Author: Gabriela Petre

  • Il Palazzo e il Museo Cotroceni

    Il Palazzo e il Museo Cotroceni

    Eretto dal 1679 al 1681 dal principe Şerban Cantacuzino (1678 – 1688), il complesso bucarestino di Cotroceni includeva la Chiesa – molto simile come aspetto alla chiesa vescovile di Curtea de Argeş – e il grandioso palazzo principesco, in stile barocco, tipico della civiltà occidentale europea dell’epoca. Dal punto di vista architettonico, il complesso di Cotroceni attraversò alcuni momenti di riferimento: il primo è legato al suo fondatore, Şerban Cantacuzino, mentre il secondo al principe Barbu Dimitrie Ştirbei (1849 – 1853,1854 – 1856) che nel 1852 ristrutturò e modernizzò l’edificio, creando anche il giardino di Cotroceni, uno dei più grandi di Bucarest. Seguì la costruzione del palazzo principesco dal 1893 al 1895, opera dell’architetto francese Paul Gottereau, che però non resistette e, dopo il terremoto del 1977, seguì una nuova tappa in cui gran parte del palazzo fu ricostruita, a differenza degli edifici medioevali sopravvissuti al passar del tempo. Sempre allora venne eretta anche una nuova ala del palazzo in cui si trova ora la sede della Presidenza.



    Il complesso di Cotroceni è unico a Bucarest anche per la molteplicità delle sue parti componenti, variate dal punto di vista della funzionalità e destinazione — il palazzo principesco, le vecchie cantine — che esistono ancora oggi, il padiglione, il maneggio, la casa del giardiniere, le serre, il monastero, la chiesa, l’asilo con la capella dipinta da Gheorghe Tattarescu, la stazione ferroviaria reale, la casa amerindiana sita nel parco del palazzo, un ampio giardino (di cui una parte diventò ulteriormente giardino botanico) o il campo per le esercitazioni e le solennità militari.



    A Cotroceni si svolsero anche importanti avvenimenti storici. Nel 1821, diventò il centro della rivoluzione, dopo che Tudor Vladimirescu vi stabilì l’accampamento. Durante il regno di Alexandru Ioan Cuza, Cotroceni divenne centro dell’unità e della modernità della Romania, e il palazzo — modernizzato — ricevette lo statuto di residenza ufficiale di livello europeo. Sempre a Cotroceni, nel 1918, fu firmata con le Potenze Centrali la cosiddetta Pace di Bucarest.



    Dopo la rivoluzione anticomunista del dicembre 1989, il 27 dicembre 1991, fu aperto al pubblico il Museo Nazionale Cotroceni, con un forte carattere memorialistico, subordinato dal 2001 all’Amministrazione Presidenziale.



    Dall’11 ottobre 2009, il percorso museale si arricchi di un ulteriore punto di riferimento storico: la chiesa Cotroceni, interamente rifatta in seguito ai lavori eseguiti nel periodo 2008 – 2009. La Chiesa conserva la forma originale dell’edificio eretto nel 1679 dal principe Şerban Cantacuzino e rappresenta un atto di restituzione storica di un monumento importante per la spiritualità ortodossa. Infatti, la ricostruzione della chiesa di Cotroceni sulle sue antiche fondamenta viene a completare un complesso di cui, una volta, era parte principale.



    Con un patrimonio che include circa 20.000 oggetti tra i più variati, il Museo Nazionale Cotroceni è stato permanentemente arricchito tramite trasferimenti di opere d’arte da altre istituzioni e musei (tra cui l’Ente Autonomo per l’Amministrazione del Patrimonio e del Protocollo di Stato, il Museo Peleş o il Museo Nazionale d’Arte della Romania) e soprattutto grazie agli acquisti o alle donazioni fatte da privati. La collezione del Museo Nazionale Cotroceni include opere di: arte figurativa (pittura e scultura romena e universale, grafica), arte religiosa, arte decorativa (ceramica, vetro, metallo, tessili e mobili), numismatica, ma anche medaglie, oggetti legati alla storia e all’archeologia.



    La collezione di arte religiosa – soprattutto le icone su legno – è rappresentativa per il periodo tardo dell’arte religiosa romena (i secoli XVIII-XIX) e per le botteghe russe. Quella di pittura romena include opere di illustri pittori romeni dalla fine del XIX-esimo secolo finora.



    La collezione di pittura universale include opere realizzate nei secoli XVIII-XIX. Ci sono soprattutto opere che rappresentano le scuole tedesca, austriaca, francese e belga, mentre quella italiana è rappresentata da L’allegoria dell’aria”, di fine XVI-esimo secolo (realizzata nella bottega di Jacopo Bassano). La maggior parte delle opere della Collezione reale del Palazzo Cotroceni si trovano attualmente nei patrimoni di altri musei del Paese.



    La collezione di grafica include invece disegni, acquerelli e incisioni dei secoli XIX-XX e stampe giapponesi, ed è stata arricchita nel 1998 con le opere di Benedict Gănescu, e nel 1999 con quelle di Lucia Beller, Hans Aescher e Rodica Maniu.



