Category: News

  • Le notizie del giorno 16.04.2013

    Le notizie del giorno 16.04.2013

    Bucarest — Il Ministero degli Esteri romeno deplora le conseguenze delle espolosioni alla maratona di Boston, ed esprime il cordoglio e la solidarietà alle famiglie delle vittime e al popolo americano in questi momenti tragici. Tra le vittime non ci sono dei cittadini romeni, però il Consolato Generale della Romania a New York è in contatto permanente con le autorità locali. L’UE, la NATO e la Russia hanno condannato, da parte loro, le deflagrazioni ed hanno espresso la solidarietà agli Stati Uniti.



    Bucarest — Il Governo romeno decide gli ultimi dettagli sul disegno di legge riguardante la restituzione degli edifici confiscati dal regime comunista, sul quale porrà domani la fiducia in Parlamento. La nuova legge prevede principalmente la restituzione in natura quanto più possibile e la concesisone dei risarcimenti in tranche annue. La legge sulla restituzione è stata modificata in seguito alle richieste della Corte europea per i diritti dell’uomo, assalita dalle numerose cause fatte dai cittadini romeni che non sono riusciti a risolvere il problema nel Paese.



    Bucarest — Nel 2013, il Ministero dell’Ambiente romeno emetterà 20.000 ticket per il programma nazionale di rottamazione, volto a rinnovare il parco auto. Il ministro Rovana Plumb ha spiegato che il nuovo programma, lanciato al dibattito pubblico, prevede per l’acquisto di un’auto nuova un unico ticket, il cui valore sale dai circa 900 euro ai 1.500.



    Bucarest — La capitale romena Bucarest ospita per due giorni una riunione dedicata alla Strategia dell’Ue per la Regione del Danubio, lanciata nel 2008 su iniziativa di Romania e Austria. I partecipanti dei 14 Paesi rivieraschi esaminano le soluzioni destinate all’inserimento degli obiettivi della Strategia nei futuri programmi nazionali e regionali che impiegheranno fondi europei dal 2014 al 2020. La Strategia è uno strumento comunitario di cooperazione destinato allo sviluppo economico e sociale della macroregione danubiana. Dei 14 stati rivieraschi, otto sono membri dell’UE (Austria, Romania, Bulgaria, R. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Germania, Ungheria) e sei non membri (Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Croazia, Moldova e Ucraina).



    Bruxelles – Per il terzo mese consecutivo, la Romania ha registrato a marzo il maggiore tasso inflazionistico annuo nell’UE, pari al 4,4%. I dati resi noti dall’Eurostat indicano che ai seguenti posti si piazzano l’Estonia (3,8%) e i Paesi Bassi (3,2%). Al polo opposto si piazzano la Grecia (0,2%), la Lettonia e la Svezia. Complessivamente, nell’UE il tasso inflazionistico è leggermente calato a marzo fino all’1,9%, e nell’eurozona all’1,7%.

  • Proprietà: il governo porrà fiducia su ddl restituzioni

    Il 17 aprile, il governo dell’Unione social-liberale di Bucarest chiederà la fiducia in Parlamento sul ddl riguardante la restituzione delle proprietà confiscate dal regime comunista. Le modifiche alla legge erano state sollecitate dalla Corte europea per i diritti dell’uomo, assalita dalle cause fatte dai cittadini romeni, che non erano riusciti a recuperare le proprietà.



    Dall’opposizione, i democratico-liberali criticano il ddl, e intendono inoltrare una sfiducia o contestarlo alla Corte Costituzionale. Intanto, il premier Victor Ponta dichiara di aspettare dai democratico – liberali piuttosto delle proposte concrete sulla legge.



    “L’idea è questa: inoltri la sfiducia per far finta di essere all’opposizione. Posso capirlo che lo fanno perchè la stampa li critica di non far niente. Però avranno mai una soluzione al problema delle restituzioni? Perchè, se non ce l’hanno, allora significa che lo fanno solo per dire di aver fatto qualcosa”, ha detto il premier.



    I principali provvedimenti del nuovo ddl prevedono la restituzione in natura quanto più possibile, però solo agli ex proprietari e ai loro discendenti, la concessione dei risarcimenti in tranche annue e la tassazione dei diritti litigiosi all’85%.



    Per i titoli di risarcimento già emessi, i pagamenti si faranno lungo cinque anni, a partire dal 2014, mentre per i dossier ancora irrisolti le somme saranno scaglionate lungo sette anni, a partire dal 2017.



    Victor Ponta spiega che anche gli esperti della Corte europea per i diritti dell’uomo hanno accolto favorevolmente questo tipo di scaglionamento. Inoltre, secondo il nuovo ddl, sarà ridotto a dieci anni il periodo in cui gli edifici restituiti potranno mantenere l’attuale destinazione di scuole, ospedali o istituzioni culturali.



    Il Governo di Bucarest auspica che la nuova legge risolvi una volta per sempre un problema che dura dal crollo del comunismo nel 1989. Finora, lo Stato ha pagato 5 miliardi di euro come risarcimenti agli ex proprietari e dovrà concederne altri 8 miliardi.


  • Giustizia: inizio mandato per il nuovo ministro

    L’ex procuratore dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, Robert Cazanciuc, è il nuovo Guardasigilli della Romania. Finora, l’interim era stato assunto dal premier Victor Ponta, in seguito alle dimissioni dell’ex ministro Mona Pivniceru, convalidata giudice alla Corte Costituzionale. Il mandato non sarà facile, ha lasciato intendere il premier Victor Ponta.



    “Ha da gestire una relazione importante, molto importante, ma difficile, con il Consiglio Superiore della Magistratura, ha da gestire una situazione importante con la Commissione europea, l’applicazione del Codice Penale e di quello di Procedura, ma anche una situazione finanziaria infelice. Mi auguro che questa capacità di dialogo e la sua esperienza nel sistema possano aiutarlo a risolvere quanto più di questi problemi”, ha dichiarato il premier.



