Category: Pronto in tavola!

  • Golosità in rosso: le ciliegie

    Golosità in rosso: le ciliegie

    L’arrivo dell’estate porta nelle cucine anche l’irresistibile tentazione delle ciliegie, l’ingrediente perfetto per confettura e tanti dolci. Eccovi alcuni suggerimenti. Per la confettura fatta in casa, servono 2 chili di ciliegie snocciolate, un chilo e mezzo di zucchero e il succo di due limoni. Mettete le ciliegie coperte dallo zucchero in una ciotola e lasciate riposare per almeno 2-3 ore in un luogo fresco. Poi aggiungete il succo di limone e fate cuocere a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto e togliendo la schiuma che si forma in superficie. La confettura sarà pronta quando resterà compatta su un piatto inclinato. Versatela ancora calda in barattoli sanificati, lasciando due dita di spazio dal bordo, e avvitate i tappi.

    Vi suggeriamo un altro dolce alle ciliegie: 250 g farina, 100 g zucchero, un bicchiere di latte, 50 g burro, 2 uova, lievito in polvere e, ovviamente, ciliegie snocciolate in abbondanza. Mettete in una ciotola la farina, lo zucchero, il burro, le uova, il lievito in polvere e mescolate, aggiungendo il latte, fino ad ottenere un impasto cremoso. Versatelo su una teglia foderata con carta da forno e cospargete il tutto da ciliegie. Fate cuocere al fuoco medio per circa mezz’ora. Quando si raffredda, spolverate di zucchero a velo. Buon appetito!

  • Mucenici, il dolce che ricorda i 40 Martiri di Sebaste

    Mucenici, il dolce che ricorda i 40 Martiri di Sebaste

    Il 9 marzo, i cristiani ortodossi e greco-cattolici celebrano i Quaranta Martiri di Sebaste. In Romania, Paese a maggioranza ortodossa, a questa giornata è legata la tradizione di un dolce chiamato Mucenici (in romeno Martiri): un impasto modellato nella forma della cifra 8, che ricorda l’abbraccio dei soldati cristiani per non morire di freddo nell’acqua gelida del lago in cui il governatore romano li aveva buttati come punizione per la loro fede cristiana. Secondo l’usanza, le donne preparano 40 mucenici, mentre gli uomini bevono 40 bicchieri di vino rosso.

    In Romania, questo dolce si prepara in due modi. Nella regione storica della Moldavia (est) primeggia quello a base di impasto lievitato. Servono un chilo di farina, 200 g di zucchero, un bicchiere di latte, 100 g di burro, 6 uova, lievito di birra, scorza di limone, noci e miele. Mescolate il lievito con il latte caldo e la farina, e aggiungete i tuorli d’uovo e il burro fuso. Lavorate l’impasto per circa 20 minuti e fatelo riposare finchè il volume raddoppia. Dividete l’impasto in pezzi da modellare in cordoncini e poi nella forma della cifra 8. Disponeteli in una teglia imburrata e fate cuocere nel forno preriscaldato finchè diventano dorati. Bagnateli subito di miele e cospargete noci tritate. Sono saporitissimi sia caldi che freddi, accompagnati da un bicchiere di vino.

    Invece, nel sud del Paese, nelle regioni della Valacchia e della Dobrugia, la ricetta è diversa. Servono un chilo di farina, qualche cucchiaio di miele o 250 g di zucchero, scorza di limone, estratto di rum, 250 g di noci tritate e un pizzico di sale. Lavorate la farina con acqua e sale e dividete l’impasto in pezzetti da modellare a forma di 8. Fateli essicare per qualche ora. Versate 2 litri di acqua in una pentola, aggiungete lo zucchero o il miele, vaniglia e portate all’ebolizione. Aggiungete i mucenici e mescolate occasionalmente. Una volta bolliti, aggiungete la scorza di limone e l’estratto di rum. Fate dorare un po’ i gherigli di noce nel forno e schiacciateli. Servite i mucenici cospargendo sopra le noci e cannella in polvere. Buon appetito!

