Category: In primo piano

  • Allerta epidemiologica in Romania

    Allerta epidemiologica in Romania

    Dopo diverse settimane di moltiplicazione dei casi di infezioni respiratorie, che si tratti di influenza, polmonite o virus, le autorità sanitarie hanno dichiarato giovedì lo stato di allerta epidemiologica in Romania. La decisione è stata presa per limitare la diffusione delle infezioni e arriva mentre i più recenti dati mostrano che, la scorsa settimana, i medici di tutto il paese hanno visitato e segnalato quasi 134.000 pazienti con sintomi respiratori, di cui 11.000 avevano l’influenza, rispetto ai 7.000 dell’intervallo precedente.

    Aumentando di settimana in settimana, il numero ha superato la media delle ultime stagioni, spiegano i responsabili nel settore, annunciando che, sempre la scorsa settimana, sono stati registrati otto decessi. Così, nell’attuale stagione fredda, sono stati 22 i decessi confermati con il virus dell’influenza. Gli ospedali del paese hanno già imposto misure adattate alla situazione epidemiologica e visite limitate, e il Ministero della Salute ha ricordato alla popolazione le misure generali per prevenire il contagio e la diffusione dei virus: lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone, coprirsi naso e bocca con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce e di gettarlo via dopo l’uso, oppure di coprirsi naso e bocca con il gomito quando si tossisce.

    Allo stesso tempo, è necessario aerare quotidianamente le stanze ed evitare luoghi affollati e, se si manifestano sintomi di raffreddore o influenza, contattare il medico di famiglia per stabilire la cura più appropriata. E’ inoltre opportuno evitare le collettività per le persone che presentano segni e sintomi riconducibili all’influenza, come febbre, starnuti, tosse, mal di gola, dolori muscolari, finché non scompaiono, spiegano gli specialisti.

    Nel caso di asili e scuole, le raccomandazioni consistono nell’eseguire un triage di osservazione quotidiano, informare i genitori sui segni e sintomi delle infezioni respiratorie, isolare a casa i bambini con raffreddore e fornire i materiali necessari per la disinfezione periodica delle mani e delle superfici.

    I rappresentanti del Ministero della Salute sottolineano inoltre che il metodo più efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue forme gravi è la vaccinazione antinfluenzale. Ciò è particolarmente consigliato alle persone affette da patologie croniche, ai bambini, alle donne incinte, al personale medico-sanitario di ospedali e reparti ambulatoriali, nonché alle persone di età superiore ai 65 anni.

  • Finanziaria 2025

    Finanziaria 2025

    In un contesto economico complicato, in cui il livello del debito pubblico ha superato il 54% del Prodotto Interno Lordo e il deficit di bilancio si avvicina al 9% del PIL, redigere il bilancio dello stato della Romania per il 2025 non è affatto un compito facile. Due delle principali agenzie finanziarie internazionali hanno declassato il rating del paese da stabile a negativo. Basata su un deficit non superiore al 7% del PIL, la bozza di bilancio sarà approvata dal Governo entro la fine di questa settimana e poi inviata al Parlamento per dibattito e adozione.

    Secondo il progetto, lo stato deve innanzitutto ridurre le proprie spese. Pertanto, il bilancio dell’Amministrazione Presidenziale diminuirebbe del 10%, quello del Senato del 5% e quello della Camera dei deputati del 9%. L’indicizzazione delle pensioni resta oggetto di analisi, dato che gli esperti delle Finanze sostengono che non sarà possibile quest’anno. Il competente ministro, Tánczos Barna, afferma che la bozza di bilancio per il 2025, da lui definita moderata, garantisce i fondi necessari per il pagamento degli stipendi e delle pensioni e per lo sviluppo delle località.

    “Nel bilancio abbiamo autostrade per 20 milioni di romeni. Abbiamo fondi nel bilancio per tutti i romeni, per lo sviluppo delle infrastrutture rurali. Abbiamo per tutti i romeni soldi per pagare gli stipendi nell’Istruzione, nel Ministero degli Interni, in tutti i ministeri che devono pagare gli stipendi, al livello del 2024. Abbiamo il finanziamento garantito per tutte le pensioni (…), così come sono state calcolate e pagate lo scorso anno, a novembre-dicembre, a quel livello saranno pagate nel 2025, mese per mese”, ha sottolineato il ministro delle Finanze.

    Ha inoltre affermato che il bilancio del Ministero della Difesa sarà più alto rispetto al 2024 e che aumenteranno anche i budget di altri ministeri, come quelli dell’Ambiente, della Salute, dell’Istruzione e dei Trasporti. È necessario uno stato più flessibile, cosicchè le spese del personale in ogni istituzione verranno diminuite, con una riduzione del 5% per la maggior parte, senza però prendere in considerazione l’istruzione, gli ospedali o gli Interni.