    Da parte sua, il nuovo Guardasigilli dice che tenterà di rendere più credibile il sistema giudiziario e proporrà delle soluzioni per tempi più brevi nei processi. Inoltre, Robert Cazanciuc ha dichiarato di voler conquistare la fiducia dei partner europei.



    “Sono cose da attuare nell’ambito del Meccanismo di cooperazione e verifica, però io vorrei, al di là dell’attenerci ai nostri impegni assunti davanti ai partner europei, contribuire allo sviluppo di una relazione onesta, di fiducia con i partner europei. Non voglio solo attuare certe cose in maniera formale. Voglio che conquistiamo la fiducia dei partner europei facendo vedere le cose così come sono, in maniera aperta e onesta, come dicevo, però sviluppare una relazione a lungo termine, almeno dalla prospettiva del Ministero della Giustizia”, ha spiegato il Guardasigilli.



    Da parte sua, il presidente Traian Basescu ritiene che il principale obiettivo del nuovo ministro debba essere quello di ottenere un rapporto favorevole dalla Commissione europea nell’ambito del Meccanismo di cooperazione e verifica, che consenta l’ingresso della Romania nell’Area Schengen.



    “Le devo dire molto apertamente che pochissimi dei nostri ritardi in materia di Meccanismo di cooperazione e verifica riguardano cose attinenti al ministro della Giustizia. Le più numerose osservazioni e i più obiettivi da raggiungere riguardano i politici, che si tratti di Parlamento, Governo, o a volte di altre strutture dello Stato, quindi non Lei direttamente. Però La assicuro che il responsabile sarà Lei”, ha detto il capo dello stato.



    Assumendo tutti questi obiettivi, Robert Cazanciuc si è impegnato anche a proporre negli incarici di vertici del Pubblico Ministero persone con esperienza nelle varie strutture, che rispondano agli standard professionali e morali attesi dal Consiglio Superiore della Magistratura e dal sistema giudiziario.


  • Le notizie del giorno 15.04.2013

    Le notizie del giorno 15.04.2013

    Bucarest — Il presidente romeno Traian Basescu ha firmato il decreto sulla nomina di Robert Cazanciuc nell’incarico di ministro della Giustizia. Il nuovo Guardasigilli presterà giuramento stasera. Finora, Cazanciuc ha ricoperto l’incarico di segretario generale al Ministero degli Esteri, dopo essere stato distaccato da quello di procuratore al Pubblico Ministero. Dopo la nomina a Guardasigilli, Cazanciuc si è dimesso dalla magistratura. Il dicastero della Giustizie era stato assunto ad interim dal premier Victor Ponta, in seguito alle dimissioni dell’ex ministro Mona Pivniceru, convalidata nell’incarico di giudice alla Corte Costituzionale.



    Bucarest — Il premier romeno Victor Ponta ha presentato ai vari gruppi parlamentari il ddl sulla restituzione delle proprietà nazionalizzate dal regime comunista, sul quale il Governo porrà la fiducia il 17 aprile. I deputati e i senatori potranno inoltrare emendamenti che saranno inviati all’esame del governo, in una seduta speciale in programma domani. Finora, lo Stato romeno ha concesso risarcimenti per un valore di cinque miliardi di euro. Il numero dei fascicoli irrisolti risale ai 200.000.



    Bucarest – La capitale romena Bucarest ospita la riunione del Comitato FINABEL, che riunisce i capi di Stato Maggiore dei 17 Paesi membri, rappresentanti di organizzazioni militari europee e della NATO. Dal 2008, anche la Romania è membro del comitato FINABEL, di cui ha ricoperto la presidenza di turno tra aprile 2012 e aprile 2013. Fondato nel 1953, il Comitato FINABEL ha avuto come principale obiettivo la cooperazione per lo sviluppo di programmi congiunti di addestramento. Successivamente, ha allargato l’area di interesse all’armonizzazione delle dottrine e all’interoperatività tra le Forze terrestri degli stati europei membri. Il Comitato FINABEL include i capi di Stato Maggiore delle Forze Terrestri di Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia, Portogallo, Polonia, Slovacchia, Finlandia, Romania, Cipro, Malta e R. Ceca.



    Bucarest — Il nuovo programma di rottamazione destinato al rinnovo del parco auto è stato lanciato al dibattito pubblico in Romania. Il ministro dell’Ambiente, Rovana Plumb, ha spiegato che il valore di un ticket per un’auto rottamata salirà dai 3.800 lei (circa 860 euro) ai 6.500 lei (circa 1.500 euro). La distribuzione dei ticket comincerà il 15 maggio, e all’acquisto di un’auto nuova potrà essere utilizzato un unico ticket. Lanciato nel 2004, il programma di rottamazione ha registrato i massimi risultati nel 2010, quando sono state demolite circa 117.000 auto vecchie.



    Chişinău — Il premier incaricato della Moldova, Vlad Filat, ha annunciato l’avvio dei negoziati per la formazione di una maggioranza parlamentare. Filat tenterà di ottenere il sostegno del Partito democratico e del Partito liberale, ex partner dell’Alleanza per l’integrazione europea. I negoziati si svolgono sullo sfondo della crisi attraversata dai liberali, nelle condizioni in cui membri spiccanti sono stati esclusi dal partito, in seguito alle critiche mosse ai dirigenti. Nei giorni scorsi, il presidente della Moldova, Nicolae Timofti, ha incaricato Vlad Filat a formare un nuovo governo, dopo che il precedente esecutivo, sempre da lui presieduto, era stato sfiduciato in seguito a una mozione inoltrata dai comunisti e adottata dal Parlamento.

  • Sanità: verso stipendi migliori per i medici romeni

    Sanità: verso stipendi migliori per i medici romeni

    “Medico romeno, in cerca di Paese!” A quanto pare, negli ultimi anni, è questa la parola d’ordine di un numero in crescita di medici romeni che vanno all’estero alla ricerca di stipendi e condizioni di lavoro migliori.



    In cinque anni, il sistema di insegnamento ha fornito 7.000 medici, mentre il numero di quanti sono andati all’estero è salito ai 10.000, come spiegava, lo scorso anno, il presidente del Collegio dei medici di Romania, Vasile Astarastoae.