    La collezione di scultura include opere di scultori romeni, tra cui Carol e Frederic Storck, Mac Constantinescu, Miliţa Petraşcu, Oscar Han, Ion Jalea ed europei: Clésinger Jean-Baptiste, Houdon Jean Antoine, Julien Causse, Georges Gardet.



    Nella collezione di mobili si nota la diversità dei stili europei e delle evoluzioni tecniche. Vi si possono ammirare tavolini e sedie di legno in stile neoromeno, set da salone in stili Empire, Napoleone III, Ludovico XV-XVI, ma anche mobili dell’estremo oriente.



    Tra gli oggetti decorativi, bellissime anche le ceramiche realizzate nelle manifatture di Germania, Francia, Italia, Olanda e Russia e le porcellane di Sevres, Meissen e Kuznetzov e il servizio da tavola della regina Maria, in stile neobizantino. Nella collezione del museo Cotroceni si annoverano anche molti oggetti Art Nouveau, alcuni creati negli atelier Gallé, Daum e Lalique.

  • La Notte degli Istituti e altri eventi

    La Notte degli Istituti e altri eventi

    Il 20 giugno i centri culturali membri del cluster Eunic propongono al pubblico l’ottava edizione della Notte degli Istituti Culturali a Bucarest. Sarà una notte molto lunga che animerà la città e incanterà il pubblico con momenti culturali interessanti e variati. In programma film, musica, teatro, poesia, danza, workshop, concorsi, giochi, letture, corsi di lingua, esposizioni, eventi interattivi, performance, degustazioni e fiere di prodotti gastronomici e hand-made. L’Associazione Green Revolution, già partner tradizionale dell’evento, metterà a disposizione del pubblico gratuitamente 40 biciclette per agevolare lo spostamento da un istituto all’altro.



    La Notte degli Istituti Culturali è un progetto del Cluster EUNIC di Bucarest (la Rete Europea degli Istituti Culturali), coordinato nel 2014 dalla Delegazione Vallonia-Bruxelles e organizzato da British Council, il Centro Ceco, il Centro Culturale Turco Yunus Emre”, la Delegazione Vallonia-Bruxelles, il Forum Culturale Austriaco, la Fondazione Culturale Greca, Goethe-Institut, l’Istituto Ungherese Balassi, l’Istituto Cervantes, l’Istituto Culturale Romeno, l’Istituto Francese, l’Istituto Italiano di Cultura e l’Istituto Polacco, assieme alla Rappresentanza della Commissione Europea in Romania e all’Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo in Romania.



    All’Istituto Italiano di Cultura, la Notte degli Istituti, comincia in anticipo con la partita di calcio Italia-Costarica. Alle 19.00 gli appassionati di calcio sono attesi numerosi per guardare insieme il match su schermo gigante e tifare per la nazionale italiana. Segue dopo la ore 21, un inedito concerto di jazz nel giardino dell’Istituto con brani classici e musiche originali di Paolo Profeti ed Elena Morosanu. Si esibiranno il sassofonista italiano Paolo Profeti, la cantante Elena Morosanu e il pianista Johnny Bica. Gli appassionati di cinema sono attesi invece dalle ore 22.00 alla proiezione, sempre nel giardino dell’Istituto, della frizzante commedia “Pazze di me”, con la regia di Fausto Brizzi. La sorpresa della serata sarà la “spaghettata di mezzanotte”, una lezione di cucina per nottambuli, seguita da degustazione.



    Il 21 giugno invece, il Castello Peleş ospiterà un evento eccezionale nell’ambito della quarta edizione della stagione “Il suono della musica”, organizzata da ExcesMusic e dal Museo Nazionale Peleş. Nella sala concerti del castello, il pubblico è invitato ad un viaggio musicale nella Francia del XVIIIesimo secolo, in occasione del 250esimo anniversario della morte del compositore Jean Philippe Rameau. Le protagoniste saranno il soprano Veronica Anuşca e la clavecinista Raluca Enea. Il soprano Veronica Anuşca ha studiato al Conservatorio di Bucarest con il noto professore Ionel Voineag, si è perfezionata con altri Maestri di spicco tra cui Mariana Nicolesco e Claudio Desideri ed ha vinto numerosi premi tra cui il primo premio al Concorso Internazionale di Canto “I Maestri dell’Arte Lirica” – Petre Ştefănescu-Goangă, il primo premio al Concorso Nazionale del Lied Romeno di Braşov e il gran premio al Concorso Internazionale di Interpretazione Vocale Sabin Drăgoi” di Timişoara. La clavecinista Raluca Enea si è perfezionata invece in Germania, ha tenuto recital nel Paese e all’estero, in Norvegia, Germania, Francia ed Ungheria. E’ anche direttrice artistica del Festival di Musica Antica di Bucarest.



    Il 17 giugno, al Teatro Bulandra di Bucarest il noto attore e regista di fama mondiale Pippo Delbono, reduce da un grande successo al Festival Internazionale di Teatro di Sibiu con la pièce “Orchidee”, ha presentato lo spettacolo “Amore e carne”. Sono saliti sul palco Pippo Delbono e Alexander Balanescu, compositore e violinista.



