poco profonde, per tutti i tipi di visitatori.”

    L’attività sulle piste da sci dipende, ovviamente, dal tempo. Al momento, la pista da sci Parco è aperta, racconta Mihaela Cocîrță, che ci presenta l’offerta completa. “Abbiamo tre tipi di piste, la pista da sci Parco, lunga 900 metri e con una pendenza di 28,5 gradi. Essa ha un dislivello di 150 metri, con un grado di difficoltà medio. Poi ci sono la Pista da sci Poienita e Parco 2, con lunga 550 metri e con un dislivello di 50 metri. Sono ideali per principianti e bambini, avendo un basso grado di difficoltà. Poi, c’è Veverita, lunga 780 metri e con un dislivello di 200 metri, con un grado di difficoltà medio. Naturalmente tutte le piste hanno illuminazione notturna, innevamento artificiale e impianti a fune. Esistono sia centri di noleggio snowboard, attrezzature e abbigliamento specifico, ma anche istruttori di sci professionisti, per chi magari non è mai andato sugli sci o ha bisogno di assistenza. Oltre alle attività sulle piste, i turisti possono andare in slitta, perché ci sono spazi dedicati, oppure pattinare sulla pista di pattinaggio situata a due minuti dalle piste sciistiche.”

    Alla base delle piste ci sono ristoranti e rifugi dove i turisti si possono rilassare con vino brulè o tè caldo o gustare i prodotti naturali locali, riconosciuti per la loro qualità. I turisti possono recarsi la sera nella stazione turistica Dorna Candrenilor per godersi la sauna e momenti di relax. Inoltre, nella località di Vatra Dornei esistono numerosi ristoranti, e molti di essi, nell’alta stagione, organizzano feste o serate per i turisti. E il turismo attivo può essere abbinato al turismo culturale. La Contrada delle Dorne è ideale per un vero viaggio alla scoperta delle tradizioni. “La Contrada delle Dorne è ricchissima di mestieri, tradizioni e costumi. Abbiamo ancora persone che hanno preservato l’eredità tramandata dagli antenati. Nel periodo delle Feste Pasquali, ad esempio, sono molte le massaie dei villaggi che continuano la tradizione delle uova dipinte. Queste signore si possono incontrare anche al Museo Etnografico di Vatra Dornei ogni sabato. Ciocănești, dichiarato comune-museo all’aperto, dove le artigiane sono le custodi di questa usanza di dipingere le uova pasquali, ospita anche un Museo delle Uova Dipinte, che consigliamo sempre a chi visita la Contrada delle Dorne, come posto ideale per cogliere l’essenza delle nostre tradizioni. Alcune delle uova dipinte custodite dal museo hanno addirittura 100 anni.”

    Ogni stagione ha sicuramente il suo fascino nella Contrada delle Dorne, completato dai piatti stagionali. Mihaela Cocîrță ci consiglia di scegliere un soggiorno anche in estate o in autunno, non solo in inverno. “Per noi è un periodo molto bello e molto affollato, ricco di eventi sportivi, ma non solo. Diciamo che i visitatori troveranno passione, artigianalità e sapori autentici nella cucina tipica. Se, ad esempio, un turista verrà durante la stagione autunnale, troverà caponate e marmellate fatte in casa. Sempre nel periodo autunnale, potranno gustare le torte di mele. Potranno persino raccogliere loro stessi le mele e, se pernotteranno in agriturismo, potranno preparare questi piatti a fianco dei padroni di casa e poi portare a casa le ricette. In questo periodo, l’inverno, abbiamo piatti soprattutto a base di carne come i famosi involtini o i salumi o le gelatine di maiale. Il cibo è delizioso e prodotto localmente. Io ho la fortuna di incontrare costantemente turisti stranieri, perché la Via Transilvanica passa per Vatra Dornei. È un percorso escursionistico che attira moltissimi turisti stranieri che ci dicono la stessa cosa: “Non sapete quanta ricchezza avete nella zona”. Apprezzano molto sia l’ambiente naturale che l’architettura. La Contrada delle Dorne è stata sotto occupazione austro-ungarica e molti degli edifici emblematici della zona furono costruiti durante quell’epoca. La natura incontaminata, oltre all’architettura, alle tradizioni e ai costumi, ne fanno un luogo speciale, apprezzato dai turisti.”

    Germania, Inghilterra, Scozia, Australia o Messico sono solo alcuni dei luoghi da cui i turisti stranieri arrivano nella Contrada delle Dorne.

  • Alla scoperta della provincia di Buzău

    Alla scoperta della provincia di Buzău

    Questa volta andiamo alla scoperta di una zona nel sud-est della Romania, all’interferenza delle province storiche di Valacchia, Moldavia e Transilvania: la provincia di Buzău, chiamata con orgoglio “una piccola Romania” per la diversità delle sue forme di rilievo. È una zona pittoresca, ma anche piena di leggende che ricordano tempi antichi e le sue attrazioni naturali sono uniche. Iniziamo a scoprirle insieme a Ruxandra Cernat, guida turistica. La prima tappa, i Vulcanetti di Fango. “Sono un fenomeno raro, perché la lava è fredda e nera e hanno la forma di un cono vulcanico. Si tratta di un fenomeno naturale specifico di questa zona di Buzău, e le emanazioni di gas dalle profondità della terra spingono infatti in superficie le acque sotterranee, le quali, immagazzinando l’argilla delle rocce che incontrano lungo il percorso, danno origine ai vulcanetti di fango. Si tratta dei cosiddetti Pâcle Mari, Pâcle Mici e Fierbătorea, dove l’acqua gorgoglia nei coni. La provincia di Buzău, dichiarata patrimonio dell’UNESCO, nel 2022, è facilmente raggiungibile in auto, che si può noleggiare a Bucarest. Bucarest è ovviamente un hub importante, che dispone dell’aeroporto internazionale Henri Coandă, quindi è facilmente raggiungibile da qualsiasi angolo del mondo.”

    Nella zona montuosa della povincia di Buzau ci sono anche delle cascate molto belle. Tra cui, la cascata di Cașoca, che affascina i turisti indipendentemente dalla stagione. “Una delle cascate più belle di tutti i Carpazi romeni, la cascata Cașoca appare in alcuni documenti anche con il nome Prancea. Le acque cadono in una vasca profonda da un’altezza di otto metri. Il posto ha un fascino particolare in ogni stagione. È facilmente raggiungibile perché la strada è stata asfaltata, e i turisti scopriranno nelle vicinanze bancarelle con prodotti tradizionali tipici, marmellate e sciroppi naturali, creme cosmetiche, ma anche terapeutiche. Il posto è molto popolare non solo tra i fotografi, ma anche tra le giovani coppie che vogliono scattare lì le foto di matrimonio.”

    Molto vicino alla cascata Cașoca ci sono il lago e la diga Siriu, con un belvedere assolutamente fantastico, come ci ha raccontato la guida turistica Ruxandra Cernat. “È la seconda diga della Romania ed è costruita interamente con materiali naturali provenienti da questa zona. I lavori sono durati quasi 20 anni. La strada statale venne leggermente deviata e gli insediamenti della zona furono trasferiti, ma questo progetto  garantì la fonte d’acqua per i paesi a valle. I viadotti e la strada tortuosa realizzati sono di straordinaria bellezza. La diga è alta 122 metri e lunga 570 metri, mentre il lago è lungo 11,5 km. Non è adatto per la balneazione, perché è profondo 120 metri.”

    E dall’acqua passiamo al fuoco. “Le emanazioni di gas, quando arrivano in superficie dalle profondità della terra, fanno sì che al contatto con l’aria appaiano delle fiamme che bruciano continuamente. Forse più spettacolari di notte, le fiamme sono innescate dai raggi del sole. A volte sono alte, a volte molto basse. Dipende anche dalla pressione del gas dall’interno, ma anche dal tempo. Probabilmente nella stagione molto piovosa possono spegnersi temporaneamente, ma si può vedere l’acqua ribollire nei punti in cui i gas affiorano in superficie. L’intera area in cui si verifica questo fenomeno ha una superficie di 25 metri quadrati.”

    Sempre nella provincia di Buzău c’è un museo unico in Romania. Il Museo dell’Ambra di Colți è dedicato all’ambra risalente a 40-60 milioni di anni fa. E’ una tappa d’obbligo per i turisti che arriva nella zona, secondo Ruxandra Cernat. “Sul territorio della Romania l’ambra è stata sfruttata per molto tempo, ora non più. È una gemma molto bella e preziosa, perché in questa resina di vari colori dal giallastro al bruno-rossastro si possono vedere piante e insetti che sono rimasti perfettamente incastonati durante queste decine di milioni di anni. Si dice che quando piove molto forte, la gente del posto possa ancora trovare pezzi di ambra nei letti dei fiumi. Il museo ci mostra tutti i modi in cui veniva sfruttata l’ambra in Romania, oltre a rare collezioni di gioielli. C’è anche una sala molto carina per gli appassionati di rocce e cristalli, un’esposizione di cristalli di questa zona.”