    Il ministro della Salute romeno, Eugen Nicolaescu, ritiene che una futura legge, alla quale si sta lavorando e in base alla quale i medici saranno pagati a seconda delle performance e della competitività, farà sicchè l’Occidente non sia più la Terra Promessa per loro.



    I medici avranno anche l’opzione di lavorare part-time nel sistema pubblico e part-time in quello privato, ma non potranno più attirare i pazienti da un ospedale all’altro.



    “Il nostro disegno di legge, in una fase molto avanzata, prevede la garanzia del lavoro full time nell’ospedale pubblico, con le sette ore al giorno previste dal Codice del lavoro. Il medico riceve, diciamo, un salario di 3.000 lei, però, se vuole essere esclusivamente dipendente dell’ospedale, potrà fare degli straordinari in reparti privati della struttura pubblica. Così completa i redditi, quindi una seconda opzione. Se un medico vuole lavorare part-time in un ospedale pubblico e l’altra metà in un altro posto, siamo pienamente d’accordo, a condizione che non perda i pazienti. Infine, la terza possibilità: alcuni grandi chirurghi, molto noti potrebbero dire di non lavorare da nessuna parte, ma solo fare degli interventi — magari dieci a Iasi, cinque a Targu Mures e dieci a Bucarest, per cui vogliono negoziare le tariffe. Se il rispettivo ospedale ha simili casi e può reggerli, allora il circuito si chiude qui”, ha spiegato il ministro.



    Con la nuova legge sulla sanità, che potrebbe essere applicata a partire dal 1 gennaio 2014, lo stipendio di base di un primario nel sistema pubblico potrebbe salire dal livello attuale di circa 400 euro, a oltre 1.000 euro. (trad. Iuliana Anghel)

  • Le notizie del giorno 07.04.2013

    Le notizie del giorno 07.04.2013

    Bucarest — La prima domenica di aprile celebra “La Giornata NATO in Romania”, istituita dopo l’ingresso, nel 2004, nella più forte e solida organizzazione politico-militare di difesa collettiva della storia. Da membro a pieno titolo dell’Alleanza, la Romania ha recato un contributo molto attivo alle operazioni militari della NATO. Gli impegni sono stati riconosciuti anche dal fatto che, nel 2008, il vertice dell’Alleanza è stato organizzato a Bucarest.



    Belgrado — Presente al Congresso internazionale dei giornalisti romeni, che si è concluso oggi in Serbia, il ministro con la delega ai romeni nel mondo, Cristian David, si è detto ottimista sulla flessibilità nel dialogo tra le autorità serbe e gli etnici romeni che vivono nel nord-est di questo Paese. David ha dichiarato che la promozione di un simile atteggiamento farà evitare l’escalation di tensioni nelle relazioni bilaterali tra la Romania e la Serbia, e porterà a un approccio comune nella questione delle minoranze. Il congresso, al quale è stato presente anche il presidente dell’Istituto Culturale Romeno, Andrei Marga, ha riunito un centinaio di giornalisti romeni di Serbia, Ungheria, Moldova, Bulgaria, Grecia, Albania, Italia e Romania.



    Chisinau — La confinante Moldova celebra il quarto anniversario della cosiddetta “Rivoluzione Twitter”, com’è stata chiamata la rivolta anticomunista dei giovani scontenti del risultato delle elezioni politiche svoltesi il 5 aprile del 2009. I manifestanti si erano mobilitati con l’aiuto dei social network per protestare contro il broglio elettorale, dopo che i risultati parziali indicavano la vittoria dei comunisti. Le manifestazioni sono degenerate in violenza contro gli edifici del Parlamento e della Presidenza, e centinaia di persone sono state arrestate e maltrattate dalle forze dell’ordine. L’anniversario della “Rivoluzione Twitter” trova la Moldova in una nuova crisi politica, dopo che il Parlamento ha sfiduciato il Governo, mentre i partiti che avevano formato un’alleanza anticomunista e filoeuropea sono ora in conflitto aperto.



    Bucarest — La squadra campione della Romania alla pallamano femminile, Oltchim Râmnicu Vâlcea, è stata battuta a Bucarest (24-22) dall’ungherese Györ ETO, nella partita di andata delle semifinali di Champions’ League. La partita di ritorno si terrà l’11 aprile a Veszprem. Nell’altra partita, la slovena RK Krim Mercator Lubiana ha sconfitto in trasferta la norvegese Larvik (24-22).



    Bucarest — Permane ancora il rischio alluvioni sul tratto romeno del Danubio. Le previsioni indicano crescite della portata e del livello del fiume, soprattutto sul tratto Porţile de Fier (Porte di Ferro) — Zimnicea, ma anche sul resto del percorso. Allerta alluvioni anche sui corsi di più fiumi nel nord e nell’ovest del Paese.

  • Sguardo sulla settimana 31 marzo – 6 aprile

    Sguardo sulla settimana 31 marzo – 6 aprile


    Le nomine dei nuovi capi del Pubblico Ministero, tra cui quelli della Procura Generale e della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha scatenato polemiche accese sulla scena politica romena. Nei giorni scorsi, il premier socialdemocratico Victor Ponta, incaricato a ricoprire anche l’interim di Guardasigilli, ha inviato al Consiglio Superiore della Magistratura la proposta per la nomina dell’ex procuratore generale Laura Codruta Kovesi alla guida della DNA, e di Tiberiu Nitu alla Procura Generale. Però i liberali, partner di governo dei socialdemocratici nell’Unione social-liberale (Usl), hanno criticato la nomina, in quanto, a loro avviso, Laura Codruta Kovesi difenderebbe gli interessi del capo dello stato Traian Basescu. I liberali, che hanno controllato il dicastero della Giustizia fino alle dimissioni del ministro Mona Pivniceru, nominata giudice alla Corte Costituzionale, lo hanno ceduto ai socialdemocratici. Il presidente ha contestato il diritto dei partiti di coinvolgersi in questa procedura, e ha promesso che continuerà a proteggere la giustizia, le procure e i tribunali da qualsiasi ingerenza politica nella misura in cui verrà a sapere di simili casi. Da parte sua, il premier Victor Ponta dice che la procedura rispetta la legislazione attuale e le raccomandazioni della Commissione europea. Ai sensi della legge, dopo la nomina, i procuratori dovranno essere ascoltati dal Consiglio Superiore della Magistratura, dopo di che la decisione finale spetta al capo dello stato.