    Per quanto riguarda i prestiti, il ministro ha specificato che tutti quelli presi in considerazione sono necessari per garantire il finanziamento del deficit. “La Romania ha contratto moltissimi prestiti l’anno scorso, quest’anno ne richiederà meno e l’anno prossimo ancora meno. Abbiamo un calendario di riduzione dei prestiti anno per anno, per un periodo di sette anni”, afferma Tánczos Barna.

    Fortunatamente, il peggioramento del rating del paese non è stato accompagnato da una modifica dei riferimenti riguardanti la categoria raccomandata agli investitori, cosa che avrebbe aumentato i costi per i prestiti della Romania. Secondo gli analisti, tuttavia, persiste lo scetticismo tra investitori e agenzie di rating, data l’instabilità politica e il ritardo nelle riforme strutturali.

  • Priorità della politica estera romena

    Priorità della politica estera romena

    L’Unione Europea comprende che la Romania rimane uno stato forte e stabile, con priorità allineate a quelle europee, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea per i diritti sociali e le competenze, l’occupazione di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, dopo l’incontro avuto martedì a Bruxelles con il ministro degli Affari Esteri, Emil Hurezeanu. Hanno discusso del mantenimento del sostegno al processo di allargamento dell’UE, dell’ulteriore supporto fornito all’Ucraina e alla Repubblica di Moldova, dello sviluppo di una visione strategica per il Mar Nero, della promozione degli obiettivi di convergenza e coesione nei negoziati sul futuro Quadro finanziario pluriennale post-2027 o del rafforzamento dell’azione europea nel campo della difesa.

    Roxana Mînzatu ha offerto maggiori dettagli sui temi affrontati con il capo della diplomazia. “Abbiamo discusso di cosa significa la forza dell’Europa attraverso la forza della Romania, non solo dalla prospettiva della sicurezza del Fianco orientale, della sicurezza energetica. Sono molteplici le valenze attraverso le quali l’Unione Europea capisce che è più forte se la Romania è forte. Abbiamo discusso anche del ruolo della Romania nel sostenere i paesi candidati, in particolare la Moldova e l’Ucraina. È importante considerare il modo in cui sosteniamo la preparazione dei paesi candidati. Il ruolo della Romania, in particolare, è fondamentale”, ha detto Roxana Mînzatu.

    La vicepresidente della Commissione Europea ha precisato che uno degli argomenti trattati durante l’incontro ha riguardato l’industria automobilistica, un settore vitale anche per la Romania. “Farò parte di questo sforzo per sostenere le industrie nella creazione di nuovi posti di lavoro e nello sviluppo di nuovi investimenti in Europa”, ha assicurato Roxana Mînzatu. Discusso anche il Piano di industrializzazione verde, che la Commissione Europea lancerà a breve, e di come la Romania possa contribuire, ma anche trarre vantaggio da chiare priorità all’interno di questo meccanismo.

    “Il nostro interesse è che la Romania sia una presenza ben sviluppata e robusta sugli schermi degli interessi diretti dell’Unione Europea”, ha dichiarato, a sua volta, Emil Hurezeanu. Il ministro ha aggiunto che l’Unione sta preparando piani, idee e documenti strategici, e la Romania ha interessi specifici in questo senso. Si tratta, spiega Emil Hurezeanu, di progetti della strategia del Mar Nero, della Repubblica di Moldova o del bilancio pluriennale dal 2028 al 2034.

    Durante i due giorni di presenza a Bruxelles, Emil Hurezeanu ha partecipato al Consiglio Affari Esteri e ha incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Il ministro ha ricordato il sostegno alla sovranità, all’integrità e all’indipendenza dell’Ucraina e ha sottolineato l’importanza di continuare il sostegno multidimensionale dell’UE allo stato confinante. Ha inoltre ribadito il sostegno della Romania al percorso europeo dell’Ucraina e della Repubblica di Moldova.

    Con il capo della NATO, ha discusso degli sviluppi in materia di sicurezza sul Fianco orientale, con particolare attenzione alla regione del Mar Nero e all’ulteriore rafforzamento della deterrenza e della difesa alleate. Emil Hurezeanu ha sottolineato il contributo della Romania alla sicurezza euro-atlantica e il profondo impegno della società romena nei confronti dei valori democratici.