    Ultimo ma non meno importante, si può fare un giro per i monasteri, che nel passato avevano anche ruolo difensivo. La fortezza-monastero di Bradu sarebbe la prima tappa proposta. “Si dice che da qui Michele il Bravo, colui che che uni’ per la prima volta i Principati romeni nel 1600, sarebbe partito per le battaglie di Şelimbăr. Sempre in questa zona si trova il Monastero di Măgura, del XVIesimo secolo e le cui icone sono dipinte dal famoso pittore Gheorghe Tătărăscu, maestro del grande Nicolae Grigorescu. E accanto al monastero, sul suo terreno, è stato allestito il Campo di scultura Măgura, intitolato al comune da cui venne portato il materiale per le sculture. Le sculture sono contrassegnate con codici QR, grazie ai quali si può vedere esattamente chi, quando e quale titolo ha dato alla scultura. È anche un posto molto carino per fare un picnic perché tutto avviene sulle colline con noci. Ci si piò fare una bella passeggiata anche d’inverno.”

    La provincia di Buzău è diventata nota negli ultimi anni anche grazie a un progetto chiamato Slow Food Buzău, che promuove la gastronomia artigianale e il turismo culinario sostenibile nel Geoparco UNESCO della provincia di Buzău.

  • Natale in Romania

    Natale in Romania

    Le festività natalizie sono tra le più amate e attese dell’anno. È un periodo in cui vengono riportati alla ribalta tradizioni e costumi tramandati di generazione in generazione. I canti natalizi, l’albero di Natale addobbato, le scenette con motivi religiosi e i piatti tipici sono immancabili, soprattutto nei villaggi romeni, dove le usanze sono meglio conservate. Situato nel nord della Romania, il Maramureș è una delle zone più gettonate per le vacanze invernali. Questa volta ci fermiamo in un’area composta da 12 villaggi autentici, situati sulle valli dei fiumi Mara e Cosău, circondati dai Monti Gutâi. Questi costituiscono l’Ecodestinazione Maramureș, dove ci accoglie stasera il manager della destinazione, Edit Pop.

    “Questi villaggi autentici sono la meta ideale per le vacanze invernali. Qui si può fare un’immersione nella vita rurale. I turisti sono attesi a Natale e durante le vacanze invernali per scoprire le usanze locali. Sono molte le tradizioni che vengono preservate. Ad esempio i piatti tipici invernali. Poiché siamo in una destinazione di ecoturismo, e le attività nella natura sono ciò che offriamo principalmente ai turisti, li invitiamo, quando vengono in vacanza nei villaggi del Maramureș, a fare una passeggiata per le viuzze. Li invitiamo a scoprire l’unicità del luogo, a scoprire la civiltà del legno, l’architettura dei villaggi e la civiltà del fieno nelle vicinanze dei villaggio, dove scopriranno luoghi con centinaia di balle di fieno e che in inverno creano un paesaggio da favola.”

    A Natale, le antiche chiese in legno con guglie altissime sono l’attrazione principale dei villaggi del Maramures. “Praticamente sono l’attrazione principale per i turisti, che sono invitati a prendere parte, insieme alla gente del posto, a tutto ciò che significa tradizioni invernali. Alla vigilia di Natale tutte le case sono illuminate, tutti i cancelli sono aperti, i bambini e i giovani girano per le case cantando canti natalizi che annunciano la nascita del Signore e vengono ricompensati dai padroni di casa con biscotti, noci e mele. A Natale gli abitanti vestono il costume tradizionale del Maramures. Anche i turisti possono indossare, se vogliono, i costumi tradizionali e vengono invitati a unirsi agli abitanti alla messa di celebrazione della nascita del Signore. Se siamo fortunati e c’è la neve, le slitte trainate da cavalli sono molto ricercate. Se non c’è la neve vengono sostituiti dai carri trainati da cavalli che trasportano i turisti nei luoghi da favola. Il Maramures è bello con la neve, ma è bello anche senza la neve.”

    E, in tutto questo paesaggio da sogno, spiccano i portoni in legno splendidamente scolpiti, le recinzioni delle case, tutte in legno, racconta Edit Pop, manager della destinazione Eco Maramureș. “La civiltà del legno o la storia del legno, come viene presentata nella nostra offerta turistica, è un po’ la spina dorsale culturale della destinazione. Naturalmente, nei villaggi antichi, il legno era una materia prima facilmente reperibile. Le vaste foreste del Maramureș ne erano la fonte. Dal legno furono realizzate sia case che attinenze, ma anche i portoni intagliati. Come anche le chiese, che sono l’attrazione culturale di questi villaggi. Ogni villaggio ha una chiesa di legno e ci sono alcuni che ne hanno due. Abbiamo molti turisti dai paesi nordici, dagli Stati Uniti, dall’Australia, da Israele. Sono tanti quelli che vengono per scoprire l’Europa, e il Maramureș è una tappa immancabile. Sono affascinati dalla vita del villaggio, dallo spirito del luogo, dal modo di vivere dei villaggi del Maramures che conservano ancora la loro unicità.

    Un altro invito in Maramures abbiamo ricevuto dal Padre Valeriu Mircea Vana. “Ci sono anche diversi eventi specifici. Il Festival delle Tradizioni e dei Costumi di Sighetu Marmației è alla sua 55a edizione. Si svolge il terzo giorno di Natale. Inoltre ogni agriturismo, ma anche il Comune, perché c’è collaborazione, cerca di offrire eventi specifici perché è una celebrazione della famiglia e della gioia, un’atmosfera intima in cui si partecipa alle tradizioni e si assaggiano le prelibatezze. Oltre a ciò, c’è una parte riservata alla spiritualità, alla purezza. Poi abbiamo i monumenti culturali, i musei, le chiese di legno, le otto chiese patrimonio mondiale dell’UNESCO, i monasteri, tutti nel periodo in cui il Maramureș si veste a festa.”

    Dal padre Valeriu Mircea Vana apprendiamo anche dell’importanza degli artigiani in questi giorni di festa. “Gli artigiani sono immancabili dai pacchetti turistici. È molto importante non solo partecipare ad uno spettacolo, ma anche fare noi stessi un piatto. Abbiamo l’arte della tessitura, l’arte dell’intaglio, l’arte della pittura su vetro, l’arte della ceramica dacica. Si può partecipare a laboratori, ad esempio a laboratori di ceramica.

    Dopo aver visitato una chiesa patrimonio mondiale dell’UNESCO, si passa alla parte interattiva, indipendentemente dall’età. Sia i bambini che gli adulti e gli anziani possono partecipare al laboratorio di pittura di icone su vetro. Dopodiché andiamo anche alla scoperta della gastronomia, del costume popolare, e siccome il rapporto dell’uomo con la divinità esiste da sempre sui costumi scopriremo motivi e colori ricchi di simbolismo.”

    In Maramureș potete passare le feste invernali nelle case tradizionali, conservate com’erano più di 100 anni fa. Gli interni sono particolari, con pareti blu e piccole finestre in legno e decorati con oggetti realizzati dagli artigiani locali. Sono visitabili, ma possono anche ospitare turisti.

  • Turismo attivo in Romania

    Turismo attivo in Romania

    Il turismo attivo attira sempre più visitatori in Romania grazie ai paesaggi spettacolari e alla diversità delle attività all’aperto. I Carpazi sono una delle mete preferite per l’escursionismo, l’alpinismo e le arrampicate, con percorsi di tutti i livelli di difficoltà. Gli appassionati di ciclismo possono esplorare i sentieri di montagna, le strade panoramiche della Transilvania o dirigersi in bicicletta verso le cantine. In inverno, le stazioni sciistiche attirano gli amanti degli sport sulla neve. Il turismo attivo è anche un modo perfetto per scoprire le bellezze naturali e le tradizioni locali.

    Ana Voican crea e promuove pacchetti di turismo attivo in Romania e organizza eventi dedicati agli amanti di questa forma di turismo. “Direi che la Romania è una destinazione molto attraente per il turismo attivo. Innanzitutto abbiamo una straordinaria diversità geografica, che ci permette di conoscere la Romania attiva durante tutto l’anno. In ogni stagione c’è qualcosa da fare, c’è solo l’imbarazzo della scelta, e l’offerta molto ricca. In inverno si praticano gli sport sulla neve, ma non solo. Fino a quando non cade la neve, dal 1° dicembre possiamo scegliere i tour in bicicletta a Dealul Mare, ad esempio, vicino a Bucarest, dove potremo visitare le cantine. C’è un percorso facile di 20 km con un dislivello di 200 metri, quindi adatto sia ad adulti che a bambini. Potremo anche fermarci presso le cantine, degustare, goderci i brunch e le feste con amici e familiari.”

    Dopo che si è depositato il primo strato di neve, le stazioni montane sono la meta perfetta per gli sport invernali. In Romania ci sono circa 300 piste da sci omologate, quindi l’offerta è ricca. “Dal 1° dicembre sono state aperte le piste da sci. Si può andare nelle località della Valle del Prahova, ma anche a Straja, Păltiniș, dove, di solito, durante la stagione invernale vengono organizzate feste e gare uniche, rivolte a tutti gli appassionati di questi sport. Organizziamo feste sia diurne, che serali per chi vuole godersi la vista delle piste di notte. Nelle stazioni montane romene si può fare un tuffo nelle tradizioni locali, decorare l’albero, ascoltare canti natalizi, accogliere Babbo Natale. Ma durante il giorno possiamo fare escursioni e conoscere le bellezze della zona. Molto ricercati sono i pacchetti di relax nelle SPA ad esempio nelle stazioni termali Baile Herculane, Baile Felix, Baile Govora, perché, oltre a questa parte di SPA, jacuzzi, terapie, si può fare un’escursione nelle riserve naturali, per osservare gli uccelli, osservare la fauna di questa stagione e rilassarsi attraverso il movimento.”