    Il 1 aprile ha portato nuovi rincari in Romania per beni di consumo e servizi, ma anche una tassa per la degenza ospedaliera. Sono aumentate le accise per tabacco del 7% e per la birra di circa il 10%. I romeni dovranno tirare dalla tasca più soldi anche per un passaporto, ma anche per il passaggio dei ponti sul Danubio. Il 1 aprile ha portato rincari del 5% anche per l’erogazione del gas naturale alle compagnie. Novità anche nel sistema sanitario. Si tratta di una tassa per la degenza ospedaliera tra i 5 e i 10 lei (2,2 euro al massimo) e ogni struttura deciderà l’importo. Saranno esenti i minori, i pensionati con redditi bassi, i malati cronici e le persone ricoverate in regime di emergenza. La somma sarà pagata una sola volta alla dimissione dall’ospedale, ha spiegato il ministro della Salute, Eugen Nicolaescu.



    Anche se la recessione ha colpito buona parte dei Paesi dell’Ue nel 2012, l’economia romena ha registrato una crescita superiore alle previsioni. Lo rilevano i dati provvisori dell’Istituto Nazionale di Statistica, i quali indicano una crescita dello 0,7% nel 2013, superiore alle previsioni iniziali dello 0,3. L’aumento è spiegato dall’Istituto con l’evoluzione alquanto migliore dell’industria e del commercio. Gli stessi dati indicano che, nel 2012, il valore dell’economia romena ha sfiorato i 590 miliardi di lei, cioè 132 miliardi di euro. “La crescita economica è superiore alle previsioni iniziali, però inferiore a quanto avremmo auspicato. Però, a causa della catastrofe nell’agricoltura e della siccità, era quasi impossibile ricavarne di più. Siamo l’unico Paese della regione ad aver registrato una crescita economica nel 2012, ed è importante andare nella stessa direzione anche nel 2013”, ha dichiarato il premier Victor Ponta.



    I dipendenti delle cinque aziende siderurgiche romene vendute a un prezzo simbolico dal gruppo russo Mechel a una ditta controllata sempre da cittadini russi, sollecitano il rapido intervento del Governo di Bucarest, scontenti che i nuovi proprietari non vogliono salvare gli stabilimenti, una volta centri fiorenti dell’industria. Solo dal 2008 al 2012, con il crollo della produzione, la siderugia romena ha perso circa 10.000 dipendenti. Un altro simbolo dell’industria, la compagnia Oltchim di Ramnicu Valcea (sud), continua a confrontarsi con grandi difficoltà. Più di mille dipendenti dell’azienda, entrata in insolvenza a causa degli ingenti debiti — saranno licenziati, e altri 300 mandati in cassaintegrazione. Inserita sulla lista delle grandi compagnie statali che vanno privatizzate, la Oltchim non può contare su un aiuto statale, in quanto la variante non è gradita dalla Commissione europea, poichè l’azienda aveva beneficiato anche nel passato di un simile sostegno.



    Il Governo di Bucarest ha annunciato che la Divisione Merci delle Ferrovie dello Stato sarà privatizzata, in base al prezzo offerto dagli acquierenti interessati. La privatizzazione della compagnia rappresenta un impegno assunto dalle autorità di Bucarest davanti all’Ue e al Fondo monetario internazionale. Negli ultimi cinque anni, le perdite di questa struttura sono ammontate a circa 270 milioni di euro. Problemi si verificano anche alla Divisione Infrastruttura delle Ferrovie, dove si faranno dei licenziamenti.


  • Maltempo: allerta alluvioni in Romania

    Maltempo: allerta alluvioni in Romania

    Dopo un mese di marzo con nevicate e bufere, l’aprile ha portato ai romeni piogge torrenziali che hanno già provocato delle alluvioni. Metà delle province del sud, sud-ovest e del centro della Romania sono in allerta grave e molto grave di alluvioni.



    Il vicepremier Liviu Dragnea, che ha presieduto il Comando nazionale per le situazioni di emergenza, ha spiegato che le più gravi condizioni si verificano nelle province di Dolj e Gorj (sud-ovest), dove le acque del fiume Jiu sono gonfie, e nelle zone rivierasche al Danubio (sud). Il vicepremier ha sollecitato ai prefetti di queste province di prendere tutte le misure necessarie.



    “Tutte le forze devono essere preparate, sia umane che i mezzi di intervento. Laddove ci sono delle famiglie e case isolate, la prima cosa che dovete fare è quella di valutare il fabbisogno di cibo, acqua, medicine ed altri materiali”, ha detto Liviu Dragnea.



    Un bilancio del Ministero dell’Interno indica che le alluvioni hanno leso oltre 140 località, un centinaio di ponti e ponticelli, decine di strade provinciali e locali. Numerose case e masserie e migliaia di ettari di campi coltivati e pascoli sono state allagate. Sono stati mobilitati più di mille poliziotti, vigili del fuoco e gendarmi e oltre 400 attrezzatture speciali per limitare gli effetti.



    D’altra parte, il ministro con la delega alle risorse idriche, forestali e pesca, Lucia Varga, ha fatto riferimento alle cause che provocano straripamenti quasi ogni anno.



    “Tantissime delle cose cattive che accadono sono provocate dai diboscamenti incontrollati, i letti dei fiumi sono riempiti dalle frane che arrivano dalle colline diboscate. Quindi, vanno prese misure durissime contro chi taglia i boschi e che, in fin dei conti, provoca questi fenomeni tramite questi fatti”, ha detto Lucia Varga.