  • La Commissione di Venezia e le elezioni in Romania

    La Commissione di Venezia e le elezioni in Romania

    La crisi politica senza precedenti a Bucarest non ha esaurito i suoi echi esterni. L’autorevole Commissione di Venezia ha pubblicato il suo rapporto sull’annullamento delle elezioni presidenziali in Romania da parte della Corte Costituzionale (CCR), alla fine dello scorso anno. Le raccomandazioni mostrano che tale decisione non dovrebbe basarsi esclusivamente su informazioni classificate, che non garantiscono la necessaria trasparenza, ma indicare con precisione le violazioni e le prove. Inoltre, il potere della Corte Costituzionale di invalidare le elezioni dovrebbe essere limitato a circostanze eccezionali e chiaramente regolamentato.

    Gli esperti indipendenti di diritto costituzionale sostengono, inoltre, che è particolarmente difficile portare delle prove per le violazioni della legge attraverso campagne online e social media. Infine, la Commissione di Venezia declina la propria competenza a pronunciarsi sulla decisione della CCR di annullare le elezioni presidenziali. A Bucarest, le opposizioni parlamentari AUR, USR, POT (Partito della Gente Giovane) hanno reagito immediatamente, affermando che, di fatto, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa conferma che la decisione della Corte è stata illegale e abusiva.

    Tudorel Toader, ex ministro della Giustizia in un Esecutivo PSD (anche oggi al governo, insieme a PNL e UDMR), afferma tuttavia che gli esperti di Venezia hanno solo emesso pareri, non decisioni, e i loro suggerimenti non sono vincolanti. Tudorel Toader ammette tuttavia che, di norma, i paesi membri dell’Unione Europea adottano le indicazioni ricevute per rispettare gli standard dello stato di diritto.

    Organizzato alla scadenza il 24 novembre 2024, il primo turno delle elezioni presidenziali è stato inizialmente convalidato dalla CCR. Successivamente, sulla base dei documenti forniti dal Consiglio Supremo di Difesa del Paese, la stessa Corte ha invocato l’ingerenza di un cosiddetto attore statale e ha deciso di annullare l’intero processo elettorale per l’elezione del presidente. Il ballottaggio, previsto per l’8 dicembre, avrebbe dovuto essere conteso dal nazionalista indipendente Călin Georgescu, accusato di legami o almeno affinità con la Russia putinista, e dalla leader dell’USR, la filoeuropea Elena Lasconi.

    All’estero, dove i seggi per la tornata decisiva erano stati aperti il 6 dicembre, decine di migliaia di romeni avevano già votato quando la CCR ha deciso di invalidare le elezioni. I costi di queste elezioni invalidate ammonterebbero a quasi 1,4 miliardi di lei (l’equivalente di circa 280 milioni di euro), in un paese in cui, notano i commentatori, il Governo ha appena adottato misure severe per limitare la spesa pubblica, provocando veementi proteste sindacali.

    Il 21 dicembre, al presidente in carica Klaus Iohannis sarebbe dovuto scadere il secondo e ultimo mandato quinquennale consentito dalla Costituzione, ma è stato prorogato fino all’elezione di un nuovo capo dello stato, che sia convalidata dalla CCR. Le nuove elezioni presidenziali sono previste per il mese di maggio: il primo turno si terrà il 4 e quello decisivo il 18. Intanto, notano le ricerche sociologiche, la fiducia dei romeni nelle istituzioni interne e nei personaggi che le popolano ha raggiunto i livelli più bassi.

  • Reazioni dopo la rapina nei Paesi Bassi

    Reazioni dopo la rapina nei Paesi Bassi

    Quattro dei reperti più importanti del patrimonio nazionale romeno sono stati rubati dal Museo Drents nella città olandese di Assen. Si tratta dell’elmo d’oro di Coțofenești, riasalente al V-IV secolo a.C., e di tre braccialetti d’oro dacici di Sarmizegetusa Regia della seconda metà del I secolo a.C. I pezzi, di inestimabile valore storico, facevano parte della mostra “Dacia – Regno dell’oro e dell’argento”, inaugurata il 7 luglio 2024 e la cui chiusura era prevista per il 25 gennaio.

    La rapina è avvenuta nella notte tra venerdì e sabato, quando quattro persone hanno utilizzato un ordigno esplosivo per entrare nel museo, hanno rubato solo i reperti romeni e sono fuggite a bordo di un’auto. In seguito, a quanto pare, hanno incendiato l’auto per coprire le tracce. La polizia olandese non esclude che nella rapina siano coinvolti anche dei romeni e sta indagando sulla possibilità che siano fuggiti in Germania. I quattro oggetti rubati fanno parte della collezione del Museo Nazionale di Storia della Romania ed erano i più preziosi della mostra.