    E se vogliamo fare attività fisica durante una vacanza con tutta la famiglia, la Romania ha tante offerte, racconta Ana Voican, promotrice del turismo attivo e organizzatrice di eventi. “È il mio tipo di turismo preferito: il turismo attivo. Io andrei alle Terme Balvanyos, per esempio, e le sceglierei per le loro strutture ricettive a quattro stelle, con SPA, piscina interna o esterna. Possiamo anche andare in slittino, possiamo fare le attività all’aperto organizzate nel periodo delle feste invernali.”

    La primavera è l’inizio della stagione ciclistica ed escursionistica, ma anche di tanti eventi. “Iniziamo gli sport acquatici, il rafting, il kayak e possiamo abbinarli in un pacchetto, perché poi arriva l’estate. Per l’estate abbiamo preparato un festival per famiglie e bambini. Succede a Pentecoste, tra il 6 e il 9 giugno, sui monti di Buzău. Si passano quattro giorni all’aperto, in tende, roulotte, glamping, casette in legno, con tante attività all’aria aperta. Ci stacchiamo un pò dai rumori della città e ci rilassiamo in mezzo alla natura con i bambini, dove cerchiamo la connessione sia con la natura che con la famiglia, attraverso attività specifiche per gli scout, conosciamo la natura, sopravviviamo nella natura, ma ci divertiamo anche. Facciamo laboratori creativi, laboratori didattici, guardiamo le stelle per scoprire le costellazioni, organizziamo falò e concerti. Ci sono molte cose che possiamo apprezzare e capitalizzare, e penso che sia giunto il momento di orientarsi verso esperienze come questa.”

    La Via Transilvanica, soprannominata “la strada che unisce”, è un itinerario turistico seganalato di lunga percorrenza, di 1.400 chilometri, che attraversa la Romania in diagonale, ed è destinato all’escursionismo, al ciclismo ed è percorribile anche a cavallo. “Vorrei che ci soffermassimo un pò su un progetto molto apprezzato, la Via Transilvanica, in cui si è investito molto per segnare il percorso, percorribile sia a piedi che in bicicletta in alcuni tratti. È splendido e vale la pena farlo perché ci regala un quadro completo della Romania, che può essere attraversato anche a piedi. Ho interagito con i turisti stranieri e la prima cosa che rispondono alla domanda “perché avete scelto la Romania come destinazione”è perchè la Romania è ancora selvaggia, incontaminata. Hanno l’occasione di vedere animali che altrimenti possono vedere solo in TV o sulle riviste. Qui possono vederli con i propri occhi quando percorrono i nostri sentieri. Sono sorpresi da quante cose possono vedere, cose che non possono vedere nei paesi da cui provengono.”

    Ana Voican, promotrice del turismo attivo in Romania e organizzatrice di eventi, afferma che la maggior parte dei turisti in cerca di offerte di turismo attivo arrivano dai Paesi Bassi, Danimarca, Germania, Spagna, Italia e dagli Usa. Nell’era della digitalizzazione, in cui siamo circondati dagli schermi, tutti apprezzano il ricongiungimento con la n

  • Romania attraente

    Romania attraente

    I luoghi di interesse culturale, come castelli, fortezze, case tradizionali e villaggi nel Delta del Danubio, sono stati documentati con l’aiuto degli specialisti che hanno collaborato alla creazione di audio e video guide. Le 275 attrattive turistiche saranno più accessibili grazie a infrastrutture di segnaletica stradale.

    L’esperto di contenuti Paul Opricean spiega com’è nata l’idea. “Romania attraente” è un programma del Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei, finanziato con fondi pubblici attraverso il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza), che parte dall’idea che centinaia di attrazioni turistiche da tutto il Paese sono, forse, troppo poco conosciuto. Insieme, tuttavia, costituiscono un vero mosaico culturale del paese, e hanno tutti un immenso valore storico e patrimoniale, sia per la Romania che per l’intera Europa. Parlo qui di quei luoghi che sono rimasti vivi attraverso le loro storie e leggende, attraverso le belle persone delle comunità locali che ancora ce le raccontano. Ecco perché, attraverso questo programma, si stanno facendo passi importanti per la loro promozione, la creazione di contenuti attrattivi per i turisti e, soprattutto, la creazione di un’infrastruttura di segnaletica stradale, perché, dobbiamo ammetterlo, è importante trovarle facilmente. Sto parlando di più di 8.000 sistemi di segnalamento di questo tipo, che coprono circa 55.000 km² in tutto il Paese.”

    I 12 itinerari turistici tematici proposti attraversano tutta la Romania, con 275 attrattive da visitare, che, fino al 2026, saranno segnalate anche attraverso specifiche infrastrutture stradali. Unica attraverso contenuti video, foto, tour virtuali, animazioni, ricostruzioni 3D, audioguide, testi e recensioni degli utenti, la piattaforma avvicina il futuro turista il più possibile alle esperienze che può scoprire offline. “I turisti possono utilizzare la piattaforma  “Romania attraente” in molti modi, sia per scopi didattici, perché è la biblioteca digitale più complessa con informazioni sulle attrattive culturali convalidate da specialisti, sia come ispirazione per pianificare i loro viaggi futuri. In breve, attraverso la piattaforma, le informazioni raggiungono l’utente online attraverso il sito web dedicato www.romania-atractiva.ro. Oppure tramite l’app disponibile gratuitamente per i sistemi operativi iOS e Android. I contenuti sono disponibili in diverse lingue di circolazione internazionale: inglese, ungherese, francese, tedesco e romeno, e la piattaforma riunisce contenuti multimediali estremamente complessi. Si tratta sostanzialmente di 5.800 materiali digitali tra video, foto, tour virtuali, animazioni 3D, audioguide e, ovviamente, testi che catturano il fascino di ogni attrazione turistica.”

    Gli itinerari turistico-culturali hanno temi completamente diversi, continua Paul Opricean, esperto di contenuti per il progetto “Romania attraente”. “Abbiamo percorsi a carattere storico che presentano castelli, castri romani, fortezze, tipiche dimore signorili, palazzi. Ci sono altri quattro percorsi ecumenici, che mettono in risalto i monasteri della Moldavia, le chiese in legno, le chiese fortificate e la Via di San Ladislao. Poi, abbiamo un itinerario della gastronomia tradizionale romena, uno dedicato al paesaggio del Delta del Danubio e un itinerario che presenta il valore dei villaggi dall’architettura tradizionale. Tra tutti questi, uno dei più accessibili all’interno della piattaforma è quello della gastronomia. È un percorso estremamente complesso, che cattura veramente la ricchezza dell’intero panorama culinario romeno, comprese le sue influenze balcaniche, turche e ungheresi. Questo è proprio il motivo per cui lo consiglio ai turisti perché devono includere tra le loro soste una qualsiasi delle 30 regioni gastronomiche del paese. Qui scopriranno vecchie ricette che non immaginano più siano conservate, scopriranno ingredienti freschi, stagionali e saporiti e, cosa forse più importante, incontreranno narratori loquaci lungo la strada presso i cosiddetti punti gastronomici locali.”

    Il percorso dei castelli propone invece un ritorno al tempo dei re, dei cavalieri e delle grandi battaglie, in un’incursione ricca di storia e mistero. I turisti vengono invitati nelle sale dove risuona ancora l’eco dei balli e lo splendore reale incontra le dure ombre dei tempi passati. Dalle rovine misteriose alle fortificazioni trasformate e restaurate nel corso di centinaia di anni, ogni muro parla di una storia europea meno conosciuta, intrecciata con storie e leggende. Qui aspettano di essere scoperti segreti dei nobili e capitoli di storia ricchi di gloria, ma anche di tempi oscuri di torture e tradimenti. “Il turista può realizzare il proprio itinerario secondo le preferenze, può fare un abbinamento tra gastronomia e storia, può includere anche altri tipi di attrazioni turistiche. La piattaforma non si limita alle attrattive principali, ma comprende anche una serie di proposte  di attrattive secondari. Incoraggio i turisti, indipendentemente da dove provengano, a fare prima una radiografia di tutti i siti culturali sulla piattaforma, leggere la loro storia, vedere i loro contenuti estremamente preziosi, per decidere infine quale includere loro nel loro prossimo viaggio. Non dovremmo mirare a visitare un intero percorso. Sarebbe anche complicato, visto che le attrattive sono sparse su tutto il territorio nazionale. Possiamo invece creare il percorso perfetto per noi, proprio in base ai temi che suscitano il nostro interesse. È importante iniziare il viaggio con la mete aperta, con entusiasmo, perché ogni passo attraverso “Romania attraente” racconta una storia.”