  • Torta di noci

    Torta di noci

    Vi invitiamo ad assaggiare una fetta di … torta di noci. Servono 5 uova, 100 g zucchero vanigliato, 1 cucchiaio di farina, 1 cucchiaio di pangrattato e 100 g noci tritate.

    Sbattete i tuorli con lo zucchero vanigliato finché ottenete una crema. Aggiungete la farina, il pangrattato e le noci tritate, e frullate per bene. Unite gli albumi sbattutti e mescolate leggermente. Sul fondo di una tortiera imburrata mettete un foglio di carta, imburrate bene pure la carta, e sopra versate il composto.

    Cuocete al forno per circa un’ora, a fuoco basso. Quando la torta è pronta, toglietela dalla tortiera allontanando la carta e lasciatela raffreddare. Tagliatela in due dischi.

    Preparate una bagna al rum, mettendo a bollire 250 ml di acqua con 4 cucchiai di zucchero. Lasciate raffreddare e aggiungete 3-4 cucchiai di rum.

    Adesso preparate la crema da mettere fra le due metà della torta. Servono 300 g di noci tritate, 6 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di farina e 1 tazza di latte.

    Mettete gli ingredienti a bollire a fuoco basso mescolando continuamente finché la crema diventa più consistente. Lasciate raffreddare, poi aggiungete 300 g di burro sbattuto. Potete aggiungere, se volete, 1-2 tuorli.

    Stendete una parte della crema tra i due dischi, che nel frattempo avranno assorbito lo sciroppo al rum. Rivestite la torta della crema rimasta e mettete sopra noci caramellate tagliate a cubetti. Buon appetito!

  • Zacusca

    Zacusca

    Misto di verdure alla griglia tritate, la zacusca è un ottimo antipasto, che viene servito su fette di pane. Zacusca è una parola di origine slava, che si potrebbe tradurre con spuntino, però nella lingua romena significa il misto di miscela di melanzane, peperoni, pomodori e cipolla.

    La preparazione è semplice, però richiede molto tempo. Servono 5 chili di melanzane, 3 chili di peperoni, 3 chili di cipolle, un barattolo di passata di pomodoro, olio, sale, pepe e foglie di alloro, qualche spicchio d’aglio.

    Fate cuocere le melanzane e i peperoni alla griglia, sbucciateli e togliete i torsoli, e fate scolare. Rosolate in una grossa pentola la cipolla e l’aglio, aggiungete le melanzane schiacciate a purea e i peperoni tagliati a fettine. Aggiungete la passata di pomodoro, l’alloro, salate e pepate.

    Fate cuocere al forno per un’ora e mezzo all’incirca. Versate la zacusca in barattoli asciutti, chiudeteli per bene e, per una buona conservazione, fateli bollire per una mezz’oretta. Nella zacusca potete aggiungere funghi o pesce fritto. Servitela spalmata su fette di pane. Buon appetito!

  • Trota al vino

    Trota al vino

    Con l’inizio della Quaresima, i cristiani si preparano per la grande festa della Risurrezione di Cristo, che gli ortodossi celebrano quest’anno l’8 aprile, mentre i cattolici una settimana prima.

    Durante la Quaresima ortodossa, è consentito mangiare il pesce solo il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo, e nella Domenica delle Palme. Abbiamo scelto di presentarvi una ricetta di trota lessa nel vino.

    Servono quattro trote di circa 250-300 grammi ciascuna, una carota, un ciuffo di prezzemolo, ma anche la radice, mollica di pane, 100 ml di latte, 25 grammi di burro, 8 funghi grandi, un ramoscello di timo, 3 spicchi d’aglio.

    Pulite e lavate bene le trote e mettetele a bollire con le verdure affettate e il vino. Pulite anche i funghi, tagliateli a quadretti e fateli sofriggere nel burro. Quando sono pronti, aggiungete nella salsa ottenuta l’aglio affettato, il timo e la mollica di pane che prima avete messo nel latte e poi spremuto.