    Il 13 giugno, al Consolato generale della Romania a Milano, il giovane ricercatore nel settore linguistico Alexandru Cohal ha presentato il suo libro “Mutamenti nel romeno di immigrati in Italia”, pubblicato presso l’Editrice FrancoAngeli, che ha alla base la sua tesi di dottorato presso l’Università di Pavia. E’ la prima monografia sociolinguistica che studia i mutamenti subiti dalla lingua parlata dai romeni stabilitisi in Italia. A moderare l’incontro è stato il console generale George Bologan. Sono intervenuti Emanuele Banfi, docente di linguistica generale all’Università Bicocca di Milano, e presidente della Società Linguistica Italiana, Flavio Antonio Ceravolo, sociologo, docente presso l’Università di Pavia e Pietro Cingolani, antropologo e ricercatore presso FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione) di Torino.



  • Il Palazzo Mogosoaia, tra passato e presente

    Il Palazzo Mogosoaia, tra passato e presente

    Sito a circa 15 km dalla capitale Bucarest, il Palazzo Mogosoaia reca il nome della vedova del boiardo Mogos, sul terreno della quale è stato fatto erigere da Constantin Brancoveanu (1654-1714), principe della Valacchia dal 1688 al 1714, giustiziato dai turchi a Istanbul assieme ai suoi 4 figli. Nel 2014, a 300 anni dal martirio di Constantin Brancoveanu, la sua salma è stata deseppellita e collocata nella Chiesa San Giorgio Novello di Bucarest.



    Nipote del principe Serban Cantacuzino, Brancoveanu aveva ereditato un patrimonio enorme e, durante il suo regno, la Valacchia conobbe un periodo di massima fioritura culturale e sviluppo della vita spirituale. Numerose sono le chiese fatte erigere dal principe e a lui fu intitolato anche lo stile architettonico che caratterizzava gli edifici risalenti a quell’epoca, il cosiddetto stile brancovenesc”, oppure romeno rinascimentale, che abbinava elementi veneziani e ottomani. Nello stesso stile era stato costruito anche il Palazzo di Mogosoaia e un altro palazzo di Brancoveanu, sito nel villaggio di Potlogi (in provincia di Dambovita, sud della Romania).



    La costruzione dell’edificio fu ultimata il 20 settembre 1702, come menzionato nell’iscrizione collocata sul lato orientale del palazzo. Dopo il 1714 e la morte di Brâncoveanu i patrimoni della famiglia vennero confiscati dagli ottomani e il palazzo trasformato in locanda. Riscattato dal principe Stefan Cantacuzino, il palazzo fu ereditato da un nipote di Brancoveanu e rimase proprietà della famiglia fino all’inizio del XIXesimo secolo.



    La storia del complesso fu una molto travagliata: il palazzo fu devastato durante la guerra russo-turca degli anni 1768-1774, perché nel conflitto il nipote di Brancoveanu si era affiancato ai russi. Venne distrutto di nuovo nel 1821 quando l’ultimo erede di Brancoveanu, Grigore, scappò a Brasov, lasciando l’edificio in mano ai panduri”, i soldati di Tudor Vladimirescu, leader della rivoluzione del 1821. Dopo la morte di Grigore, nel 1832, il palazzo rimase in eredità a sua figlia adottiva, Zoe Mavrocordat, che ulteriormente sposò il principe Gheorghe Bibescu, che ristrutturò il palazzo negli anni 1860–1880. Nel 1911, Maria-Nicole Darvari vendette il palazzo a suo cugino George-Valentin Bibescu, il quale lo donò come regalo di nozze a sua moglie Martha che, dal 1912, si impegno nel restauro dell’edificio. Durante il periodo dell’occupazione tedesca di Bucarest e del sud della Romania, nella prima guerra mondiale, la principessa Martha Bibescu rimase nella capitale, occupandosi dell’ospedale della regina Maria e abitando per un certo periodo proprio nel palazzo di Mogosoaia. Dopo il 1920, tornata nel Paese dopo essere stata accusata di aver collaborato con le truppe tedesche, Martha Bibescu riprese i lavori di ristrutturazione del palazzo, inaugurandolo di nuovo nel 1927. Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo funse da luogo di incontro per i diplomatici alleati essendo affittato per qualche mese alla legazione svizzera in Romania.



    Dopo il 6 marzo 1945, cominciò una nuova tappa nella storia travagliata del bellissimo edificio. Il terreno e tutti gli edifici furono nazionalizzati dal governo comunista, Martha Bibescu riuscendo però a convincere le autorità a dichiarare il Palazzo monumento storico. La principessa partì all’estero a settembre 1945, lasciando il palazzo alla figlia Valentina e a suo marito, Dimitrie Ghika-Comanesti, ma le pressioni del regime comunista culminarono con l’arresto di Valentina e di suo marito e, fino al 1957, con la distruzione dell’edificio e delle sue collezioni. Molte opere d’arte andarono rubate o perse e nel 1957 il palazzo diventò sede della sezione feudale del Museo Nazionale d’Arte e nel 1977 vi furono avviati lavori di restauro.