    E la storia di “Romania attraente” ha già suscitato interesse, come ci ha raccontato l’esperto di contenuti Paul Opricean. “La piattaforma è già visitatissima. Gli utenti sono più di 150.000, di cui 50.000 sono solo download dell’app su iOS e Android, e gli echi nell’ambiente online sono fortissimi. In termini di impatto parliamo di più di 6 milioni di persone che hanno già interagito con i nostri contenuti. „La Romania attraente” è davvero una piattaforma di successo già nei primi sei mesi dal suo lancio.”

    “Romania attraente”, il primo programma nazionale a sostegno del turismo storico-culturale, è iniziato nel 2023 e sarà completato nel giugno 2026.

  • Stazioni termali nella provincia di Vâlcea

    Stazioni termali nella provincia di Vâlcea

    Nota per il turismo termale fin dalla fine del XIXesimo secolo, la provincia di Vâlcea è molto apprezzata per le sue stazioni termali, che curano e rilassano ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo. Ogni località ha il suo fascino e tutte offrono pacchetti turistici anche per le vacanze invernali. Oltre ai bagni curativi potrete praticare diverse attività nelle vicinanze. È una zona molto ricercata per la prevenzione, la cura e il recupero, per lo svago e per il tempo libero, come ci ha raccontato Monica Gheorghiu, direttrice del Centro Nazionale di Informazione e Promozione Turistica di Vâlcea.

    “La provincia di Vâlcea è molto ricercata per le sue quattro località termali: Călimănești-Căciulata, Băile Olănești, Băile Govora e Ocnele Mari. Importante, senza dubbio, è Călimănești-Căciulata, che dispone di una bella offerta di alberghi, parchi, eremi, acque termali e zone per le passeggiate, sempre più gettonate dai turisti. Inoltre, vanta il maggior numero di piscine con acque geotermiche in Romania e, nel tempo libero, le escursioni nel Parco Nazionale Cozia o le visite ai famosi monasteri, Cozia, Turnu, Ostrov, Stânișoara, completano il programma dei turisti che trascorrono del tempo di qualità qui. La località Călimănești-Căciulata è nota fin dall’antichità per le sue acque minerali e le loro proprietà curative. È noto, ad esempio, che le acque furono utilizzate per la prima volta dai monaci del monastero e sono documentate già nel 1520. Si dice addirittura che il principe Mircea il Vecchio si sia curato con le acque minerali di Călimăneşti nella sua vecchia età, come anche Francesco Giuseppe, re d’Austria-Ungheria, che avrebbe tratto beneficio dalle cure delle acque di Căciulata. La località è indicata non solo per le patologie dell’apparato digerente, ma anche dell’apparato urinario o per patologie reumatiche, degenerative, neurologiche e ginecologiche.”

    Nella località Călimănești-Căciulata troviamo la più grande base di cure balneoclimatiche della Romania. Ci sono oltre 5.000 posti letto nei complessi con basi di cura, dove possono essere curati contemporaneamente circa 1.500 pazienti. Inoltre, durante il 2024, fino a settembre, la località è stata visitata da oltre 191.000 turisti. I dati statistici la collocano al secondo posto in Romania per numero di arrivi. “Piscine termali, parchi, crociere in barca, eventi socio-culturali, troverete tutto in una stazione termale eccezionale, che consigliamo in tutte le stagioni, e il suo sviluppo continua. A Seaca sono in costruzione un complesso sportivo, un nuovo lido e un parco forestale che completeranno l’offerta turistica. Băile Olănești è un’altra importante località della provincia di Vâlcea. Oltre ai disturbi dell’apparato digerente e ai reni, qui vengono curati anche i disturbi respiratori causati da malattie professionali, causati dall’esposizione a sostanze nocive o tossiche o da allergie. A Băile Olănești incontriamo due fattori curativi naturali che si armonizzano molto bene dal punto di vista climatico e topoclimatico.”

    Oltre al fattore idrominerale, rappresentato dalle acque minerali di questa zona, Băile Olănești occupa un posto di primo piano in Romania per numero di sorgenti, per la loro portata totale, ma anche per la varietà di composizione e la concentrazione delle acque minerali, precisa Monica Gheorghiu, direttrice del Centro Nazionale di Informazione e Promozione Turistica di Vâlcea. “In questa località esistono più di 35 sorgenti idrominerali, sia naturali che dovuti a lavori di trivellazione. Nella spa vengono adoperate le acque di 15 sorgenti per la cura interna, di due sorgenti per la cura esterna e l’acqua di 4 pozzi per la balneazione. Inoltre, non dimentichiamo che siamo la porta d’accesso al Parco Nazionale Buila-Vânturarița, dove i turisti possono fare numerosi sentieri escursionistici e visitare gli eremi della zona, che sono vere “meteore” della Romania. Iezer, Pahomie, Pătrunsa sono luoghi spettacolari situati in un ambiente naturale di particolare bellezza. Andiamo anche a Băile Govora, un’altra località termale importante per la provincia di Vâlcea, dove vengono curati coloro che soffrono di asma o bronchite, quindi qui le cure per l’apparato respiratorio sono ben sviluppate. Si trova in una zona molto bella, in una depressione dei Precarpazi, circondata da colline, coperta di boschi di querce, pini e faggi, ad un’altitudine di circa 400 metri.”

    A Băile Govora il clima è continentale moderato, con estati leggermente fresche e inverni miti. Pertanto, il clima aiuta a prevenire o curare le malattie polmonari. “È per noi una località importante per la varietà e il carattere terapeutico delle acque ricche di cloro, iodio, bromo o di quelle magnesiache, calciche e solforose. Inoltre si trova in una zona dove non sono presenti pollini allergenici e l’umidità è relativamente costante. In questo modo si creano ottime condizioni per le attività terapeutiche. Allo stesso tempo, si trova sulla strada che conduce al Monastero di Horezu, alla zona di Horezu, un ricco focolare etno-folcloristico nella provincia di Vâlcea e il luogo in cui ha avuto inizio la storia della ceramica di Horezu. Consigliamo anche Ocnele Mari, un’altra località di interesse locale, sempre più gettonata dai turisti, almeno durante la stagione estiva, che grazie alle sue spiagge di acqua salata e non solo, presenta attrazioni turistiche di grande interesse. Oltre alle spiagge di acqua salata, abbiamo la miniera di sale di Ocnele Mari, che rientra nella categoria delle attrazioni turistiche con ruolo terapeutico, grazie a questo fattore naturale presente in abbondanza: il sale. È il luogo ideale per godersi gli effetti terapeutici di questo minerale.”

    Il pacchetto natalizio per una camera doppia in un hotel a tre stelle a Călimănești-Căciulata costa 2834 lei (570 euro). Questi coprono tre pernottamenti dal 24 al 27 dicembre per due adulti e la prima colazione. Sono incluse anche la colazione tradizionale, una cena festiva con DJ, l’incontro con Babbo Natale, un programma di canti natalizi e l’ingresso gratuito all’Aquapark.

  • Il Museo dei Record Romeni

    Il Museo dei Record Romeni

    Il Museo dei Record Romeni è nato dal desiderio di promuovere Bucarest e la Romania. Qui troviamo le grandi collezioni di cavatappi, ferri da stiro, macchine fotografiche d’epoca o oggetti filatelici romeni, ma anche più di 30 altre collezioni più piccole. Gli oggetti in sè potrebbero sembrare semplici quando descritti, ma una volta visti, saranno percepiti come opere d’arte a causa dei modelli speciali e vari.

     Insieme a Victor Bota, coordinatore di questo museo unico e presidente della Fondazione Risultati Eccezionali Romeni, conosceremo alcune delle collezioni e gli oggetti più preziosi. “Queste storie nascoste e perdute dovrebbero venire alla luce. E dove scoprirle se non in un museo dove attraverso un unico oggetto, il cavatappi o il ferro da stiro, si può vedere la storia dell’umanità, dal momento in cui è stato inventato e prodotto fino ad oggi. Tutte queste evoluzioni si possono vedere nel museo. La densità per metro quadrato credo sia unica al mondo. Ci sono oltre 5.000 metri quadrati di esposizioni, ma la densità è favolosa. Ad esempio sono circa 500 metri quadrati con 31mila cavatappi.”

     Attualmente il Museo dei Record Romeni possiede la più grande collezione di cavatappi al mondo. È certificata dal Guinness dei Primati. Da quando è stato stabilito il record con 23.965 oggetti fino ad oggi è stata raggiunta una collezione di oltre 31.000 oggetti unici. “Quando parliamo della loro importanza, dobbiamo capire che questo oggetto appare nella storia intorno ai secoli XV-XVIesimo. Esistono documenti, ma non è stata conservata alcuna fonte molto solida. Fondamentalmente, il primo brevetto d’invenzione viene registrato in Gran Bretagna dal sacerdote Samuel Henshall, nel 1795. Questo modello del primo brevetto è con noi, ma non è il più importante. C’è anche il cavatappi storico più importante del mondo. Nel 1833, il vecchio ponte di Londra, Old Bridge, viene demolito, vengono rimossi pezzi di acciaio e legno e viene prodotto questo cavatappi omaggio. Ha anche un meccanismo piuttosto interessante. Non è un cavatappi con un’unica spirale e un manico. Ha un meccanismo che assicura il giro della spirale in un’unica direzione. Su di esso era scritto che c’era stato in uno dei pilastri del London Bridge per 656 anni. Dopo un semplice calcolo, capiamo che intorno al 1100-1200, quel metallo fu introdotto in quel pilastro del London Bridge. Se dovesse raccontare storie, racconterebbe storie prima della dinastia dei Tudor, perché divennero una dinastia solo intorno al 1400-1500. Quindi, il fiume Tamigi  ha qualcosa da raccontare attraverso la voce di questo metallo in Romania, sulla storia mondiale dei cavatappi.”