    Mescolate tutti gli ingredienti finché ottenete una pasta omogenea, che potete diluire col liquido in cui avete lesso i pesci. Passate la salsa per il setaccio e cospargetela sulla trota. Ornate col prezzemolo trittato. Il pesce sarà ancora più saporito se accompagnato da un bicchiere di vino bianco. Buon appettito!

  • Piatti della Dobrugea

    Piatti della Dobrugea

    Nella regione della Dobrugea, collocata nel sud-est della Romania, convivono da secoli tante minoranze che hanno lasciato l’impronta anche sulla gastronomia locale.

    Prevalgono le influenze orientali, dovute alla minoranza turco-tartara. La cucina della Dobrugea punta sul pesce, data la vicinanza al Mar Nero e al Danubio, ma anche sulla carne ovina. Però non mancano il pollo, il manzo o il maiale. Tutto accompagnato da contorni a base di riso o verdura. Lo yogurt o il formaggio pecorino sono ottimi ingredienti per piatti deliziosi.

    La cucina tipica della Dobrugea fa venire l’acquolina in bocca: il pesce come zuppa, marinato o in salamoia, il riso e le insalate tradizionali, accanto alla gastronomia della minoranza turco-tartara, in cui spiccano le salsicce di pecora, l’agnello allo spiedo, la moussaka e i contorni al riso, per non parlare poi dei dolci tipici a base di frutta secca, o dei famosi baklava.

    Vi offriramo la ricetta dell’insalata tipica della Dobrugea: servono pomodori, peperoni, cipolle, cetrioli, uova sode, olive, panna acida, formaggio pecorino, succo di limone e un po’ di santoreggia. Affettate i pomodori, i cetrioli, i peperoni e la cipolla.

    Preparate una salsa mescolando i tuorli delle uova sode con un po’ di panna acida e le olive tritate finemente. Aggiungete il succo di limone e la santoreggia e mescolate per bene. Versate la salsa sugli ortaggi affettati e grattuggiate il pecorino. Va bene sia come piatto unico che accompagnato da carne alla griglia.

    Un dolce tipico sono le frittelle fatte di yogurt, farina, uova, zucchero, scorza o succo di limone e lievito in polvere per dolci. Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete lo yogurt, la farina e mescolate fino a rendere il composto cremoso, poi il lievito in polvere, la scorza o il succo di limone e una goccia di essenza di vaniglia. Prendete dal composto con un cucchiaio e fate dorare le frittelle in abbondante olio. Posatele su un piatto e cospargete di zucchero a velo. Buon appetito!

  • Zucchine: due ricette facili

    Zucchine: due ricette facili

    In piena stagione estiva, le zucchine sono tra le protagoniste della cucina romena. Molto popolari sono quelle impanate. Lavate e affettate 3-4 zuccchine medie e cospargetele di sale. Infarinate bene le fette, poi passatele in due uova sbattute con un pizzico di pepe. Impanatele poi nel pangrattato e friggetele in olio abbondante fino a che risulteranno dorate. Vanno molto bene con una salsa di yogurt e aglio.

    Saporitissime anche le zucchine ripiene: servono 6-8 zucchine, mezzo chilo di carne macinata di suino, una tazza di riso, 2 cipolle, un mazzetto di prezzemolo, passata di pomodoro, sale, pepe. Lavate le zucchine, eliminate le estremità, tagliatele a metà per il lungo, e svuotatele con uno scavino. Per il ripieno, mescolate la carne macinata, il riso, le cipolle tritate finemente, insieme al prezzemolo, sale e pepe qb. Riempite le zucchine e disponetele in una ciotola. Aggiungete la passata di pomodoro e un po’ di acqua. Fate cuocere lentamente per una ventina di minuti. Poi, passate le zucchine al forno. Vanno portate subito a tavola, accompagnate da yogurt o panna acida. Buon appetito!