    Le previsioni indicano che le piogge continuerano nei giorni prossimi, mantenendo anche il rischio alluvioni. Le più esposte sono le località rivierasche al Danubio, soprattutto all’entrata del fiume nel Paese. I livelli normali sono già stati superati e si prevede una crescita della portata del Danubio ai 12.000 mc al secondo sul tratto Calafat — Zimnicea.

  • Giustizia: polemiche su nomine vertici del Pubblico Ministero

    Giustizia: polemiche su nomine vertici del Pubblico Ministero

    Le nomine dei nuovi capi del Pubblico Ministero, tra cui quelli della Procura Generale e della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha scatenato polemiche accese sulla scena politica romena.



    Nei giorni scorsi, il premier socialdemocratico Victor Ponta, incaricato a ricoprire anche l’interim di Guardasigilli, ha inviato al Consiglio Superiore della Magistratura la proposta per la nomina dell’ex procuratore generale Laura Codruta Kovesi alla guida della DNA, e di Tiberiu Nitu alla Procura Generale.



    Però i liberali, partner di governo dei socialdemocratici nell’Unione social-liberale (Usl), hanno criticato la nomina, in quanto, a loro avviso, Laura Codruta Kovesi difenderebbe gli interessi del capo dello stato Traian Basescu.



    Il presidente ha contestato il diritto dei partiti di coinvolgersi in questa procedura, e ha promesso che continuerà a proteggere la giustizia, le procure e i tribunali da qualsiasi ingerenza politica nella misura in cui verrà a sapere di simili casi.



    “Nessuno interferirà nelle procedure del Consiglio Superiore della Magistratura, così come auspico che, anche d’ora in avanti, nessuno possa pretendere di interferire nelle procedure delle altre istituzioni impegnate. Le nomine e le proposte sono la responsabilità del ministro della Giustizia, e non della società civile, dei partiti politici o dei procuratori”, ha detto il capo dello stato.



    Da parte sua, il premier Victor Ponta dice che la procedura rispetta la legislazione attuale e le raccomandazioni della Commissione europea.



    “La Commissione europea ci ha sollecitato un’unica cosa, precisamente di nominare procuratori con buona reputazione professionale. In secondo luogo, di non nominare delle persone portate da un partito o da altrove. Orbene, tutte le sei persone che ho proposto hanno ricoperto in precedenza incarichi dirigenziali in varie strutture della Procura. In terzo luogo, è stata sollecitata trasparenza nella procedura del Consiglio Superiore della Magistratura”, ha detto il premier.



    Le proposte inoltrate dal primo ministro hanno generato tensioni nell’Usl. I liberali, che hanno controllato il dicastero della Giustizia fino alle dimissioni del ministro Mona Pivniceru, nominata giudice alla Corte Costituzionale, lo hanno ceduto ai socialdemocratici.



    Il leader liberale Crin Antonescu dice che il suo partito si può riprendere l’incarico, se il premier ritira le nomine. “Una cosa saggia sarebbe il ritiro di queste proposte, la nomina di un ministro della Giustizia, o l’assunzione del percorso di una procedura normale, al cui termine non ci sia un’intesa politica, bensì un tentativo reale di dare chance all’indipendenza della giustizia”, crede Antonescu.



    Ai sensi della legge, dopo la nomina, i procuratori dovranno essere ascoltati dal Consiglio Superiore della Magistratura, dopo di che la decisione finale spetta al capo dello stato.


  • Le notizie del giorno 02.04.2013

    Le notizie del giorno 02.04.2013

    Bucarest — Il premier romeno Victor Ponta, che ha assunto nei giorni scorsi l’interim di Guardasigilli, ha annunciato che, in seguito all’incontro con i membri della Sezione procuratori del Consiglio Superiore della Magistratura, ha deciso di non inoltrare delle proposte per i vertici della Procura Generale e della Direzione Nazionale Anticorruzione. Il premier ha aggiunto che nel successivo periodo nominerà un ministro della Giustizia che si occuperà di questo problema. Victor Ponta ha spiegato di aver preso questa decisione in quanto la Sezione procuratori si è pronunciata per una procedura di selezione dei candidati, anzichè per le nomine dirette.



    Bucarest — Il presidente Traian Băsescu ha convocato per domani una seduta del Consiglio Supremo di Difesa. Un comunicato della Presidenza precisa che i temi in agenda riguardano lo stadio dell’adesione della Romania a Schengen, le minacce cibernetiche contro il Paese e la sicurezza dei sistemi informatici di interesse nazionale. Saranno affrontati anche temi riguardanti la metodologia di comunicazione ed azione per le istituzioni e le autorità incaricate a gestire le situazioni di attacchi terroristici in cui sono coinvolti anche cittadini romeni all’estero, nonchè altri argomenti di interesse per la sicurezza nazionale.



    Bucarest — Centinaia di dipendenti dell’azienda chimica statale Oltchim di Râmnicu Vâlcea (sud della Romania), hanno continuato le proteste contro i mille licenziamenti annunciati dall’amministratore giudiziario, chiedendo anche le sue dimissioni e un incontro col premier Victor Ponta. Il ministro dell’Economia, Varujan Vosganian, ha annunciato che, entro metà aprile, i dipendenti di Oltchim riceveranno, tramite il Fondo Garanzia del Ministero del Lavoro, gli stipendi non pagati finora. Vosganian ha precisato che tutti i dipendenti di Oltchim che saranno licenziati riceverano dei pagamenti in compensazione. Entrata in insolvenza a causa degli ingenti debiti, la Oltchim si trova sulla lista delle grandi compagnie statali che vanno privatizzate.



    Bruxelles — A febbraio, la disoccupazione nell’eurozona aveva raggiunto il tasso-record del 12%, con oltre 19 milioni senza lavoro. I dati resi noti dall’Eurostat indicano, complessivamente, una leggera crescita nell’Ue, con un tasso del 10,9%. A Bucarest, l’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciato che, a febbraio, il tasso della disoccupazione in Romania era del 6,7%, in crescita dello 0,1% rispetto al precedente mese.