    Tutti i reperti esposti erano stati assicurati per 30 milioni di euro prima della spedizione all’estero, in conformità con la legislazione romena e internazionale. Sia lo spazio che le vetrine in cui erano esposti i beni del patrimonio erano protetti e dotati di sistemi di sorveglianza, nonché di sistemi di allarme collegati alla polizia locale.

    A Bucarest, la Procura Generale ha annunciato che su questo caso è stato avviato d’ufficio un procedimento penale e che le indagini saranno svolte dai procuratori della Procura della Corte Suprema e da specialisti dell’Ispettorato Generale della Polizia Romena. Contemporaneamente è stata creata un’unità di crisi al Governo romeno e il primo ministro Marcel Ciolacu ha annunciato che il recupero dell’elmo e dei tre braccialetti dacici è una priorità.

    Da parte sua, il ministro dell’Energia romeno, Sebastian Burduja, ha dichiarato che il furto del tesoro dei Daci è una vergogna internazionale e che bisogna accertare se questo furto sia stato orchestrato per manipolare il filone nazionalista alla vigilia delle elezioni presidenziali che si terranno in Romania a maggio.

    L’organismo di controllo del premier sta verificando presso il Ministero della Cultura i documenti che hanno costituito la base per l’invio di oggetti dal tesoro nazionale a questa mostra, mentre il ministro Natalia Intotero incontrerà la famiglia reale e il primo ministro dei Paesi Bassi, Dick Schoof.

    Inoltre, il ministro degli Interni, Cătălin Predoiu, ha annunciato che una squadra di ufficiali della polizia scientifica romena si unirà urgentemente ai colleghi olandesi per sostenere le indagini e che le autorità romene mantengono contatti permanenti con quelle olandesi ed europee. Il presidente romeno Klaus Iohannis ha scambiato messaggi con il primo ministro Dick Schoof, il quale ha assicurato che le autorità olandesi stanno attuando tutte le misure necessarie per identificare i colpevoli e recuperare il tesoro.

  • Piani di ristrutturazione e proteste

    Piani di ristrutturazione e proteste

    Un deficit enorme e una Commissione Europea intransigente che chiede costantemente alla Romania di adottare misure per ridurlo determinano il Governo di coalizione PSD-PNL-UDMR risultato dalle elezioni politiche svoltesi meno di due mesi fa, a prendere decisioni molto impopolari. Dopo che, all’inizio del 2025, molti dipendenti del settore pubblico hanno visto qualsiasi indicizzazione o aumento di stipendio congelato da un’ordinanza governativa, e le pensioni non sono state più indicizzate in rapporto al tasso di inflazione, come promesso, in questi giorni è giunta la notizia della riorganizzazione delle istituzioni pubbliche centrali e delle aziende statali.

    Mercoledì, i vertici del Parlamento hanno annunciato che il numero dei dipendenti pubblici sarà ridotto di circa 400, il che ha scatenato una protesta spontanea dei dipendenti nei corridoi dell’istituzione. Il liberale Ilie Bolojan ha dichiarato che al Senato, da lui presieduto, saranno tagliati circa 180 posti di funzionari sul totale di quasi 800, ma che verranno ridotti anche il parco auto e le quote di carburante.

    “Da 796 posti totali, ne avremo circa 618. I colleghi che se ne andranno non saranno licenziati da nessuno. Ovunque dove il numero di impiegati esecutivi sarà inferiore a quello attuale, secondo la legge, saranno organizzati dei concorsi. Vi garantisco che non ci sarà alcuna influenza politica”, ha dichiarato Ilie Bolojan.

    Anche alla Camera dei Deputati saranno tagliati oltre 200 posti su un totale di circa 1.100, ha precisato il presidente socialdemocratico della Camera, Ciprian Şerban. Dall’opposizione, l’USR ha chiesto ai leader della coalizione di governo di presentare pubblicamente tutte le misure per ridurre la spesa pubblica, nonché i criteri di selezione del personale, “per garantire che le persone che restano siano competenti, non solo “connessioni” di partito”.

    Diverse federazioni sindacali hanno manifestato il loro sostegno a quei dipendenti del Parlamento che rischiano di perdere il lavoro. La Federazione Nazionale dei Sindacati dell’Amministrazione ritiene abusivo e opaco il metodo con cui vengono adottate e comunicate le misure di ristrutturazione, mentre i dirigenti del Sindacato dei Funzionari Pubblici Parlamentari e del Sindacato del Personale Contrattuale sostengono che la riorganizzazione manca di equità.