  • Trota affumicata

    Trota affumicata

    Provincia storica romena sita nel nord della Romania, la Bucovina è conosciuta in primo luogo per le sue chiese e per i monasteri eretti più di cinque secoli addietro, molto valorosi grazie agli affreschi interni ed esterni delle chiese, resistiti al passaggio del tempo. Arbore, Humor, Suceviţa, Moldoviţa, Voroneţ sono dei veri e propri gioielli del Medioevo.

    La Bucovina resta un ricordo piacevole per chi la visita, anche perché oltre ai valori culturali di patrimonio e alle bellezze della natura, i visitatori possono soggiornare negli agriturismi e godere della ricca offerta gastronomica della zona.

    Un vanto saporitissimo della cucina della zona sono le trote affumicate, avvolte in rami di abete, intrecciati a forma di liuto. Prima di essere affumicate, le trote devono riposare per 12 ore in salamoia, condita di chicchi di pepe e foglie di alloro. Poi vengono lasciate al fumo di abete o faggio per quattro ore all’incirca.

    Vanno benissimo mangiate come tali, ma anche come insalata, per la quale servono, oltre a 3-4 trote affumicate, un chilo di patate, una cipolla, una mela, qualche cetriolo sottaceto. Fate bollire le patate, tagliatele a cubetti, insieme alla cipolla e ai cetrioli, e affettate le mela. Rimuovete le ossa del pesce e tritatela finemente. Mescolate il tutto, aggiungete sale, pepe e limone e, se la gradite, qualche cucchiaio di maionese. Buon appetito!

  • Sapore di albicocche

    Sapore di albicocche

    In piena stagione delle albicocche, vi proponiamo per primo la classica ricetta di confettura fatta in casa. Bastano 3 kili di frutta e uno di zucchero. Lavate le albicocche, tagliatele a metà, snocciolatele e fatele riposare in una ciotola insieme allo zucchero. Fate cuocere per circa mezz’ora, dopo di che togliete le albicocche con una schiumarola, lasciando ancora lo sciroppo al fuoco per un’altra mezz’oretta, mescolando spesso. Rimettete la frutta nella ciotola e continuate la cottura per qualche minuto. Versate la confettura nei vasetti sterilizzati.

    Le albicocche sono ottime anche per un saporitissimo dolce: occorrono 250 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, 50 grammi di burro, 2 uova, lievito in polvere per dolci e, ovviamente albicocche snocciolate e tagliate a metà. In una ciotola lavorate il burro con lo zucchero, aggiungendo le uova, la farina e il latte fino ad ottenere un composto cremoso. Foderate una teglia con carta da forno e versate il composto. Ponete le albicocche su tutta la superficie e infornate per circa mezz’ora a fuoco medio. Lasciate raffreddare il dolce prima di porzionarlo. Buon appetito! (traduzione di Iuliana Anghel)

  • Pomodori ripieni di crema di melanzane

    Pomodori ripieni di crema di melanzane

    Servono quattro melanzane, una cipolla, quattro cucchiai di olio, sale, pepe e 8-10 pomodori grandi.

    Fate abbrusolire le melanzane direttamente sulla fiamma o su una grande teglia nel forno. Se le mettete nel forno, dove dovranno rimanere per circa 45 minuti, allora le dovete pungere prima con una forchetta. Pulite le melanzane e fatele scolare per circa un quarto d’ora per far venir fuori il loro sughetto amarognolo.

    Fatele quindi tritolare con un cucchiaio di legno finchè non diventano crema, mescolate bene mentre aggiungete l’olio a gocce, il sale, il pepe e alla fine la cipolla finemente tritata. Pulite i pomodori, facendo svuotare l’interno, e riempiteli dopo con la crema di melanzane. Decorate con ciuffetti di prezzemolo e tenete al freddo finchè non servite. Buon appetito!