    Attualmente il Palazzo Mogosoaia ospita il Museo di Arte Brancoveneasca ed è un’importante attrattiva turistica. Vi si possono ammirare la torre della porta del palazzo, la cucina risalente all’epoca di Brancoveanu, la cosiddetta cuhnia”, le serre costruite dopo il 1890 da architetti francesi o la chiesa intitolata a San Giorgio, situata fuori dalle mura del complesso. Spicca dal punto di vista architettonico il Palazzo brancovenesc, in cui si trovavano anche gli appartamenti del principe, con la facciata che da’ sul lago, con una loggia di ispirazione veneziana a tre arcate. La capella Gheorghe Bibescu, costruita dopo il 1880 custodisce le tombe della famiglia Bibescu, e dei principi Mihai e George Basarab-Brâncoveanu, aviatori morti durante la seconda guerra mondiale. Le serre sono ancora oggi utilizzate per la coltivazione dei fiori e come atelier di educazione artistica per bambini. La chiesa San Giorgio, fatta costruire da Constantin Brâncoveanu e ultimata nel 1688, poco prima che diventasse principe, custodisce la tomba di George-Valentin Bibescu e un quadro votivo raffigurante Constantin Brâncoveanu e i suoi quattro figli.



    Attualmente Il Centro Culturale i Palazzi Brancovenesti ospita mostre, concerti, conferenze, spettacoli di teatro e vari workshop per bambini. Una delle recenti manifestazioni culturali ospitate dal Palazzo di Mogosoaia è stata la terza edizione di Mogosoaia ClassicFest, organizzata dal Comune di Bucarest tramite il Centro Culturale i Palazzi Brancovenesti, l’Associazione Pro Valores e Radio Romania Culturale. Nell’ultimo weekend del Festival, il 25 maggio, la nota pianista Ilinca Dumitrescu ha proposto al pubblico un recital inedito, intitolato “La musica ai tempi di Galileo Galilei”, in occasione del 450esimo della nascita del grande scienziato italiano. Per la sua carriera artistica, Ilinca Dumitrescu è stata insignita nel 2005 del titolo “Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana”.

  • La Romania alla Biennale di Venezia

    La Romania alla Biennale di Venezia

    Due progetti espositivi rappresentano il nostro Paese alla 14-esima Mostra Internazionale di Architettura — la Biennale di Venezia: Site Under Construction, presentato nel padiglione della Romania ai Giardini della Biennale e Exploring Identity_the Nomad Archives, presentato nella Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.



    Il primo progetto è curato da Mihai Sima ed è ideato da Andreea Iancu, Mihai Sima, Raluca Sabău, Stejara Timi, Anca Trestian, con la collaborazione dell’Archivio Nazionale di Cinema, del Centro Nazionale di Cinematografia e di Sahia Film. La mostra, che sarà inaugurata il 6 giugno alle ore 15.15, mette in discussione l’architettura industriale quale generatrice di modernità, creando un percorso che va dall’industrializzazione interbellica e socialista ai vuoti urbani post-industriali. La struttura cittadina include tre isole urbane, animate da proiezioni video, sequenze cinematografiche del passato industriale. All’interno delle isole si entra in un altro tipo di spazio, appartenente al presente vuoto post-industriale rappresentato da torri di luce, un’immagine che rimanda alla sagoma delle torri di raffreddamento, slanciate verso l’infinito. Le torri sono spazi del sogno e dell’esperienza personale.



    L’altro progetto selezionato per la Biennale di Architettura, intitolato Exploring Identity_the Nomad Archives, è curato da Emil Ivănescu e realizzato con la partecipazione dello stesso Emil Ivănescu, ma anche di Laura Iosub, Olivia Zahalca, Carmen Tănase, Loredana Mihali, Marius Danciu. La mostra sarà inaugurata nella Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia il 6 giugno, ore 18.30. L’archivio nomadico è una metafora dell’architetto che lavora ovunque nel mondo ma porta all’interno di se stesso archivi di architettura soggettivi che abbinano la storia al presente, i sentimenti modernisti alla malinconia tradizionalista. La ricerca propone due argomenti interconnessi, uno sui padiglioni nazionali quali processi ufficiali d’identità e il secondo sulle trans-architetture quali modalità di sospensione e trasgressione dell’identità. La fonte di ricerca è l’Archivio Romeno della Stampa d’Architettura, dal 1906 ad oggi. Le installazioni sono dedicate all’umanista tradizionalista Nicolae Iorga ed a Tristan Tzara, il fondatore del movimento di avanguardia dadaista. Sia le tradizioni che l’avanguardia creano un panorama completo della modernità romena, durante l’intero percorso del XX secolo. Particolari sui due progetti che rappresentano la Romania alla 14esima Biennale di Architettura nell’intervista al vicecommissario Alexandru Damian.


  • Notte della Letteratura Europea e altri eventi italiani a Bucarest

    Notte della Letteratura Europea e altri eventi italiani a Bucarest

    Il 28 maggio, dalle 19.00 alle 23.30, nel cuore di una zona affascinante della capitale romena, 13 Paesi europei danno appuntamento al pubblico per la terza edizione della Notte della Letteratura Europea. In programma letture e spettacoli che metteranno in risalto la diversità e la ricchezza della letteratura europea, con la partecipazione di attori di grande talento che leggeranno i testi in romeno. Sono previsti anche incontri con autori invitati e letture bilingui. Al pubblico non resta che scoprire, con la cartina in mano, le sorprese preparate dagli organizzatori, spostandosi da una location all’altra magari anche con le biciclette, messe a disposizione gratuitamente. Infatti è questa l’essenza del progetto: spostarsi per scoprire o riscoprire la letteratura austriaca, ceca, tedesca, greca, italiana, britannica, polacca, portoghese, romena, spagnola, turca, ungherese o della Wallonie-Bruxelles. Il progetto è organizzato da Eunic Bucarest, la rete degli istituti culturali stranieri, e mira ad avvicinare il pubblico alla letteratura, promuovendo la multiculturalità come mezzo molto forte di dialogo e scambio tra i popoli.