    Bucarest — Festività a Bucarest e in altre città del Paese, in occasione del 163esimo anniversario della Gendarmeria Romena. Il ministro dell’Interno, Radu Stroe, ha dichiarato che la massima priorità dei gendarmi è una maggiore sicurezza per i cittadini. Il ministro si è congratulato con i gendarmi romeni impegnati in missioni all’estero in Afghanistan, Kosovo e Georgia, ed ha espresso parole di plauso alla loro professionalità.



    Venezia – L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia inaugura stasera una mostra dedicata al 80esimo anniversario della nascita del grande poeta Nichita Stănescu (1933 — 1983). Dal 27 marzo al 27 aprile, l’Istituto Culturale Romeno, attraverso le sue istituzioni all’estero, organizza ampie manifestazioni dedicate al poeta. Il 27 marzo, l’Accademia di Romania in Roma ha ospitato una mostra e serata letteraria dedicata al grande poeta, curata dal prof. Bruno Mazzoni, preside della Facoltà di lingue dell’Università di Pisa, e dalla poetessa Daniela Crasnaru, direttrice programmi all’Accademia di Romania.


  • Comunismo: commemorazione vittime totalitarismo sovietico

    Comunismo: commemorazione vittime totalitarismo sovietico

    Il 1 aprile è stata commemorata la Giornata nazionale dedicata alla memoria dei romeni, istituita nel 2011, per rendere omaggio alle vittime delle deportazioni, della fame e di altre forme di repressione scatenate dal regime totalitario sovietico, nella Contrada di Herta, nel nord della Bucovina, e in Bessarabia. Territori romeno fino al 1940, quando furono occupati dall’Urss, esse si ritrovano oggi nelle confinanti Ucraina e Moldova.



    Tra il 1941 e il 1953, le autorità sovietiche hanno deportato e dislocato centinaia di migliaia di persone dalla Bessarabia e dal nord della Bucovina, trasportate in condizioni inumane in Siberia, Kazakistan o Uzbekistan. L’Armata rossa ha scatenato l’orrore delle repressioni e delle deportazioni della popolazione romena, che ha tentato di sfuggire al terrore sovietico.



    La presidente dell’Associazione degli ex deportati e detenuti politici della Moldova, Valentina Sturza, ha ricordato quei momenti tragici. “La notte tra il 12 e il 13 giugno del 1941, dai camion sono scesi soldati armati fini ai denti, che si sono buttati su 3.470 famiglie, seminando terrore e dolore in villaggi e città. Fu allora che venne deportata l’elite della Bessarabia, sindaci, deputati, docenti, preti. La Bessarabia veniva decapitata”, ricorda Valentina Sturza.



    Molti degli arrestati vennero accusati di attività antisovietica e condannati alla pena capitale. Inoltre, il 1 aprile del 1941, l’Armata rossa ha fucilato in una sola notte a Fantana Alba, nel nord della Bucovina (l’odierna Ucraina) circa 3.000 persone che tentavano di sfuggire alla repressione e venire in Romania. Appena nel 2000, le autorità ucraine hanno consentito una messa alla memoria dei romeni uccisi.



    Il presidente della Commissione per i romeni nel mondo della Camera dei deputati del Parlamento di Bucarest, Eugen Tomac, lui stesso nato in Bessarabia e avendo parenti deportati, ha evocato le tragedie avvenute 72 anni fa. E’ una delle più orrende tragedie nella storia della nazione romena, ed è nostro dovere pensare a loro, mantenere viva la memoria e il riconoscimento del loro sacrificio per la dignità del popolo romeno”, ha sottolineato il deputato.



    La liberazione dei deportati dagli insediamenti in cui erano stati costretti a vivere cominciò dopo la morte del dittatore Stalin, a marzo 1953. Però, il carattere anticostituzionale delle deportazioni staliniste venne riconosciuto solo dopo il 1956.


  • Crisi: operazioni Bank of Cyprus in Romania, sospese per una settimana

    Crisi: operazioni Bank of Cyprus in Romania, sospese per una settimana

    Bank of Cyprus, la maggiore banca cipriota presente anche nel nostro Paese, ha annunciato di sospendere per una settimana le operazioni in Romania. La decisione vige dal 1 aprile, e i clienti potranno utilizzare la rete bancomat.



    La sospensione delle operazioni in Romania fa seguito a una decisione della Banca Centrale del Cipro, volta a individuare una soluzione per la vendita della filiale romena.



    A Bucarest, Adrian Vasilescu, consigliere del Governatore della Banca Centrale, spiega che era la migliore variante per i clienti romeni e che la sospensione non lederà l’attvità del sistema in Romania.



    “Non ha un impatto sull’attività del sistema bancario, nè materiale nè psicologico. Questa decisione è stata presa in seguito a negoziati. La Banca Centrale della Romania è stata in contatto permanente con la Banca Centrale del Cipro e con la Bank of Cyprus, affinchè sia presa una buona decisione. Una decisione che non sarebbe convenuta alla parte romena sarebbe stata l’applicazione in Romania della misura di trasformare in capitale il 40% dei depositi superiori ai 100.000 euro. Anche la Banca Centrale della Romania ha negoziato per questa alternativa, per difendere i depositanti romeni”, ha spiegato Adrian Vasilescu.



    Il consigliere ha aggiunto che, dopo l’acquisto da parte di un’altra banca di Romania, la filiale cipriota sarà sottoposta alla legislazione romena e avrà lo stesso statuto delle altre banche locali.



    La variante dell’acquisto da parte di una banca locale delle filiali cipriote è stata applicata anche in Grecia, dove la Piraeus Bank è diventata la più importante banca greca dopo aver acquistato tutte le filiali locali della Bank of Cyprus — Laiki e Hellenic Bank.



    Il Cipro è riuscito a evitare all’ultimo momento l’entrata in incapacità di pagamento, concordando con l’Unione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale, la ristrutturazione di due delle sue maggiori banche — la Bank of Cyprus e la Banca Popolare (Laiki).