    Anche tra la popolazione le opinioni sulle misure del Governo sono divise. Mentre alcuni sono d’accordo, altri le contestano, ribadendo che la riduzione del numero di posti nel Parlamento dovrebbe cominciare dai senatori e dai deputati stessi, sulla base di un referendum consultivo del 2009 sul passaggio a un legislativo unicamerale con 300 seggi. Negli ultimi quattro anni, il numero dei dipendenti nel settore pubblico sarebbe aumentato di 56.000, affermano coloro che sostengono l’azione del governo. Invece, altri ricordano che tra i pubblici dipendenti si annoverano quelli dell’Istruzione, della Sanità, dell’Esercito o della Polizia, settori nei quali da anni si parla di carenza di personale.

  • Sforzi per ridurre il deficit di bilancio

    Sforzi per ridurre il deficit di bilancio

    Il Consiglio dei ministri delle Finanze europei ha approvato a Bruxelles i piani di riduzione del deficit di bilancio di otto stati comunitari, tra cui anche la Romania. Il ministro delle Finanze romeno, Tánczos Barna, afferma che la riduzione del deficit in un arco di sette anni anziché quattro porterà molti vantaggi al paese. Innanzitutto, consentirà all’economia romena di mantenere un livello elevato di investimenti pubblici, e, sotto questo profilo, la Romania si colloca bene tra gli stati dell’Unione. È allo stesso tempo una premessa per evitare squilibri e per una crescita economica sostenibile. Oltre alla Romania, altri quattro stati membri – Spagna, Italia e Finlandia – hanno chiesto l’estensione del periodo di aggiustamento.

    Il Commissario europeo per l’Economia, il lettone Valdis Dombrolskis, ha spiegato che le prime analisi saranno pubblicate in primavera. A margine del Consiglio, il commissario ha avuto un incontro separato con il ministro delle Finanze romeno per discutere i dettagli del piano. Tánczos Barna afferma che, nel corso di sette anni, la Romania riceverà sostegno finanziario e tecnico per ripristinare l’equilibrio macroeconomico. I parametri indicati dalla Commissione Europea puntano, nel complesso, a tenere sotto controllo la spesa pubblica e a favorire la crescita economica attraverso gli investimenti.

    Il piano fiscale di bilancio della Romania mira a stabilizzare il debito pubblico e a ridurre il disavanzo al di sotto del 3% del PIL nel periodo 2025-2031. La Romania continuerà a svilupparsi, proteggendo gli investimenti essenziali e garantendo la stabilità finanziaria a lungo termine, afferma, a sua volta, il ministro degli Investimenti e dei Progetti Europei, Marcel Boloş, in un post su Facebook.

    A suo parere, la decisione della Commissione Europea di approvare il piano di riduzione del deficit di bilancio della Romania consentirà al Governo di evitare la pressione di un aggiustamento accelerato o l’adozione di misure drastiche per ridurre il disavanzo. Massicci tagli alla spesa, blocco degli investimenti in ospedali e strade, ingenti aumenti delle tasse: queste sarebbero state le conseguenze di un duro aggiustamento imposto dalla Commissione Europea, sottolinea Marcel Boloş.

    D’altro canto, spiega il ministro, questo piano mantiene la credibilità internazionale, in un contesto in cui l’inosservanza degli impegni fiscali avrebbe comportato un calo del rating del Paese, il che avrebbe reso i prestiti più costosi e più difficili da ottenere. Le decisioni dimostrano che le economie europee hanno attualmente bisogno di tempo per raggiungere un consolidamento fiscale sostenibile, senza sacrificare lo sviluppo. Senza questo piano, la Romania avrebbe rischiato di perdere ciò che si sta costruendo ora per le generazioni future, ha sottolineato Marcel Boloş.

    Il 2024 è stato un anno difficile per la Romania, con elezioni amministrative, europee, presidenziali e politiche. Allo stesso tempo, è stato un anno in cui sono state ricalcolate le pensioni, sono aumentati gli stipendi in diversi settori e sono stati sostenuti gli investimenti con importi senza precedenti. La Romania ha chiuso il 2024 con un deficit di bilancio pari all’8,6% del PIL.

  • Inizio del nuovo mandato di Donald Trump

    Inizio del nuovo mandato di Donald Trump

    Nessuno al mondo è rimasto indifferente al ritorno del repubblicano Donald Trump al ruolo che tanto ama e che gli è mancato per quattro anni: presidente degli Stati Uniti e, implicitamente, l’uomo più forte del pianeta. Non fa eccezione la classe politica di Bucarest, che ha inviato messaggi di congratulazioni a Donald Trump, in occasione del suo ritorno alla Casa Bianca.

    Secondo il presidente in carica, Klaus Iohannis, la Romania, stretto partner strategico degli Stati Uniti, augura al leader americano molto successo in questo importante nuovo mandato. Abbiamo bisogno di un legame transatlantico forte e vibrante, a beneficio della nostra sicurezza e prosperità comune, ha scritto Iohannis sulla piattaforma X.