    Sempre in questo museo romeno si possono vedere anche tra 3.000 e 5.000 oggetti estremamente rari o unici. Ad esempio, cavatappi del XVIII secolo delle famiglie nobili francesi. La visita prosegue però con la sezione dei supporti tipo sottopentola o trivets, come vengono chiamati in inglese. Victor Bota. “Era molto difficile dire ‘portaferro da stiro’, ‘portautensili per camino’, ‘portapentole’. Allora, per trovare un denominatore comune, usiamo questa parola, “trivet”, dall’inglese “trivets”. Qualche centinaio di anni fa solo i nobili avevano cavatappi e ferri da stiro, ed erano personalizzati. Quindi l’arte, il design, la forma sono assolutamente affascinanti. Non c’è forma grafica, non c’è forma geometrica che non sia stata usata. Se visitate la sezione, lancio una sfida e vi chiedo di pensare a un animale domestico e vedere se quell’animale non c’è su questi sottopentola. Molto raramente abbiamo scoperto un animale domestico che non abbiamo.”

    Arrivando alla collezione dei ferri da stiro, i turisti spesso si chiedono quando è apparso questo oggetto. Victor Bota ricorda lo scopo del ferro da stiro, oggetto apparso nel Paleolitico. “Le persone dovevano usare un pezzo di legno, un pezzo di osso o una pietra per allungare la pelle degli animali e poi usarla semplicemente per fare vestiti. Il principio nasce a quell’epoca e ha seguito passo dopo passo l’evoluzione dell’umanità attraverso il Neolitico, l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro, arrivando ai giorni nostri con caratteristiche tecniche straordinarie. Consideriamo che esiste un principio, quello dell’energia. Infatti, il Guinness Book afferma che il ferro è un oggetto metallico triangolare che accumula energia e stira le rughe. Ma come accumula energia? Sui sottopentola, direttamente sul fuoco, su un fornello in ghisa o, per alcuni ferri da stiro, si prende un pezzo di acciaio, si scalda e poi si inserisce nel ferro. Sono così belli questi ferri da stiro che, a prima vista, non si direbbe che siano ferri da stiro. Sono vere e proprie opere d’arte e solo vederli di persona potrà convincervi di questo.”

    La collezione filatelica è la più grande collezione privata esposta ovunque. Esistono anche collezioni di filatelia più grandi, ma appartengono agli stati o agli uffici postali dei rispettivi stati, spiega Victor Bota. “L’unicità di questa collezione sta nel fatto che ci sono solo francobolli romeni, dai primi emessi dallo stato romeno fino ad oggi, in ogni edizione. Inoltre, questa collezione comprende l’area della prefilatelia, quando le lettere circolavano nei territori romeni con timbro a secco o sigillo. Ma l’importanza di questa imponente collezione, oltre 150mila oggetti filatelici in continuo sviluppo, sta nel fatto che ne mostra tutte le fasi per intenditori e non. È uno straordinario esempio di storia. Ad esempio, quando un ordine militare o civile viene emesso durante un regno, compaiono anche i francobolli. Quando c’erano eventi speciali durante il periodo comunista, ad esempio le Universiadi, apparivano anche i francobolli. Sui francobolli si trovano anche personalità romene. Si può imparare la storia romena o internazionale semplicemente appassionandoti ai francobolli.”

    Al termine della visita al Museo dei Record Romeni si può optare anche per una degustazione dei migliori vini rumeni, un’occasione per rievocare l’affascinante storia dei cavatappi.

  • Sulle tracce di Brâncuși, in provincia di Gorj

    Sulle tracce di Brâncuși, in provincia di Gorj

    Nel 2024, l’UNESCO ha incluso nella lista del patrimonio universale il complesso scultoreo “La Via degli Eroi” di Târgu Jiu, realizzato da Constantin Brâncuși. Il complesso comprende quattro opere: la Tavola del Silenzio, il Vicolo delle Sedie, la Porta dei Baci e la Colonna Infinita, realizzate dal grande scultore romeno nel periodo 1937-1938. Questi fanno parte di percorso turistico-culturale dal tema “cultura, storia, religione e arte monumentale”, intitolato “Il genio contadino Constantin Brâncusi e il patrimonio culturale della provincia di Gorj”.

    Da Laura Dragu Popescu, presidente dell’Associazione Professionale Padronale del Turismo Gorj, abbiamo appreso che nel percorso sono incluse sono le opere del grande scultore Brâncusi esposte all’aperto, nella citta’ di Târgu Jiu, cui si aggiungono la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, le Gole di Sohodol, un museo di architettura popolare, due famosi monasteri, ma anche case commemorative. Andiamo, quindi, alla scoperta dell’asse Brâncuși assieme a Laura Dragu Popescu. “L’interpretazione di questo complesso monumentale è che, alla Tavola del Silenzio, l’eroe mangia l’ultimo pasto con la sua famiglia prima della battaglia. Cammina lungo il Vicolo delle Sedie, dove le sedie rappresentano le persone che non partecipano alla guerra. Alla Porta dei Baci avviene l’ultimo abbraccio con i propri cari. Dopo o durante la battaglia, l’anima dell’eroe va a Dio. L’anima umana va a Dio passando attraverso la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Continuiamo, poi, sulla Via degli Eroi con la strada che raggiunge la Colonna Infinita. Questa è l’interpretazione dell’asse Brâncusi, che fa parte dell’Itinerario Turistico-Culturale “Il genio contadino Constantin Brâncusi e il patrimonio culturale della provincia di Gorj”. In questo itinerario sono incluse le visite alla Casa Memoriale di Constantin Brâncusi a Hobita, al Monastero Polovragi, al Monastero Tismana, alle Gole del Sohodol, alla Casa Memoriale Maria Apostol, un’amatissima cantante popolare locale, al Monastero Lainici, al Museo di Architettura Popolare di Gorj, a Curtișoara, dove si può visitare una dimora tipica che apparteneva alla famiglia Tătărescu e che fu portata qui assieme alla Casa Mogoș di Poiana, vicino a Rovinari.”

    Poi, nella città di Târgu Jiu, si possono visitare la Casa Memoriale e il Mausoleo dedicato a Ecaterina Teodoroiu. In questo percorso ricco di cultura, storia, religione e arte monumentale, in un itinerario complesso, viene presentata una bella parte del Gorj storico e pittoresco. “È una delizia anche per il turista più esigente che si ferma nella provincia di Gorj per percorrere questo itinerario. Abbiamo un alto tasso di ritorno dei turisti che ci hanno visitato. Accade con i piccoli gruppi e le famiglie, ma anche con i gruppi inviati dalle agenzie di viaggio dalla Romania e dall’estero, che scelgono di trascorrere di solito tre notti e quattro giorni, grazie a questo programma turistico, nella provincia di Gorj. Se venite in provincia di Gorj dall’estero, scegliete un volo per l’aeroporto di Bucarest. Poi ci sono molte opzioni di viaggio da Bucarest a Târgu Jiu, con gli autobus regolari, che hanno partenze giornaliere dalla stazione degli autobus Militari, ai treni che partono da Bucarest e passano per Târgu Jiu.”

    A circa 30 km dal capoluogo Târgu Jiu, seguendo questo itinerario si raggiunge il Monastero di Tismana, tappa raccomandata da Laura Dragu Popescu. “Il suo santo patrono è San Nicodemo il Santo, di Tismana. Accanto al monastero si trova il Museo dell’Oro, realizzato con il contributo della Banca centrale romena. È un viaggio indietro nella storia, il luogo dove un tempo fu custodito (durante la Seconda Guerra Mondiale – n.r.) il Tesoro della Romania di dolore per il popolo romeno. Inoltre, attorno al Monastero di Tismana, ci sono sentieri molto belli, percorribili anche in tre ore. Il percorso più lungo dura tre ore e si effettua sulla cima del monte che porta a Cioclovina de Sus. Questo percorso è una poesia e può essere percorso da persone con normale resistenza fisica. Sulla strada per il Monastero di Tismana, il turista può vedere, a metà strada, la casa commemorativa del nostro grande Constantin Brâncuși. Il Monastero di Tismana è una storia di successo nel panorama dei luoghi unici in Romania. Gli amorosi vanno a vedere il sorgere della luna a Tismana. Si dice che la luna non sorga mai così bella come sulle montagne intorno a Tismana. La gastronomia a Tismana è prelibatissima. Qui si svolge la Sagra della Trota, che si celebra sempre il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo.”