    Per svelare solo alcune delle sorprese in programma alla terza edizione della Notte della Letteratura Europea, vi diciamo che l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ha invitato a Godot La Scoala il noto attore Florin Busuioc, che leggerà “Funghi in città” e altri racconti tratti dal volume “Marcovaldo ovvero le stagioni in città” di Italo Calvino, tradotti in romeno da Radu Suciu ed Eva Simon. Alla Casa Matasari, invece, saranno letti brani del romanzo “Il futuro comincia lunedì” della nota scrittrice Ioana Parvulescu, pubblicato presso la casa editrice Humanitas nel 2012 e del romanzo “Hotel Universal” di Simona Sora, pubblicato sempre nel 2012, presso l’editrice Polirom. All’Università Nazionale di Arte Drammatica e Cinematografica, il pubblico potrà scoprire un’opera della giovane scrittrice tedesca Alea Torik, nata in Romania, ma anche dello scrittore portoghese Rui Zink, di quello spagnolo Ramon Gomez de la Serna e, non in ultimo, un’opera di Orhan Pamuk, Nobel alla letteratura nel 2006, tradotta già in più di 50 lingue.



    Il 29 maggio l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest propone invece al pubblico appassionato di filosofia, la conferenza del professor Paolo Quintili “Gramsci filosofo e pensatore europeo. Il Dizionario Gramsciano e lIlluminismo”, che intende mettere in rilievo la dimensione universale e segnatamente europea del pensiero, non solo politico, di Gramsci come filosofo della cultura la cui originalità e attualità è stata solo di recente riscoperta, al di qua della stessa politica, in tutte le sue reali dimensioni (etică, estetică, literară, pedagogică). Filosofo e storico delle idee scientifiche, Paolo Quintili si è occupato del materialismo occidentale tra Sei e Settecento, del razionalismo e delle filosofie della natura detà moderna nei loro rapporti con la riflessione sull’«arte» e di recente ha fatto una ricerca sulle radici francesi della filosofia di Giacomo Leopardi. Attualmente è professore associato di Storia della filosofia allUniversità di Roma «Tor Vergata», presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Ricerche Filosofiche.



    Paolo Profeti è un musicista italiano che vive ormai da 8 mesi a Bucarest. Il 29 maggio, gli appassionati di jazz lo potranno ascoltare assieme al suo Quintetto, al Green Hours – City JAZZ FEST- 6 nel Giardino Green Hours. Come ha deciso di stabilirsi a Bucarest e come si è integrato nel mondo musicale romeno, ce l’ha detto lui stesso in una breve intervista.


  • “Anxociety” in mostra a Venezia

    “Anxociety” in mostra a Venezia

    Dal 17 al 22 maggio, la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ospita la mostra “Anxociety” di Laura Partin, borsista “Nicolae Iorga” dell’Istituto.



    Nata nel 1986 a Iasi (est della Romania), Laura Partin ha conseguito la laurea presso l’Università di Belle Arti “George Enescu” della stessa città — sezione grafica 2010, e il titolo di master in ricerca interdisciplinare sulla teoria dell’arte presso lo stesso Ateneo, nel 2012.



    Attualmente è borsista “Nicolae Iorga” dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, con un progetto di ricerca intitolato “L’estetica della disillusione” – un’estensione della ricerca avviata durante il Master – ed un progetto pratico dallo stesso titolo della mostra.



    La mostra rientra nel programma dell’Istituto Romeno di Venezia di sostegno dei borsisti e studenti romeni in Italia. Il responsabile dei progetti arti visive dell’Istituto, Alexandru Damian, ha offerto tutti i dettagli a Radio Romania Internazionale.



  • “Agato Bruno legge Leonardo Sciascia” a Bucarest

    “Agato Bruno legge Leonardo Sciascia” a Bucarest

    Inaugurata il 12 maggio, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest, la mostra di pittura “Agato Bruno legge Leonardo Sciascia”, ispirata al volume di poesie Favole della Dittatura, opera d’esordio dello scrittore nato a Racalmuto. Infatti la stessa mostra che resterà aperta a Bucarest fino al 24 maggio, verrà inaugurata a Racalmuto il prossimo luglio.



    Agato Bruno è nato a Caserta nel 1939 ed ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha insegnato Discipline Pittoriche nei Licei Artistici e Istituti d’Arte, dove ha svolto anche le funzioni di dirigente scolastico. La sua attività inizia nel 1958 con una mostra di giovani pittori in Campania. In oltre un cinquantennio di attività artistica ha partecipato a numerose, importanti manifestazioni in Italia e all’estero, conseguendo riconoscimenti e alcuni primi premi. E’ stato uno dei componenti di “PROPOSTA 66”, gruppo di avanguardia tra i più attivi in Campania. Fa parte dell’Associazione Incisori Veneti. Sue opere si trovano in numerose collezioni private in Italia, Francia, Austria, Algeria e USA.