    L’ultima sarà chiusa, e i suoi attivi buoni saranno trasferiti alla Bank of Cyprus. In seguito a queste misure, i depositanti di Bank of Cyprus perderanno circa il 40%, che sarà convertito subito in azioni per sostenere la ricapitalizzazione della banca.



    Un altro 22,5% dei depositi sarà congelato in conti senza interesse fino all’ultimazione del piano di ristrutturazione, che, secondo le stime, durerà parecchi mesi. Secondo i dati forniti dalle autorità cipriote, si tratta di circa 19.000 depositanti che dispongono di otto miliardi di euro. (trad. Iuliana Anghel)


  • Sguardo sulla settimana 24 – 30 marzo

    Sguardo sulla settimana 24 – 30 marzo

    Da giugno, la Corte Costituzionale di Romania avrà una nuova componenza. Alla scadenza del mandato dei loro rappresentanti, il capo dello stato Traian Basescu e le due camere del Parlamento di Bucarest hanno fatto le nuove nomine. I tre nuovi giudici sono Daniel Morar, che al momento ricopre l’interim di Procuratore generale della Romania e che, negli anni scorsi, ha presieduto la Direzione nazionale anticorruzione, nominato dal presidente Traian Basescu, nonchè Valer Dorneanu e Mona Pivniceru, nominati rispettivamente dalla Camera dei deputati e dal Senato. Le nuove nomine hanno determinato anche una serie di cambiamenti. In seguito alla nomina dell’ex Guardasigilli, Mona Pivniceru, alla Corte Costituzionale, il premier Victor Ponta, copresidente dell’Unione social-liberale (al governo), ha assunto l’interim della Giustizia, ed entro 45 giorni dovrà proporre una nuova persona alla guida del dicastero. Il premier ha dichiarato che le sue priorità per l’interim sono la riforma reale della giustizia, l’applicazione dei nuovi Codici di procedura, ma soprattutto le nomine dei capi della Procura generale e della Direzione nazionale anticorruzione, rinviate da tanto tempo. Le nomine dei vertici delle due istituzioni sono state richieste anche nel più recente rapporto della Commissione europea sui progressi nella riforma della giustizia in Romania.



    La Romania e la confinante Moldova hanno celebrato il 95esimo anniversario dell’unione della provincia storica romena della Bessarabia (l’odierna Moldova) al Regno di Romania, il 27 marzo 1918. “Per noi, tutti i romeni che viviamo sulle due sponde del Prut (ndr — il fiume che separa la Romania dalla Moldova), il 27 marzo riveste un significato speciale, di unione, avvicinamento, speranza e futuro, e non a caso ho scelto che il primo momento della mia visita qui sia legato a una data che rechi una simile carica”, ha dichiarato il ministro con la delega ai romeni nel mondo di Bucarest, Cristian David, presente alle cerimonie svoltesi nella capitale moldava Chisinau. Il ministro ha incontrato il presidente della Moldova, Nicolae Timofti, e il premier in carica, Vlad Filat, i quali hanno espresso la gratitudine al costante appoggio della Romania alla Moldova, soprattutto al suo percorso europeo. Il ministro ha ribadito che le relazioni tra i due stati sono privilegiati e che la Romania vuole intensificare ed allargare la collaborazione con la Moldova.



    Il grande vincitore dei Premi Gopo del cinema romeno è il film “Tutti i nostri familiari”, che si è aggiudicato i riconoscimenti alla regia di Radu Jude, al miglior film, al miglior attore protagonista con Şerban Pavlu, ma anche ai migliori attori non protagonisti, con Mihaela Sârbu e Gabriel Spahiu. La pellicola ha vinto anche il premio alla migliore sceneggiatura, firmata sempre da Radu Jude e da Corina Sabau, giornalista a Radio Romania Internazionale. “Un posto dal nome Palilula”, che ha segnato l’esordio nel lungometraggio del regista di teatro Silviu Purcărete, si è aggiudicato, tra l’altro, i premi ai migliori costumi, musica originale o immagine.



    La Romania è stata Paese ospite al Salone del libro di Parigi, dove ha presentato più di 50 autori di tutti i generi letterari, più di mille titoli in romeno e 600 in traduzione francese. Le vendite hanno superato i 60.000 euro. Lo stand della Romania ha riunito personalità culturali romene contemporanee di varie generazioni e generi letterari: scrittori, poeti, drammaturghi, critici letterari e storici, quali Norman Manea, Ana Blandiana, Matei Visniec, Bogdan Suceava, Mircea Dinescu o George Banu. Lo stand è stato visitato anche dal presidente francese François Hollande, il quale ha dichiarato che “la Romania è un grande Paese francofono, che ama la cultura francese”. La prestazione della Romania al più importante evento editoriale in Francia è stata adombrata dal rifiuto di alcuni scrittori di partecipare al Salone, per protestare contro l’attuale politica dell’Istituto Culturale Romeno.















    .



  • Le notizie del giorno 01.04.2013

    Le notizie del giorno 01.04.2013

    Bucarest — Centinaia di dipendenti dell’azienda chimica statale Oltchim di Râmnicu Vâlcea (sud della Romania) protestano contro i mille licenziamenti annunciati dall’amministratore giudiziario. Proteste anche a Otelul Rosu (sud-ovest), dove i dipendenti dello stabilimento siderurgico della città sono scontenti della decisione del nuovo proprietario di licenziare 430 persone. Nei giorni prossimi, i sindacalisti incontreranno il ministro dell’Economia, Varujan Vosganian, per presentargli la situazione dello stabilimento.



    Bucarest — Bank of Cyprus, la maggiore banca cipriota presente anche nel nostro Paese, ha annunciato di sospendere per una settimana le operazioni in Romania. La decisione vige dal 1 aprile, ma i clienti potranno utilizzare la rete di bancomat. La sospensione della operazioni in Romania fa seguito a una decisione della Banca Centrale del Cipro, volta a individuare una soluzione per la vendita della filiale di Bucarest. Nei giorni scorsi, il Governatore della Banca Centrale romena, Mugur Isarescu, ha precisato che la Bank of Cyprus controlla lo 0,7% degli attivi nel settore in Romania, e ha i depositi garantiti integralmente.