    Invece, nel Museo del villaggio di Curtișoara, i turisti possono vedere l’architettura tradizionale specifica della zona. La casa più antica qui esposta è stata costruita più di 200 anni fa e risale al 1802. Nel museo sono esposte anche due chiese, una delle quali del 1821. “Sono molti gli elementi che attraggono gli amanti delle case tradizionali. Qui si svolgono sia tour a tema che numerosi eventi musicali. All’interno del museo c’è la Casa Gheorghe Zamfir, in cui si possono vedere oggetti appartenuti al suonatore del flauto di Pan Gheorghe Zamfir. Come curiosità, all’interno di questo museo si trova anche una casa popolare con un’interessante architettura della zona di Gilort. All’interno sono custoditi oggetti personali di altri cantanti popolari locali. Così il nuovo e l’antico vengono valorizzati in questo museo dell’architettura tradizionale. Si trova a una decina di chilometri da Târgu Jiu.”

    L’itinerario turistico-culturale “Il genio contadino Constantin Brâncusi e il patrimonio culturale della provincia di Gorj” può essere percorso dai turisti amanti dell’originalità in ogni stagione dell’anno. Inoltre i dati statistici confermano che la provincia di Gorj vanta un’ottima offerta ricettiva, con tanti hotel e agriturismi. E chi viene una volta nello storico e pittoresco Gorj, ritorna.

  • Sulla Transalpina, a Rânca

    Sulla Transalpina, a Rânca

    La Transalpina è la strada alpina situata alla più alta quota della Romania, motivo per cui si è valsa la reputazione di “strada sopra le nuvole”. Sulla strada verso le cime delle montagne arriviamo in una delle stazioni sciistiche più gettonate della Romania, una meta di vacanze per tutte le stagioni. Rânca può anche essere un punto di partenza per numerose escursioni.

    L’attrazione principale della stazione turistica di interesse locale Rânca è lo sci, come apprendiamo da Nicu Mitroi, l’amministratore del comprensorio sciistico. track “La stazione si trova a 1.600 metri, su un altopiano che molti specialisti in Europa hanno paragonato a Cortina d’Ampezzo. Situate a 1.600 metri di altitudine, le piste da sci si estendono fino a 2.000 metri di altitudine. Le piste da sci del comprensorio di Rânca hanno una lunghezza totale di sette chilometri, sono dotate con tre seggiovie, una seggiovia quadriposto con sgombraneve automatico e due seggiovie fisse, una quadriposto e una triposto, oltre a due impianti di risalita. Grazie ai cinque impianti di funivia le code d’imbarco sono già scomparse dalla scorsa stagione.”

    A Rânca i turisti hanno accesso a cinque piste da sci: quattro sul monte Corneșu e una sul monte Papușa. Le piste del monte Corneșu sono dotate di impianti di trasporto a fune, come teleski o babyski, e una delle piste è dotata di illuminazione notturna e impianto audio. I turisti possono praticare lo sci e lo snowboard sulle piste del monte Păpușa. Sono disponibili anche aree separate per chi ama lo slittino. “Abbiamo i prezzi più bassi della Romania e abbiamo mantenuto queste tariffe nel tempo. La quantità di neve naturale è abbondante nella zona, soprattutto a sud dei Carpazi Meridionali, dove le correnti d’aria fredda provenienti da nord incontrano le correnti mediterranee e abbiamo un manto consistente di neve. Disponiamo di innevamento artificiale per la manutenzione delle piste. Nella seconda metà di novembre realizziamo uno strato consistente di ghiaccio, in modo che la neve artificiale e la neve naturale abbiano continuità per tutto l’inverno. Apriamo la stagione sciistica a fine novembre e chiudiamo a fine aprile.”

    La località Rânca si trova sulla Transalpina, conosciuta come la “strada tra le nuvole” per la sua altitudine. I lavori di asfaltatura sono iniziati nel 2009, solo nel 2012 è stata asfaltata al 99%, ma ha una ricca storia. Secondo alcune fonti la strada fu costruita per la prima volta dalle legioni romane durante le guerre con i Daci, motivo per cui su alcune mappe appare come il IV corridoio strategico romano. È certo che la strada fu ricostruita nel periodo tra le due guerre e messa in uso nel 1938, quando fu inaugurata da re Carlo II, motivo per cui oggi è chiamata anche la Strada del Re. La storia registra anche un risanamento durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi avevano bisogno di questa strada d’accesso per motivi militari. Nicu Mitroi, amministratore del comprensorio sciistico di Rânca, torna con una breve storia. „L’attrazione principale di Rânca è la Transalpina, che è la strada più alta del paese. Raggiunge i 2.145 metri, nel passo Urdele. Questa strada fu modernizzata nel periodo tra le due guerre, durante il regno, su iniziativa del primo ministro nato appunto nella provincia di Gorj, Gheorghe Tătărescu. Fu costruita su un percorso di transumanza, utilizzato fin dai tempi dei romani. Questo collegava le fortezze dei Daci sui Monti Șurianu e il Ponte di Traiano sul Danubio, a Drobeta Turnu Severin. Novaci è una zona ricca di ovini. La strada Transalpina fu realizzata sul percorso della transumanza, che a sua volta, per quanto ne sappiamo, è stato fatto da un gregge di pecore, condotto da un asino carico di fardelli. Questo, salendo verso la cima, non superò mai la pendenza di 15 gradi, girò attorno al sentiero e seguì la cresta della montagna fino alla cima.”

    Attualmente la Transalpina è una zona che attira molti turisti con la sua ricca offerta di attività: escursioni su sentieri di montagna, ciclismo, sport con la palla, enduro, gite alle grotte e ai monasteri della zona, parapendio o zip-lining. Sono molti anche i turisti che cercano di rilassarsi all’aria ossigenata, sui prati soleggiati o all’ombra degli abeti, ammirando paesaggi spettacolari.

    La Transalpina offre un rapido accesso alla zona della cresta e da qui i turisti possono facilmente fare escursioni sulla cresta del monte Parâng, su un sentiero ben segnalato. Dal crinale si può raggiungere la zona dei laghi glaciali più spettacolari della Romania. Per l’alpinismo e l’arrampicata su roccia, nelle vicinanze sono presenti aree per gli amanti di questi sport. Ci sono percorsi che partono da 10-20 metri, con 6-7 gradi di difficoltà per l’arrampicata, fino a 300 metri, con difficoltà di 6 gradi per l’alpinismo. “Come attività estiva, dalla Transalpina si diramano numerosi sentieri di cresta verso i laghi glaciali, il lago Gâlcescu, il lago Mija, il lago Tău, ecc. Ci sono altri percorsi che vanno nella valle del Gilort, nella valle dell’Olteț, nella valle del Galben, così come le escursioni sui sentieri di queste valli, ma anche percorsi in bicicletta, fuoristrada, percorsi enduro. Ranca dispone di tubing estivi, campi da gioco per bambini e offre tante altre attività estive. L’offerta ricettiva è diversificata, comprende circa 5000 posti letto coprendo tutti i gusti, dagli alberghi fino ai rifugi per le famiglie, alcuni dotati di piscine, saune, SPA. Accanto a queste strutture ricettive ci sono ristoranti dove i turisti vengono accolti con vino brulè in inverno, gustosi piatti tradizionali e belle storie. I turisti possono cenare anche presso le malghe lungo la Transalpina.”

    Dominata dalla vetta Păpușa, con un’altezza di 2136 metri, la Transalpina è in cima alle classifiche delle strade d’alta quota d’Europa. E la località Rânca è una meta sia per gli amanti dell’avventura sia per chi vuole godersi la tranquillità, ideale in ogni periodo dell’anno.

  • Turismo speleologico nei Monti Anina

    Turismo speleologico nei Monti Anina

    La Romania vanta circa 12mila grotte, collocandosi tra i primi paesi europei per numero e diversità. Di particolare bellezza, esse si distinguono per l’unicità delle formazioni carsiche e per la lunghezza delle gallerie, alcune superiori ai dieci chilometri. All’inizio del XXesimo secolo, infatti, l’esploratore romeno Emil Racoviță gettò le basi del primo istituto di biospeologia al mondo, iniziando a descrivere l’universo sotterraneo. Una delle più belle grotte si trova nella Romania occidentale, nei Monti Anina, e si chiama la Grotta Comarnic.

    La grotta Comarnic è una delle più selvagge della Romania. E’ lunga 6.203 metri e ha un dislivello di 100 metri, con uno sviluppo su tre livelli. Di questi i turisti possono vedere solo il livello superiore, quello “secco”, lungo 1.750 metri. Il livello inferiore è attraversato dal corso sotterraneo del torrente Ponicova.

    La nostra guida alla Grotta Comarnic è Bogdan Bădescu, presidente dell’Associazione speleologica “Gli esploratori” di Reșita, speleologo di fama nazionale, ex presidente della Federazione speleologica romena. Bogdan Bădescu ci ha raccontato che per la formazione di una grotta è necessaria una roccia solubile, in questo caso il calcare. E a Caraș-Severin ci sono molte zone calcaree. “I calcari si formano sul fondo dei mari o sul fondo delle lagune, dove si trovano molti animali marini, i quali, dopo la loro morte, rimangono sul fondo dell’acqua, e tutte le conchiglie e ossa formano uno strato spesso tramite la deposizione nel corso di milioni di anni. Arriviamo così alla situazione attuale, dove abbiamo i Monti Anina, alti oltre 1.000 metri, e tutti sono formati solo da calcare. Abbiamo bisogno di tre condizioni affinché si formi una grotta. Abbiamo bisogno di una roccia solubile. Abbiamo ancora bisogno dell’acqua, cioè che l’acqua scorra attraverso la roccia solubile e la dissolva e in questo modo si forma lo spazio. Poi c’è la necessità di un percorso attraverso il quale possa scorrere l’acqua. Non basta avere la roccia, se non ci sono anche delle fessure attraverso le quali scorra l’acqua. Nel lungo periodo l’acqua che scorre scioglie sempre di più il calcare. Se originariamente una galleria aveva una fessura larga un centimetro, ora è larga e alta 10-20 metri.”