    Anche il numero due nello stato romeno, secondo l’architettura costituzionale, il presidente liberale del Senato, Ilie Bolojan, ha augurato al presidente Trump successo nel suo nuovo mandato e ha espresso la convinzione che l’amicizia tra i due paesi sarà rafforzata.

    “Il suo ritorno alla Casa Bianca è un momento storico, che avrà echi positivi anche per quanto riguarda la Romania, sia dal punto di vista della sicurezza che di importanti investimenti”, afferma a sua volta il premier socialdemocratico Marcel Ciolacu.

    Dall’opposizione, la leader dell’USR, Elena Lasconi, afferma che inizia un nuovo capitolo nella storia degli Stati Uniti e che l’America rappresenta per la Romania un punto di appoggio in termini di sicurezza nazionale.

    Oltre ai messaggi unanimemente festosi dei politici romeni, la stampa di Bucarest nota che l’unico leader di partito locale invitato alle cerimonie di Washington è stato George Simion, il presidente dell’AUR (l’opposizione nazionalista). Si è recato oltreoceano in veste di vicepresidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), una famiglia politica legata ai repubblicani americani da affinità ideologiche.

    I commentatori dicono la Romania non avrebbe motivo di preoccuparsi della nuova era Donald Trump, perché i due paesi sono alleati nella NATO e hanno un partenariato strategico bilaterale che possono sviluppare. Gli analisti ricordano inoltre che, durante il primo mandato di Trump, la Romania è stata tra i primi paesi alleati ad allinearsi alla richiesta del leader della Casa Bianca di aumentare la spesa per la difesa al 2,5% del PIL.

    Un vantaggio in più è che gli acquisti militari della Romania provengono prevalentemente dagli Stati Uniti. Inoltre, Bucarest ha firmato un accordo di prestito da 920 milioni di dollari per modernizzare le sue capacità militari, e una parte di questo denaro andrà alle fabbriche di armi di Romania, che diventerà l’unico produttore in Europa di munizioni per i carri armati Abrams.

  • Reazioni dopo la liberazione dei tre ostaggi da Gaza

    Reazioni dopo la liberazione dei tre ostaggi da Gaza

    Tre donne israeliane, tenute finora in ostaggio, sono state rilasciate domenica dal movimento islamico palestinese Hamas, più di 15 mesi dopo il loro rapimento durante l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, che ha portato allo scoppio della guerra nella Striscia di Gaza. A sua volta, Israele ha liberato 90 prigionieri palestinesi, adolescenti e donne. Si è trattato del primo scambio di prigionieri dopo l’accordo di cessate il fuoco.

    Il corrispondente di Radio Romania in Israele ricorda che Romi Gonen, Doron Steinbrecher ed Emily Damari, di età comprese tra 24 e 31 anni, sono state rilasciate dopo 471 giorni di prigionia, spiegando che, dopo un primo esame medico, le tre donne sono state trasferite in un ospedale nel centro del Paese, dove rimarranno per diversi giorni per accertamenti completi. A quanto pare, sono tornate nel Paese in buona salute.

    Doron Steinbrecher, assistente veterinaria, ha anche la cittadinanza romena. La ballerina Romi Gonen ha origini romene, come centinaia di migliaia di israeliani. Attraverso il suo Ministero degli Affari Esteri, la Romania ha accolto con grande soddisfazione la liberazione dei primi ostaggi israeliani, dopo 15 mesi di prigionia. La diplomazia di Bucarest ringrazia, in un comunicato, per l’eccellente e permanente cooperazione, anche al massimo livello, di tutte le istituzioni nazionali coinvolte.

    “La liberazione dei primi ostaggi dopo la firma dell’accordo è un momento di gioia e di sollievo per le famiglie. La piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco è necessaria per garantire il ritorno in sicurezza di coloro che sono ancora detenuti e per porre fine alle sofferenze delle loro famiglie e dei loro cari, nonché della popolazione civile di Gaza. Allo stesso tempo, l’attuazione dell’accordo apre la prospettiva di una pace duratura, in grado di garantire la sicurezza della regione, nonché la ricostruzione e l’assistenza umanitaria a Gaza”, sottolinea il MAE nel comunicato.

    La Romania accoglie con soddisfazione anche i notevoli sforzi compiuti dagli Stati Uniti, dall’Egitto e dal Qatar nella mediazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. L’accordo prevede che, in una prima fase, siano rilasciati complessivamente 33 ostaggi e oltre mille prigionieri palestinesi. Aumenterebbe anche il volume degli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza, dove, dall’inizio dell’intervento militare israeliano, sono state uccise quasi 47.000 persone.