  • Appuntamenti ad aprile

    Appuntamenti ad aprile

    Il 10 aprile la Libreria Humanitas Kretzulescu ospita una Serata Italiana in cui, partendo dal volume “Le città invisibili” di Italo Calvino, sarà analizzato il tema della città fra visibile e invisibile. La serata, cui parteciperanno Ana Maria Zahariade, Elisabeta Lasconi e Miruna Bulumete sarà organizzata dall’Editrice Humanitas, dal Circolo di Studi Interdisciplinari degli studenti di italianistica e dalla Cattedra di Italiano dell’Università di Bucarest.



    Sempre il 10 aprile, all’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest sarà inaugurata la mostra di pittura, scultura e grafica intitolata “Finestre verso l’anima” degli studenti e laureati dellUniversità Nazionale di Belle Arti di Bucarest. Linaugurazione sarà seguita da un recital di arie di opere di Verdi, Puccini, Bellini, Donizetti e Mozart, interpretate da studenti e laureati dellUniversità Nazionale di Musica (della classe del prof. Ionel Voineag). Presenterà la serata la professoressa Otilia Doroteea Borcia.



    L’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ha ospitato l’8 aprile lo spettacolo teatrale “Una donna sola” di Franca Rame e Dario Fo, con la famosa attrice romena Maia Morgenstern e la regia di Marcel Stănciucu, una produzione della compagnia “Un teatru ca toate celelalte”. La vita di Maria, una donna della classe media, prende una svolta inaspettata nel momento in cui incontra un giovane con cui inizia una storia d’amore. Il dramma di una donna devastata, aggredita dal marito geloso, è però stemperato dall’umorismo del personaggio interpretato da Maia Morgenstern, che ogni volta sul palcoscenico riesce a incantare.



    Non è però l’unico spettacolo di Maia Morgenstern all’Istituto Italiano di Cultura. Il 15 aprile, il pubblico avrà nuovamente l’occasione di incontrare la famosa attrice, assieme al ballerino Valentin Rosca, nella commedia “Piccolo gran marpione”, di Ion Pribeagu. Una commedia frizzante infarcita di barzellette, poesie, aneddoti, giochi di parole e rime divertenti uscite dalla penna di Ion Pribeagu, un autore che ha la straordinaria capacità di rallegrarci la vita, portando nel nostro mondo quotidiano, standardizzato, noioso, banale, pieno di ipocrisie e vapori di benzina, la gioia del sorriso. Un recital con due protagonisti — attrice e ballerino — costruito sui versi birichini e spudorati che prendono di mira i costumi degli anni 50. Non troppo diversi da quelli di oggi.



    Domenica 13 aprile, gli appassionati di musica potranno ascoltare alle ore 11, all’Auditorium Romeno, la giovane violinista Daniela Cammarano che, su invito dellIstituto Italiano di Cultura di Bucarest, sarà la solista de “Le Quattro stagioni” di Vivaldi, con lorchestra da camera “Philharmonia”, diretta dal Maestro Nicolae Iliescu.



    Al Teatro Nottara la compagnia DOT SPOT MEDIA Productions presenta il 14 aprile alle ore 19:30 la versione romena dello spettacolo “Mattatoio” del drammaturgo italiano Marco di Stefano, con Aura Calarasu-Hasnas e Ioana Visalon e la regia di Madalina Ţurcanu. Lo spettacolo gode del sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest e si svolgerà alla presenza dell’autore.


  • “La Grande Bellezza” apre BIFF 2014

    “La Grande Bellezza” apre BIFF 2014

    Sarà “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, Oscar al migliore film straniero nel 2014, a inaugurare la decima edizione del Festival Internazionale del Film di Bucarest (BIFF), in programma dal 26 marzo al 2 aprile. Verranno proiettate anche altre produzioni recenti quali “Borgman” di Alex van Warmerdam o “Blind Detective” di Johnnie To.



    Oltre alle sezioni tradizionali del festival — Competizione, Panorama e i Film dei Bambini, con questa decima edizione, il BIFF inaugura nuove sezioni, tra cui Focus, dedicata nel 2014 al Cile, e le Giornate degli Autori (Venice Days). Alcune proiezioni speciali punteranno su momenti storici importanti, tra cui 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale e 125 anni dalla nascita di Charlie Chaplin.

  • Appuntamenti a Venezia

    Appuntamenti a Venezia

    Fino al 6 aprile, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ospita la mostra personale di arte video di Claudio Rivetti e la collettiva dei finalisti della sezione “Under 25” dell’ottava edizione del Premio Internazionale “Arte Laguna”.



    La mostra di Claudio Rivetti, nomination al premio “Istituto Romeno di Venezia” per il sesto Premio Internazionale Arte Laguna 2012, le opere di arte video Overlap, Big Bangs, Flashover e Rubedo. Il giovane artista bresciano, laureato presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia della sua città, ha studiato anche persso University of Creative Arts of Canterbury e New York Film Academy. Adesso vive e lavora a Sidney, in Australia.