  • Dolci Made in Romania, alla conquista dell’Europa

    Dolci Made in Romania, alla conquista dell’Europa

    I dolci di Oltenia, regione del sud della Romania, cominciano a conquistare l’Europa. Millefoglie, torte, tra cui la preferita sembra essere quella all’amaretto, ma anche tiramisù, dolci alla crema di limone, o avvolti in cioccolato, tutti quanti preparati a Slatina, capoluogo della provincia di Olt, arrivano ogni giorni sui tavoli dell’Europa.



    Partendo come una piccola pasticceria, la “Fabbrica dei dolci” è diventata industria, grazie ai fondi europei. Il più squisito affare del sud della Romania produce ogni giorni 12 tonnellate di dolci casalinghi, di cui il 30% arriva nei negozi di grandi città europee, per viziare il palato degli inglesi, italiani, tedeschi o spagnoli. Fino a qualche anno fa, la fabbrica dei dolci era una semplice pasticceria.



    Appassionata dall’arte di preparare queste delizie, Florina Popescu, cresciuta in un laboratorio di pasticceria dove lavorava sua mamma, ha pensato che forse non sarebbe male non farle solo a casa per famiglia e amici, ma anche per tutti coloro che vanno matti per i dolci. Grazie ai fondi europei, Florina è riuscita a mettere sù il proprio affare dolce, come ha raccontato lei stessa alla corrispondente di Radio Romania a Slatina, Laura Stoican.



    “Il primo progetto, firmato a dicembre 2008, è ammontato a 812.000 euro, di cui il 50% non rimborsabile. Senza questo progetto, non ce l’avrei fatta. Un simile progetto ti aiuta ad acquistare gli impianti, ma ti dà anche la spinta di portare a termine quello che volevi fare”, dice Florina.



    Com’è riuscita ad entrare sui mercati europei? “Esportiamo tanto tiramisù in Italia, la nostra ricetta ha riscosso un grande successo, e anche noi ne siamo rimasti stupiti. Ma siamo molto felici e andiamo avanti. Abbiamo cominciato ad esportare nel 2012, quando abbiamo partecipato alla prima fiera specializzata a Barcellona, e abbiamo visto che i nostri prodotti erano molto apprezzati, quindi andavano molto bene all’esportazione. E da allora abbiamo cominciato a partecipare a due-tre fiere all’anno, allargando il ventaglio di clienti, ora esportiamo in quasi tutta l’UE, ma anche in Israele, abbiamo dei contatti anche in Canada. Importante è andare avanti e avere un’ottimo rapporto tra qualità e prezzo”, conclude Florina Popescu.

  • Piatti con verza e carne trita

    Piatti con verza e carne trita

    Nelle province storiche romene ci sono modalità tipiche di preparazione della verza con la carne trita. Gli involtini sono presenti dappertutto in Romania, solo che in Transilvania (nel centro della Romania) sono molto più grandi. Se parliamo di piatti specifici delle province storiche romene, gli involtini potrebbero essere considerati una specialità della Moldavia (regione nel nord-est della Romania).



    Sono però tante le modalità di abbinare, in piatti sporiti, la verza e la carne trita di maiale. Cominciamo con una specialità che ha anche la denominazione di origine: verza alla Cluj (Cluj essendo una città della Transilvania). Ci servono: un chilo di carne di maiale, due chili di verza, una tazzina di riso, due cipolle, qualche fetta di lardo affumicato, olio, passata di pomodoro, panna, pepe e sale. Possiamo utilizzare verza cruda o verza acida in salamoia che puliamo e tagliamo. Se la verza è cruda, dobbiamo aggiungere un po’ di sale e mescolare per ammorbidirla. Se invece è in salamoia bisogna lavarla bene prima di tagliarla. Separatamente, la cipolla tagliata a cubetti si mette a sofriggere in padella con un po’ di olio, o se vogliamo mantenere la specificità locale, con un po’ di strutto, e vi aggiungiamo la carne tritata e il pepe macinato. In una pentola alterniamo uno strato di verza tagliata e un altro di carne, finendo con uno di verza. Aggiungiamo dei pezzettini di lardo affumicato e versiamo sopra passata di pomodoro e acqua. Lasciamo nel forno per un’ora, un’ora e mezzo, finoaquando la verza comincia ad imbrunirsi. Nel frattempo, se necessario, aggiungiamo dell’acqua. Si mangia calda, con della panna sopra.