    In una seconda fase, Hamas dovrebbe rilasciare anche gli ultimi 65 ostaggi e lo Stato ebraico dovrebbe ritirare le sue truppe dall’enclave. L’ambasciatore di Romania in Israele, Radu Ioanid, citato dai media a Bucarest, invita a un moderato ottimismo, perché la situazione in Medio Oriente è molto fluida e “ciò che oggi è grigio, domani sarà rosa e il dopodomani sarà nero”.

  • Nuove regole per la campagna elettorale

    Nuove regole per la campagna elettorale

    Il Governo romeno ha stabilito, tramite ordinanza d’urgenza, che le elezioni presidenziali si terranno a maggio, con il primo turno il 4 e il round decisivo il 18. Le elezioni presidenziali avrebbero dovuto por fine alla maratona elettorale dello scorso anno, ma la Corte Costituzionale le ha annullate, poco prima del ballottaggio dell’8 dicembre, con la motivazione che l’intero processo elettorale fosse stato viziato e dirottato, con il coinvolgimento di un attore statale esterno, a favore del vincitore del primo turno, l’estremista filorusso Călin Georgescu.

    L’Esecutivo ha elaborato nuove regole, relative al voto all’estero, ma anche allo svolgimento della campagna elettorale. I romeni all’estero potranno votare nell’arco di tre giorni, come in precedenza, ma in fasce orarie modificate. Pertanto, venerdì e sabato, le votazioni oltre confine si svolgeranno dalle 7:00 alle 21:00 ora locale, ma domenica, quando si vota anche nel paese, le urne chiuderanno alle 21:00 ora romena.

    Questa misura è stata adottata su proposta dell’Autorità Elettorale Permanente, al fine di non lasciare più quella fascia di tempo in cui il voto può essere influenzato quando i seggi in Romania sono ormai chiusi, ma rimangono aperti all’estero, ad ovest della Romania, sui fusi orari afferenti. Se ci sono ancora persone che vogliono votare negli stati situati a ovest, lo potranno fare fino a mezzanotte, ora romena.

    L’ordinanza stabilisce diversi obblighi per la pubblicazione e la distribuzione online dei materiali della campagna elettorale. Devono contenere chiari elementi identificativi come pubblicità politica, tra cui chi li paga o se vengono utilizzate tecniche per raggiungere un pubblico target. L’inosservanza delle nuove norme è punibile con una multa fino a 50.000 lei, l’equivalente di 10.000 euro, e nel caso delle grandi piattaforme online, la multa può raggiungere il 5% del fatturato, se il materiale pubblicitario in questione è non rimosso entro cinque ore dalla notifica dell’Autorità Elettorale Permanente.

    Secondo l’Esecutivo, è in atto un meccanismo di controllo dei materiali che saranno pubblicati sui social network e le notifiche e le denunce riguardanti possibili violazioni delle norme dovranno essere inoltrate all’Ufficio Elettorale Centrale. Le nuove regole sono volte a prevenire quanto accaduto prima del primo turno, quando il candidato Georgescu, autodichiarato indipendente, è stato promosso in modo massiccio e sproporzionato rispetto agli altri su TikTok.

    Tuttavia, diverse importanti organizzazioni non governative hanno criticato queste nuove disposizioni, che secondo loro sono state introdotte senza un previo dibattito pubblico e potrebbero incidere su diritti fondamentali dei cittadini, rappresentando una minaccia per la libertà di espressione. Secondo le ong, l’atto normativo rischia di limitare le opinioni politiche e i dibattiti legittimi. La leader dell’USR, Elena Lasconi, che si era qualificata per il turno decisivo insieme a Georgescu, ha criticato il cambiamento del programma di voto oltre confine, poiché costituirebbe una discriminazione e una grave violazione del diritto di voto dei romeni all’estero.

  • Finanziaria 2025 senza nuove tasse

    Finanziaria 2025 senza nuove tasse

    In ritardo a causa della formazione del governo, l’approvazione della Finanziaria per il corrente anno è la priorità numero uno. E non una Finanziaria qualsiasi, ma una costruita con cautela, senza spesa eccessiva che ha caratterizzato il precedente e che ha generato un deficit preoccupante, salito al 9% del PIL. Nel loro incontro dedicato al budget, il premier Marcel Ciolacu e il ministro delle Finanze, Tánczos Barna, hanno concluso che la Romania non può più permettersi di aumentare la spesa per beni e servizi.