    La seconda mostra inaugurata all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia è la collettiva dei finalisti della sezione “Under 25” che presentano le proprie opere negli spazi della Nuova Galleria. L’evento porta avanti l’ormai tradizionale collaborazione con gli organizzatori del Premio “Arte Laguna”, iniziata dal 2008, come ha spiegato a Radio Romania Internazionale il responsabile progetti arti visive dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Alexandru Damian.



    Gli eventi sono organizzati nell’ambito del partenariato annuale tra l’Istituto e l’Associazione Culturale MoCA (Modern Contemporary Art) e Studio Arte Laguna di Mogliano Veneto (Treviso) e gode del sostegno dell’Istituto Culturale Romeno. Le mostre sono aperte tutti i giorni tra le ore 10-18. L’ingresso è libero.


  • “La Valle dello Jato” al Festival “One World Romania”

    “La Valle dello Jato” al Festival “One World Romania”

    Dal 17 al 23 marzo, Bucarest ospita la settima edizione del Festival del film documentario dedicato ai diritti umani, One World Romania. In programma quasi 50 pellicole, presentate in 5 sezioni, workshop, spettacoli teatrali, mostre e dibattiti. Molti dei film presentati vantano premi importanti a festival di film documentari e sono presentati per la prima volta in Romania. Organizzato dall’Associazione One World e dal Centro Ceco, con la collaborazione degli altri centri culturali stranieri di Bucarest, di più ambasciate, ma anche di teatri e musei di Bucarest, One World Romania è ispirato all’omonimo festival nella Repubblica Ceca ed è dedicato alla memoria di Vaclav Havel, drammaturgo, politico e militante per i diritti umani.



    Quest’anno, al gala di apertura del Festival è stato proiettato il film “La Valle dello Jato”, un documentario della regista al gala di apertura del Festival è stato proiettato il film “La Valle dello Jato”, un documentario della regista italiana Caterina Monzani, presente all’evento assieme al co-regista Sergio Vega Borrego. Il film ambientato nel cuore di Sicilia punta sulla figura di Pino Maniaci, giornalista autodidatta, che con il suo telegiornale su Telejato, un vero e proprio strumento di denuncia sociale, sfida la mafia, malgrado sia stato più volte vittima di attentati e intimidatori. La lotta di Pino Maniaci non è una lotta solitaria, più volte i cittadini, le associazioni e i sindacati hanno dimostrato la loro solidarietà.



    Il film di Caterina Monzani e Sergio Vega Borrego ha vinto il trofeo del Rome Independent Film Festival nel 2013 ed è stato presentato a vari altri Festival in Germania, Spagna e Messico.



    Nata in Italia, Caterina Monzani ha studiato cinema all’Università di Bologna e regia di film documentario a Londra, dove vive dal 2006. Attualmente è produttrice e regista di documentari, ma anche videoproduttore per il giornale The Guardian. Altri suoi film sono “Early Wright Time” (2004), “The Big Race” (2006), “Borderland” (2008) e “The Love Bureau” (2009).



    Particolari sulla partecipazione al festival, nell’intervista concessa a Radio Romania Internazionale dalla regista Caterina Monzani.


  • Presentazione del libro “Ventotto tagli di luna” di Giancarlo Repetto

    Presentazione del libro “Ventotto tagli di luna” di Giancarlo Repetto

    Venerdì 14 marzo, l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ospita la presentazione del libro “Ventotto tagli di luna” di Giancarlo Repetto, una raccolta di brevi racconti, ritratti e storie di donne romene, dai quali emerge la sensibilità dell’autore nei confronti del mondo femminile, la sua curiosa attenzione e la consapevolezza del fatto che, soprattutto in Romania, la donna rappresenti la vera forza della società.



    A far da sfondo alle vicende del libro, troviamo Bucarest con tutte le sue contraddizioni, aldilà di ogni stereotipo, filtrata attraverso lo sguardo attento e affettuoso di un uomo italiano che vuole davvero incontrarsi con la realtà di questo paese.



    Nato nel 1954 a Valmadonna, in provincia di Alessandria, Giancarlo Repetto si è laureato in Lettere all’Università di Genova e insegna dal 1980. Dal 2008 è professore presso il liceo bilingue Dante Alighieri di Bucarest e collabora con l’Università di Bucarest. Ha pubblicato saggi di tema filosofico e letterario, una raccolta di poesie, romanzi e racconti, fra i quali “Bucarest in bianco e nero” (2010, Spandugino) e “Un viaggio tra i miei libri” (2012, Spandugino).



    Giancarlo Repetto ha rilasciato unintervista alla nostra emittente.



  • “Piccolo e Birichino” al Carnevale di Venezia

    “Piccolo e Birichino” al Carnevale di Venezia

    Al Carnevale di Venezia, la Romania sarà rappresentata anche dallo spettacolo teatrale “Piccolo e Birichino”, che ha come protagonisti l’attrice Maia Morgenstern e il ballerino Valentin Rosca.



    Lo spettacolo, organizzato dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in partenariato con il Teatro Ebraico di Stato di Bucarest, si terrà il 3 marzo, dalle ore 21:00, presso il Teatro Fondamenta Nuove, come ha spiegato a Radio Romania Internazionale Mihai Stan, il responsabile del progetto.