    Un aspetto interessante è che nella grotta Comarnic non ci sono stalattiti, ma ci sono depositi di carbonato di calcio, i primi depositi nella grotta, continua Bogdan Bădescu, presidente dell’Associazione speleologica “Gli esploratori” di Reșita. “Entrando nella grotta, noteremo molte altre formazioni di carbonato di calcio in varie fasi e forme, tutte molto belle. E verso il centro della grotta, dove la profondità è a circa 200 metri rispetto alla superficie del terreno, si trovano delle grandi vasche che ora sono piene d’acqua. Sono popolarmente chiamate “le mura cinesi”. Il loro fascino è speciale. Un’altra caratteristica della grotta sono le formazioni di selce. Sulle pareti notiamo alcune striature più scure, bruno-nere. Quelle sono intercalazioni di selce. Da queste, in passato, i popoli primitivi realizzavano utensili. Questa è la roccia da cui sono stati realizzati i primi utensili”.

    Anche se l’ambiente sembra molto ostile e le condizioni di vita nella grotta sono molto difficili, ci sono forme di vita adattate. Un vero e proprio universo sotterraneo, che conosciamo insieme a Bogdan Bădescu, presidente dell’Associazione speleologica “Gli esploratori” di Reșita. “Esistono numerosi invertebrati che di solito misurano uno, due millimetri o anche meno di un millimetro. Questi invertebrati vivono stabilmente nell’ambiente profondo della grotta, e si nutrono gli uni dagli altri, oppure risorse trofiche talvolta portate dall’acqua dalla superficie. Oltre a queste specie di invertebrati che si trovano nella grotta, circa un centinaio, ci sono anche specie che arrivano nella grotta accidentalmente. Il torrente Ponicova, soprattutto quando le portate sono elevate, può portare nella grotta soprattutto gamberi o rane. Queste specie vivono finché riescono a trovare cibo e ad un certo punto muoiono, ma riescono a sopravvivere per un bel po’. Sono presenti anche farfalle e ragni che si possono trovare soprattutto nelle prime decine di metri dall’ingresso della Grotta Comarnic. La specie simbolo, che tutti conoscono, sono i pipistrelli. Sono mammiferi che entrano stabilmente nella grotta, hanno sia l’habitat per la nascita che l’habitat per il letargo e il riparo. Soprattutto in inverno formano colonie abbastanza grandi nella Grotta Comarnic.”

    Informazioni pratiche sulla visita ci ha dato Nicoale Ifca, direttore del Parco Nazionale Semenic-Le Gole del Caraș, che gestisce la Grotta Comarnic. “Consiglio ai turisti il sito ufficiale del parco www.pnscc.ro, dove potranno ottenere tutte le informazioni relative al programma di visita di qualsiasi attrattiva. Nella grotta ci sono diverse stanze di dimensioni sempre più piccole, molte stalattiti, stalagmiti, formazioni di colonne, ma sicuramente, per ognuna, abbiamo un nome dato dall’amministrazione. Il nostro programma giornaliero inizia alle 10:30 con il primo ingresso, il successivo è alle 13:00 e l’ultimo ingresso è alle 15:30. Dal lunedì al venerdì è possibile visitare con una guida, ma previa richiesta, e il sabato e la domenica mettiamo sempre a disposizione una guida”.

    Nel Parco Nazionale Semenic-Le Gole del Caraș troviamo undici riserve naturali, ma anche 65mila ettari di foreste di faggio vergini e secolari, iscritte nel patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2016. E qui troviamo anche un raro esemplare di sequoia, la cui circonferenza è di 5,7 metri e la cui età stimata è di 200 anni. Questo fa parte di un percorso che parte proprio dalla Grotta Comarnic, come abbiamo appreso da Nicoale Ifca, direttore del Parco Nazionale Semenic-Le Gole del Caraș. “Se si sceglie di trascorrere una giornata nella zona delle grotte di Comarnic, i turisti possono anche recarsi all’albero Sequoiadendron giganteum. E’ l’albero più grande della Romania e con le dimensioni più impressionanti. E poiché dalla grotta a questo esemplare il percorso è di quattro chilometri, abbiamo creato un percorso tematico “Il Carso dal Parco Nazionale”, abbiamo posizionato pannelli informativi con informazioni su tutti i fenomeni carsici, che rappresentano il 45% della superficie del parco.”

    Inoltre, l’Amministrazione del Parco Nazionale Semenic – Le Gole del Caraș mette a disposizione ciceroni per sette programmi turistici nell’area protetta. Le guide sono gli stessi ranger del parco, ben informati sulla zona, che ti forniranno molte informazioni sulla storia e la cultura locale, sulle specie di flora e fauna o sugli ecosistemi. Il prezzo del programma guidato è di 70 lei (14 euro) a persona.

  • Percorsi enoturistici in Romania

    Percorsi enoturistici in Romania

    Gli itinerari enoturistici e le visite alle cantine romene sono destinati a far scoprire ai turisti le regioni vinicole e i vini più pregiati. I turisti possono partecipare a degustazioni, fare visite guidate a cantine e vigneti, soggiornare nelle regioni vinicole e, non ultimo, vivere straordinarie esperienze culinarie. Ogni periodo dell’anno ha il suo fascino, ma i periodi più richiesti sono tra maggio e ottobre. Poi le temperature esterne permettono ai turisti di vivere esperienze diverse dal vino.

    Abbiamo appreso da Alexandra Gălbează, fondatrice dell’Associazione romena di Enoturismo, che negli ultimi anni c’è una tendenza al rialzo per quanto riguarda questa forma di turismo. Inoltre l’offerta si è diversificata. “Certo, in senso stretto, l’enoturismo significa visita in cantina, ma allo stesso tempo, negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’enoturismo ha iniziato ad assumere altre connotazioni. Non significa più solo la visita in cantina, ma anche la possibilità di vivere un’esperienza diversa accanto alla degustazione. Parliamo qui dell’organizzazione di concerti musicali o pic-nic nel vigneto, serate musicali, spettacoli teatrali, feste a tema con falò, che durano fino a tardi, soprattutto se si parla di aziende vinicole che hanno anche capacità ricettiva. Pertanto, i turisti possono pernottare presso la cantina dopo averla visitata.”

    Insieme ad Alexandra Gălbează, fondatrice dell’Associazione romena di Enoturismo, iniziamo il nostro viaggio dal vigneto Dealu Mare, molto vicino a Bucarest. “Ho iniziato con questa regione perché è molto vicina a Bucarest. Chi vuole evadere un po’ dalla capitale ha la possibilità, a due passi, di andare a vivere un’esperienza enoturistica. È considerata anche la regione con il maggior numero di aziende vinicole. È un’area molto compatta, le cantine sono a brevissima distanza. E poi le attività enoturistiche possono essere diverse e molteplici. Parliamo qui anche di cantine di recente costruzione, ma anche di cantine ricche di storia. Stiamo parlando dell’azienda vinicola nota per la produzione di spumante e fornitrice della Real Casa di Romania. Abbiamo anche capacità ricettiva. Possiamo iniziare con una visita alla cantina, con una degustazione di spumanti e, sempre in questa zona, parliamo anche di un’altra cantina, anch’essa ricca di storia, che era di proprietà della Casa Reale, appartenuta al principe Nicolae di Romania e a sua moglie. Questa azienda vinicola ha sviluppato numerosi pacchetti enoturistici. Disponiamo di alloggi, si possono organizzare feste a tema con “abbinamenti vino-cibo”, è presente anche uno chef che potrà offrire un’esperienza personalizzata. Ci sono iniziative che sono state prese autonomamente dalle cantine, ma anche iniziative nate in seguito all’unione delle forze delle cantine di questa regione.”

    Ora ci dirigiamo verso l’est della Romania, verso la Moldavia, e ci fermiamo nella zona di Vrancea. Qui troviamo un’azienda vinicola con una lunga tradizione nella vinificazione, ma modernizzata negli ultimi anni, in un paesaggio da sogno. Questa azienda vinicola offre anche alloggio e chi desidera trascorrere più tempo qui può beneficiare di molteplici esperienze. “Oltre a degustare i vini locali, potranno fermarsi qualche giorno, pedalare tra i vigneti, fare picnic, gli amanti dello sport potranno anche pernottare per una partita a tennis. Se il tempo è bello, abbiamo anche una piscina. Poi, andando oltre verso la Moldavia, troviamo un’azienda vinicola ricca di storia nella zona di Iași. È la cantina che produce vini solo da varietà locali: Francușa, Grasă de Cotnari. Enoturismo, quindi, non significa soltanto degustazione vera e propria. Non lo dico solo io, lo dicono anche le iniziative a livello europeo che danno vita alla Strada del Vino – Iter Vitis, la strada culturale del vino. Ciò significa che abbiniamo il vino alla storia culturale del luogo. Nella zona della Moldavia parliamo di vini locali, ma allo stesso tempo è vicina anche la civiltà Cucuteni. I turisti possono visitare, conoscere la storia del luogo e la civiltà Cucuteni, nota per essere la civiltà più antica d’Europa.”