    Nel Banato (ovest della Romania) si prepara la cosiddetta musaca di verza. Utilizzando le stesse quantità di prima, cioè un chilo di carne di maiale tritata, circa due di verza cruda, più 3 uova, 4 – 5 pomodori, aneto, prezzemolo, santoreggia, pepe e sale. Mescoliamo la verza tagliata con un po’ di sale. Aggiungiamo alla carne tritta un po’ di riso, le uova, santoreggia, prezzemolo e aneto tritati e omogeneizziamo la pasta. Come per la verza alla Cluj, alterniamo in una pentola gli strati di verza e carne, solo che sopra ciascuno strato di carne bisogna mettere anche uno di pomodori tagliati. Finiamo con uno strato di pomodori e aggiungiamo dell’acqua, poi mettiamo la pentola a bollire a fuoco lento per circa un ora, dopo di che, nel forno, sempre a fuoco basso, per altri 15 minuti.



    Anche in Valacchia (sud del Paese) esiste una variante di piatto a base di verza al forno simile alla musaca di verza del Banato, solo che assieme ai pomodori, si mettono anche fette sottili di peperoni. Il modo di prepararlo è però uguale …

  • Carpa al forno

    Carpa al forno

    Si dice che, per i pescatori, l’autunno sia la stagione preferita, perchè non fa più tanto caldo, quindi è possibile avere una grande cattura rispetto all’estate. Un piatto tradizionale romeno è la carpa con verza. Servono una carpa di circa 2 chili, altri 2 chili di verza, pomodori, olio, sale e pepe.



    Tagliate finemente la verza, poi fatela saltare in padella con un filo di olio, mettetela in una pentola, e mettete sopra la carpa tagliata a pezzi. Cospargete i pomodori affettati sulla verza e sul pesce, condite con un po’ di pepe e infornate per circa 45 minuti. Bagnate ogni tanto il pesce con il sugo. Servita subito con la polenta.



    Un altro suggerimento è la carpa ripiena, preparata sempre al forno. Serve sempre una carpa di circa 2 chili, pulita e sventrata. Salatela sia dentro che fuori e fate riposare. Intanto, preparate il ripieno.



    Vi suggeriamo uno di funghi e riso, per cui servono circa mezzo chilo di funghi, un altro mezzo chilo di pomodori, una tazza di riso, due cipolle, qualche spicchio d’aglio, prezzemolo, sale e pepe. Affettate i funghi e fateli soffriggere nell’olio, unitamente alla cipolla tagliata a pezzettini.



    Portate all’ebollizione con un po’ di acqua e aggiungete il riso, il prezzemolo tritato e il sale. Riempite la pancia della carpa, che avete lavato in precedenza dal sale. Cucite la pancia e mettetela in una pentola più grande, in cui aggiungete un pò di acqua e, possibilmente, vino bianco, l’aglio tritato ed i pomodori a fettine. Infornate per circa 45 minuti.



    Al posto dei funghi e del riso, vi consigliamo anche cipolla e prezzemolo. Tritate le verdute, salate e pepate, e riempite la pancia della carpa. Servitela appena sfornata con fette di limone e vino bianco. Buon appetito!

  • Trota alla panna

    Trota alla panna

    La nostra raccomandazione gastronomica è la trota alla panna, un piatto tipico della Bucovina, regione del nord della Romania, una destinazione turistica molto apprezzata grazie alle chiese affrescate Patrimonio dell’UNESCO, che vantano una storia di oltre cinque secoli, ma anche al turismo di avventura e a quello balneo-climatico. Non in ultimo, gli agriturismi della zona fanno a gara nel presentare ai visitatori la svariatissima offerta gastronomica locale.