    Bucarest — Dal 1 aprile, nel sistema sanitario romeno scatta una tassa tra i 5 e i 10 lei (circa 1,2 euro) per la degenza negli ospedali. Il ministro della Salute, Eugen Nicolăescu, ha spiegato che la misura è volta a scoraggiare le degenze fittizie, e che la tassa sarà pagata una sola volta alla dimissione ospedaliera. Saranno esenti i malati cronici registrati nei programmi sanitari nazionali, i minori, i pensionati con redditi bassi e le persone disabili. La tassa non sarà pagata dalle persone ricoverate in regime di emergenza.



    Bucarest — Nel 2012, il numero medio dei pensionati in Romania era di circa 5,5 milioni, in calo di oltre 100.000 rispetto al 2011. I dati resi noti dall’Istituto Nazionale di Statistica indicano che la pensione media era di 773 lei (175 euro) nel 2012, i crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente.



    Bucarest — Il 1 aprile è la Giornata nazionale dedicata alla memoria dei romeni, istituita nel 2011, per rendere omaggio alle vittime delle deportazioni, della fame e di altre forme di repressione scatenate dal regime totalitario sovietico nella Contrada di Herta, nel nord della Bucovina e in Bessarabia, oggi sui territori delle confinanti Ucraina e Moldova. Si stima che, tra il 1941 e il 1953, le autorità sovietiche hanno deportato e dislocato centinaia di migliaia di persone dalla Bessarabia e dal nord della Bucovina, trasportate in condizioni inumane in Siberia, il nord del Kazakistan o nella Repubblica socialista sovietica dell’Uzbekistan. Il 1 aprile del 1941, l’Armata rossa ha fucilato in una sola notte circa 3.000 persone che tentavano di sfuggire alla repressione e venire in Romania.



    Londra — Per la Romania, la Gran Bretagna è uno dei più fidabili partner, amici e alleati in Europa. Lo ha dichiarato l’ambasciatore romeno nel Regno Unito, Ion Jinga, che firma un articolo sulle pubblicazioni Daily Mail e This is Money. Il diplomatico spiega che la cooperazione tra la Romania e la Gran Bretagna sta progredendo rapidamente, stimolando il commercio bilaterale e gli scambi culturali. Ultimamente, più politici britannici hanno fatto riferimento a una cosiddetta invasione dei romeni e bulgari dal 1 gennaio 2014, quando sarà abolita la moratoria nei loro confronti sul mercato del lavoro in questo Paese.



    Venezia – Il 2 aprile, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia inaugurerà una mostra dedicata al 80esimo anniversario della nascita del grande poeta Nichita Stănescu (1933 — 1983). Dal 27 marzo al 27 aprile, l’Istituto Culturale Romeno, attraverso le sue istituzioni all’estero, organizza ampie manifestazioni dedicate al poeta. Il 27 marzo, l’Accademia di Romania in Roma ha ospitato una mostra e serata letteraria dedicata al grande poeta, curata dal prof. Bruno Mazzoni, preside della Facoltà di lingue dell’Università di Pisa, e dalla poetessa Daniela Crasnaru, direttrice programmi all’Accademia di Romania.


  • Compagnie: situazione difficile all’azienda Oltchim

    Compagnie: situazione difficile all’azienda Oltchim

    Resta incerta e complicata la situazione della compagnia Oltchim di Ramnicu Valcea (sud), una delle maggiori aziende chimiche nell’est europeo.



    La gara indetta lo scorso anno per l’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza è stata vinta dall’imprenditore Dan Diaconescu, leader di un partito populista e proprietario di tv, che, però, non è entrato in possesso dei titoli, in quanto non ha pagato i 45 milioni di euro dovuti allo Stato.



    La situazione non è stata chiarita e, ultimamente, i dipendenti hanno protestato contro i ritardi nel pagamento degli stipendi, ma anche contro la mancanza di una strategia volta a far ripartire l’azienda.



    Il premier Victor Ponta ha spiegato che la Oltchim non può contare su un aiuto statale, poichè la sollecitazione in tal senso non è stata gradita dalla Commissione, in quanto l’azienda aveva già beneficiato di un simile sostegno.



    Il premier ha aggiunto che lo Stato sta ora tentando di attirare fondi da banche e operatori finanziari per gli attivi funzionali dello stabilimento.



    Intanto, oltre mille dipendenti saranno licenziati e altri 300 saranno mandati in cassaintegrazione. La misura del licenziamento è stata presa alla luce della necessità dei risparmi imposta dai finanziatori e dai partner d’affari di Oltchim, ha dichiarato l’amministratore giudiziario Gheorghe Piperea. Ogni mese vanno risparmiati almeno due milioni di euro, ha detto Piperea.



    “Chiunque può capire la situazione disperata in cui si trovano molti dipendenti, però la società potrà avere una chance di sopravvivere solo tramite simili misure”, ha detto l’amministratore giudiziario.



    Invece, i sindacati ritengono che si tratta di una misura illegale. Il leader sindacale di Oltchim, Mihai Diculoiu, dice di non essere stato informato dei licenziamenti e minaccia con proteste, anche a Bucarest.



    “Non si può prendere questa decisione di licenziamento collettivo, tanto tempo quanto l’Assemblea Generale dei Creditori non ha approvato il piano di riorganizzazione. Questa misura contraddice la dichiarazione del ministro dell’Economia, Varujan Vosganian, il quale ha detto che, fino a giugno, Oltchim va mantenuto in funzione, e da giugno in poi sia privatizzato dalla procedura di insolvenza”, ha detto il leader sindacale.



    Le sue opinioni sono, però, contraddette dall’amministratore giudiziario, Gheorghe Piperea, il quale afferma che le discussioni sui licenziamenti sono in corso da tre settimane.



    Dopo il fallito tentativo dello scorso anno, lo stato non ha presentato più nessuna scadenza concreta per la privatizzazione dell’azienda, e neanche alcun imprenditore si è detto interessato. (trad. Iuliana Anghel)