    Il programma di visita in cantina deve essere organizzato in anticipo. È un tipo di turismo che si può fare tutto l’anno. Se ad esempio vogliamo godere del paesaggio, della natura, del vigneto, il periodo ottimale sarebbe l’autunno o la primavera, quando potremo godere dell’odore, del profumo, del verde. Possiamo andarci anche nella stagione fredda, ma la visita della cantina si limiterà all’esperienza interna, come ci ha raccontato Alexandra Gălbează, fondatrice dell’Associazione romena di Enoturismo. “Chi vuole andare in cantina e vivere l’esperienza è invitato a chiamare e prenotare un appuntamento. Inoltre, dopo l’arrivo in cantina, il racconto inizia con la visita della cantina, la storia del luogo. Si racconta come sono stati ottenuti i vini, il metodo di produzione del vino, partendo dalla vigna fino al prodotto finale. Si va anche nella zona di imbottigliamento per vedere come viene imbottigliato e, non ultima, la tanto attesa visita alla zona delle botti, e la degustazione spesso avviene anche nella zona delle botti o nella sala degustazione. Dipende da azienda a azienda, ma allo stesso tempo dipende molto anche dall’esperienza che il turista desidera.”

    Alexandra Gălbează ha organizzato il Forum di Enoturismo e annuncia altri progetti interessanti. “Stimiamo il prossimo evento nella primavera del 2025. Si tratta di un evento dedicato esclusivamente a questo tipo di turismo, al quale vogliamo invitare rappresentanti di aziende vinicole, agenzie di viaggio, ma anche guide turistiche, per poter pensare insieme a cosa sta succedendo e cosa è necessario sviluppare in questo segmento in Romania. Allo stesso tempo, vogliamo creare una strada del vino a livello nazionale e integrarla nell’itinerario culturale europeo.”

    Molti turisti cercano l’autenticità, la tranquillità, la vita locale, e sono felici di scoprire che in Romania esistono ancora le tradizioni e la gastronomia locale. Sono molto entusiasti dei vini romeni. Tutto ciò, completato dall’offerta ricettiva di alto livello, rende la visita alle cantine un’esperienza indimenticabile.

  • Il percorso turistico-culturale “Le Mele d’Oro”

    Il percorso turistico-culturale “Le Mele d’Oro”

    Il percorso turistico-culturale “Le Mele d’Oro” comprende destinazioni come la Bucovina, il Delta del Danubio, Mărginimea Sibiului, Târgu Jiu e Oradea. Queste destinazioni sono state premiate dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti e Scrittori di Viaggio con il trofeo “Mela d’Oro”. Il primo premio è arrivato in Romania nel 1975 e assegnato alla Bucovina, per i monasteri ad affreschi esterni. Esso può essere ammirato nel Museo del Monastero Moldovita.

    L’itinerario delle destinazioni premiate con la Mela d’Oro dalla Federazione Internazionale degli Scrittori e dei Giornalisti di Viaggio (FIJET) è stato approvato dal ministro del Turismo nel 2021, afferma Laura Dragu Popescu, dell’Associazione Professionale del Turismo Gorjul, ideatrice di questo itinerario. “Questi itinerari turistico-culturali sono stati ideati per promuovere e sviluppare un prodotto turistico con una componente culturale e per presentare agli appassionati un programma turistico. Esso presenta le destinazioni premiate dalla FIJET nel nostro Paese. Ci sono sette destinazioni premiate nel progetto dell’itinerario turistico-culturale delle Mele d’Oro, a partire da Târgu Jiu, che ha ricevuto la Mela d’Oro nel 2014. Proseguiamo con Oradea, poi con la zona di Sibiu, poi con Moldovița, in Moldavia, dove c’è la prima Mela d’Oro ricevuta dalla Romania, nel 1975, e poi andiamo nel Delta del Danubio e presentiamo ai viaggiatori destinazioni che vale la pena di vedere.”

    Tra le destinazioni proposte attraverso questo itinerario, Laura Dragu Popescu suggerisce quelle della Romania occidentale, da sud a nord. “Târgu Jiu è probabilmente una delle città più belle della Romania. È ricca di cose uniche, tra cui l’Asse di Brâncusi, realizzato dal famoso scultore romeno Constantin Brâncusi, che attira migliaia di visitatori ogni mese. Dopo Târgu Jiu, molti turisti scelgono di recarsi a Timișoara d Oradea, nella parte occidentale della Romania. Timișoara ha ricevuto la Mela d’Oro l’anno scorso, nel 2023. Allora è stata anche Capitale Europea della Cultura. È una città molto vicina a Târgu Jiu. È un percorso frequentato sia per il turismo culturale, sia per il turismo medico e sportivo, nonché un’attrazione per i giovani, perché Timișoara è un importante centro universitario.”

    A Timișoara potrete anche fermarvi al Museo della Rivoluzione del 1989, che è stato ampliato in seguito alle ricerche sulla rivoluzione anticomunista in Romania. Inoltre, scoprirete un’area multiculturale, dove le comunità etniche convivono pacificamente da molto tempo. Ricca quindi anche l’agenda culturale. Qui segnaliamo un evento amato da grandi e piccini, il mercatino di Natale. Comincia presto e finisce tardi, perché, oltre al Natale romeno e a quello della minoranza tedesca, si festeggia anche il Natale serbo, che secondo l’antico rito cade a gennaio. Pertanto, il mercatino di Natale di Timişoara è il mercato all’aperto più grande della Romania.

    Ma continuiamo il nostro viaggio, insieme a Laura Dragu Popescu. Vicino a Timișoara, sulla strada delle Mele d’Oro, abbiamo il comune di Oradea, nella regione storica di Crișana. “Oradea è una città interessante dal punto di vista turistico. Ci sono 89 monumenti in stile Liberty, di cui 26 classificati come monumenti storici. Questa città ha più di 900 anni. È una destinazione sia per il turismo culturale, sia per il turismo termale, perché Oradea ha nelle vicinanze le località turistiche Le Terme di Felix e Le Terme 1 Maggio. A Oradea i turisti possono vedere la Chiesa della Luna. Dietro la chiesa c’è anche un piccolo museo. Si possono visitare la Cittadella di Oradea, il Museo della Contrada dei Criș, il Palazzo e la Torre del Municipio, la Sinagoga Neologa di Sion e posso trascorrere quattro o cinque giorni di vacanza a Oradea senza monotonia. Vicino al centro c’è un parco acquatico e, per gli amanti del turismo religioso, molto vicino a questo parco acquatico si trova l’interessantissimo Monastero della Santa Croce. Questo asse, Târgu Jiu-Timișoara-Oradea, è raggiungibile sia da Bucarest in aereo, che con i mezzi terrestri: treno, minibus, pullman e autobus con orario giornaliero. Abbiamo ideato la Strada delle mele d’oro come uno dei mezzi di promozione della vasta collezione creata dall’Associazione Professionale del turismo Gorjul, una raccolta di programmi turistici originali.”

    La Strada delle Mele d’Oro, il progetto turistico promosso dall’Associazione del turismo professionale Gorjul, è accessibile ai turisti tutto l’anno, afferma Laura Dragu Popescu. „Può essere con un prezzo di partenza di 530 euro a persona, compreso il trasporto e sette pernottamenti con colazione e servizi di guida, oppure 670 euro, la tariffa comprensiva di trasporto, sette pernottamenti e sette pasti in pensione completa, ovvero tre pasti al giorno, più il cicerone. Il gruppo deve essere composto da almeno 15 persone. Questa tariffa non include i biglietti d’ingresso alle attrazioni turistiche e altre spese personali che i turisti potrebbero sostenere durante il viaggio: souvenir, foto, ecc. Questo programma, la Strada delle Mele d’Oro, si realizza tramite agenzie di viaggio, e le persone che non fanno parte di un gruppo di almeno 15 persone possono chiamare l’agenzia e iscriversi ai gruppi con data di partenza fissa, organizzati dalla rispettiva agenzia. In altre parole, la Strada delle Mele d’Oro è concepita come un programma di turismo di gruppo. I turisti possono farlo anche per conto proprio, ma le spese per conto proprio superano la tariffa menzionata.”

    Il Programma degli Itinerari Culturali e poi degli Itinerari Turistici Culturali è stato creato nel 1987 dal Consiglio d’Europa, con l’obiettivo di evidenziare l’esistenza di un patrimonio comune europeo. In Romania è stato creato un sistema volontario di riconoscimento degli Itinerari Turistici Culturali sviluppato dalle organizzazioni turistiche o dalle autorità pubbliche locali. Informazioni sull’Itinerario delle Mele d’Oro, le destinazioni premiate dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti e Scrittori di Viaggio, si trovano anche sul sito web del Ministero romeno dell’Economia, dell’Imprenditoria e del Turismo.