    La cucina della Bucovina ha anche influenze austriache, perché, dal 1775 al 1918, la regione fece parte dell’Impero Asburgico. Si usa molta panna per condire le minestre di verdura, o le zuppe di vitello o pollo con tagliatelle fatte in casa. Gli abitanti della zona usano molto anche i frutti di bosco e i funghi.



    Specie di pesce che vive nei ruscelli montani, puliti e ben ossigenati, la trota viene preparata in vari modi nei ristoranti e negli agriturismi della Bucovina. Ci sono almeno due piatti tipici. Il primo è quello della trota affumicata in rami in abete, intrecciati a forma di liuto, che conservano ottimamente per qualche giorno 5-6 trote.



    Un altro piatto squisitissimo della Bucovina è la trota alla panna, che si prepara molto facilmente. Servono 4 trote di circa 300-400 grammi ciascuna, mezzo chilo di panna, un po’ di burro, dragoncello, pepe e sale. Pulite e lavate le trote, cospargete di sale sia dentro che fuori, e posatele al freddo per qualche ora per assorbire il sale.



    Lavate il pesce di nuovo, mettetelo in una pirofila alta, dopo averla imburrata, e fate cuocere al forno a fuoco basso finchè le trote cominciano ad arrostirsi. Nel frattempo, versate la panna in un vaso con un po’ di sale e riscaldatela un po’ per farla sciogliere.



    Aggiungete un po’ di dragoncello e pepe macinato, mescolate bene il tutto, dopo di che cospargete la salsa sopra le trote. Fate ancora infornare per circa mezz’ora, dopo di che potete servire il pesce. Meglio accompagnarlo da un contorno di patate e carote lesse. Buon appetito!

  • Prelibatezze al mirtillo

    Prelibatezze al mirtillo

    Nelle zone montane della Romania è iniziata la raccolta dei mirtilli, prelibatissimi sia consumati freschi che sotto forma di confettura, succo o “afinată”, tipica bevanda alcolica preparata sopratutto in Bucovina e Transilvania e aprezzatissima dai turisti in visita in queste due province storiche romene.



    Per preparare questa bevanda, occorrono 2 chili di mirtilli, uno di zucchero e una “damigiana”, il tradizionale vaso in vetro rivestito in vimini. I mirtilli e lo zucchero si fanno riposare nella damigiana per qualche giorno, dopo di che si agita bene per far sciogliere lo zucchero e omogeneizzare il contenuto. L’intera operazione va ripetuta ogni due-tre giorni, ma la damigiana va lasciata aperta per consentire il processo di fermentazione. Dopo circa due settimane, sopra i mirtilli, che ormai sono coperti dal succo, si versa alcol alimentare, poi la damigiana va chiusa bene e conservata al buio in un luogo fresco. L’afinata è raccomandata a chi soffre di distrubi di stomaco o intestino, ma va consumata con moderazione. Un simile bevanda si può ottenere anche dalle fragoline che crescono sempre nelle zone montane, ma ai margini delle foreste, in zone più assolate.



    Con i mirtilli si possono preparare anche succhi e sciroppi. Per ottenere, ad esempio, uno sciroppo di mirtilli, occorrono un chilo di mirtilli e due di zucchero. Dopo aver lavato i mirtilli, schiacciateli e mischiate il succo ottenuto con lo zucchero in un vaso per farlo sciogliere a fiamma bassa. Dal momento in cui inizia a bollire, si lascia ancora sul fuoco per mezz’ora, e vi si aggiunge un po’ di succo di limone. Poi, lo sciroppo si mette in bottiglie ben chiuse che si lasciano raffreddare. Lo sciroppo di mirtilli può essere consumato in acqua naturale o gassata.



    Sempre con i mirtilli si può preparare anche una confettura, secondo la classica ricetta, che tutti conosciamo, confettura che si può usare, ad esempio, come farcitura per crespelle. (trad. Adina Vasile)