    Si tratta di un doppio recital, costruito attorno ai versi dello scrittore romeno di origine ebraica, Isaac Lazarovici, noto al pubblico con lo pseudonimo di Ion Pribeagu. Lo spettacolo si terrà in lingua romena, con la proiezione della traduzione in italiano.



    L’attrice romena Maia Morgenstern, che dall’autunno del 2012 dirige il Teatro Ebraico di Stato di Bucarest, dove ha anche debuttato tre decenni fa, è diventata nota al pubblico internazionale grazie ai film “La Bilancia” (1992) di Lucian Pintilie, “Lo sguardo di Ulisse” (1995) di Theodorus Angelopoulos, ma soprattutto “La Passione di Cristo” (2004) di Mel Gibson.



    Nel 1993, ha vinto il Leone d’Argento al Festival di Berlino, come attrice proganonista della pellicola “La Bilancia” e il titolo di Attrice e Donna dell’Anno 2004, EMMA, dal Parlamento Europeo, dopo aver incarnato la Vergine Maria nella “Passione di Cristo”.



    Inoltre, l’Unione Nazionale dei Teatri della Romania, UNITER, l’ha nominata la migliore attrice del 1990, dopo aver interpretato Medea nella “Trilogia antica”, messa in scena dal regista Andrei Serban.



    Primo ballerino del Teatro di Rivista “Constantin Tanase” di Bucarest, dove ha anche iniziato la sua carriera nel 1982, Valentin Rosca è ha ricevuto nel 1997 il premio al miglior artista da Everland Amusement Park di Seoul.



    E’ stato insignito di riconoscimenti anche per il suo lavoro come regista e coreografo dello spettacolo “Tango Emocion”, presentato nel 2010 presso il Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest e, nel 2009, ha vinto il premio dell’Unione dei Compositori e Critici Musicali per la coreografia degli spettacoli messi in scena all’Opera Comica per Bambini di Bucarest, precisa l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.


  • Festa del Marzolino a Bruxelles

    Festa del Marzolino a Bruxelles

    Il 1 marzo, in Romania, Moldova e Bulgaria viene celebrata per tradizione la Festa del marzolino, in romeno “Martisor”, che segna l’inizio della primavera. Il nome della festa deriva dal diminutivo di “marzo”, in romeno “martie”.



    In questo giorno speciale le donne ricevono in regalo piccoli amuleti portafortuna, chiamati sempre “martisor”, gioielli o vari oggetti decorati avvolti da un nastro bianco e rosso. Il martisor è simbolo d’amore, di buonaugurio e diventano un accessorio per tutto il mese di marzo, dopo di che il nastro o addirittura il martisor stesso viene legato ai rami di un albero da frutta. In Moldova, ogni anno dal 1 al 10 marzo si svolge anche un festival musicale.



    Quest’anno la storia europea del Martisor verrà presentata il 28 febbraio a Bruxelles dall’Istituto Culturale Romeno e dalle ambasciate di Moldova e Bulgaria, con il sostegno dell’Associazione belgo-romena Arthis. L’etnologa Doina Isfanoni, del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest presenterà il significato e le tradizioni di Martisor nei Balcani presso la sede dell’ambasciata della Moldova.



    I partecipanti riceveranno “martisor” romeni, moldavi e bulgari. Il programma multiculturale include anche danze bulgare presentate dall’Associazione Orpheus e un recital di flauto di Pan tenuto da Raluca Patuleanu. Il 1 marzo, l’Associazione Arthis ospita un workshop in cui i bambini creeranno i piccoli oggetti, guidati da un artista locale.



    La presentazione della storia del Martisor a Bruxelles è volta a sostenere le pratiche avviate dalla Romania presso l’UNESCO, per l’inserimento di questa tradizione nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità e sottolinea anche l’appartenenza della confinante Moldova allo spazio culturale europeo, precisa l’Istituto Culturale Romeno.


  • Letteratura e cinema in Serata letteraria Humanitas

    Letteratura e cinema in Serata letteraria Humanitas

    Il 25 febbraio ripartono le Serate letterarie italiane presso la libreria Humanitas Kretzulescu di Bucarest, con il dibattito “Letteratura e cinema”, che ha come punto di partenza il romanzo “Il buio e il miele” di Giovanni Arpino, dal quale è stato tratto il film “Profumo di donna” del regista Dino Risi.



    Il progetto di questi appuntamenti con il pubblico, che è curato dalla prof.ssa Smaranda Elian, responsabile della Collana Italiana dell’Editrice Humanitas, è organizzato dal Circolo di Studi Interdisciplinari degli Studenti di Italiano e dalla Cattedra di Italianistica dell’Università di Bucarest.



    Gli ospiti del dibattito saranno il professor Doru Nitescu, regista e vicerettore dell’Università Nazionale di Arte Teatrale e Cinematografica, che nel 2008 ha conseguito il dottorato in cinematografia con una tesi su Federico Fellini, lo scrittore e traduttore Titus Vijeu, autore di importanti volumi sul cinema romeno e Oana Bosca-Malin, docente di italiano e traduttrice, che attualmente tiene un corso di letteratura e cinema presso il Centro di Eccellenza nello Studio dell’Immagine di Bucarest.



    La prof.ssa Smaranda Elian ha spiegato tutto in un collegamento con Radio Romania Internazionale.