    L’obiettivo del deficit del 7% di quest’anno, assunto nei colloqui con la Commissione Europea, non può essere raggiunto, d’altro canto, senza congelare i fondi salariali e pensionistici e senza esercitare un’ulteriore pressione sull’Agenzia delle entrate affinché migliori la riscossione dell’IVA. Tuttavia, nel caso delle pensioni basse e medie, il Governo cercherà delle soluzioni per un aumento, promette Marcel Ciolacu. Tánczos Barna si è pronunciato per un rigoroso controllo delle spese, affinché la Romania rispetti gli impegni presi con i partner europei, e ha insistito sul fatto che, per quanto riguarda le entrate, dovrebbero essere incluse solo quelle realizzabili.

    “Il piano fiscale di bilancio strutturale a medio termine assunto dalla Romania prevede il 7% quest’anno e una progressiva riduzione del deficit di bilancio fino al 3% nei prossimi sette anni. E questo impegno non va rispettato solo ora: quello che costruiamo oggi, quello che costruiamo per il 2025 deve avere un impatto anche per gli anni a venire, per non ridurre gli importi stanziati agli investimenti, bensì aumentarli costantemente. D’altra parte, non dobbiamo esagerare sul versante dei redditi irraggiungibili, e non dobbiamo finire nella situazione in cui la differenza sia coperta dai prestiti”, ha dichiarato Tánczos Barna.

    In mezzo agli scenari che circolano nei media secondo cui le autorità aumenteranno alcune tasse, il premier e il ministro delle Finanze hanno assicurato che l’Imposta sul Valore Aggiunto rimarrà invariata.

    “Non aumenteremo l’IVA. Perché non aumentiamo l’IVA? Rappresento un partito socialdemocratico. Innanzitutto, lo sforzo verrebbe trasferito ugualmente a tutti i romeni, indipendentemente dal reddito, il che comporterebbe una diminuzione del potere d’acquisto. Io non lo faccio e sono molto contento che anche il ministro dica la stessa cosa. In questo momento, i consumi diminuiranno e automaticamente, vedrete, raggiungeremo una diminuzione dell’inflazione”, ha detto Marcel Ciolacu.

    L’ordinanza adottata dal nuovo governo PSD – PNL – UDMR a fine anno prevede la riduzione della spesa pubblica, l’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali nei settori dell’informatica, dell’edilizia e dell’industria agroalimentare, nonché la riorganizzazione e l’accorpamento delle agenzie del Segretariato Generale del Governo. Un approccio simile interesserà anche l’apparato operativo dell’Esecutivo stesso, poiché la Romania ha bisogno di una riforma strutturale, ha aggiunto Marcel Ciolacu.

  • Giornata della Cultura Nazionale 2025

    Giornata della Cultura Nazionale 2025

    Dal 2011, la Romania celebra ogni anno la Giornata della Cultura Nazionale, che segna la data di nascita del sommo poeta Mihai Eminescu. Una giornata dedicata alla cultura, all’arte e all’impegno accademico romeno, che mette in risalto il ruolo di Mihai Eminescu nel modellare l’identità culturale nazionale, attraverso i suoi contributi alla letteratura, al giornalismo, alla filosofia e al teatro. Nel 2025, ricorre il 175° anniversario della nascita di colui che viene considerato il più grande poeta romeno. La Giornata della Cultura Nazionale, nata su iniziativa dell’ex presidente dell’Accademia Romena, Eugen Simion, è stata istituita da una legge votata dal Parlamento nel 2010.

    Il direttore della Biblioteca Nazionale della Romania, Adrian Cioroianu, ritiene che questa giornata debba essere celebrata in tutti i giorni dell’anno e non solo il 15 gennaio. “A mio parere, istituire una Giornata della Cultura Nazionale è un’ottima idea, nel contesto in cui la cultura rimane, credo, l’elemento principale dell’identità in ogni società, compresa quella romena”, ha sottolineato Adrian Cioroianu. Il direttore della Biblioteca Nazionale ha aggiunto che la semplice istituzione di una Giornata della Cultura Nazionale tiene impegnati i responsabili del campo culturale e che, in tutto il paese, si svolgono eventi, molti dei quali riscuotono grande successo, diventando anche un esempio di buone pratiche.

    Giunta ormai alla sua 15/a edizione, la Giornata della Cultura Nazionale viene celebrata nel paese e nelle comunià romene all’estero. A Bucarest e in tutta la Romania sono in programma numerosi eventi: conferenze, dibattiti, concerti e mostre, e l’ingresso in molti musei è libero. Tra gli eventi organizzati nella Capitale ci sono presentazioni di libri, mostre fotografiche, laboratori creativi, dibattiti e spettacoli. La Biblioteca Centrale Universitaria “Carol I” ha programmato una “Serata Eminescu” che ha come protagonisti il soprano Arlinda Morava, l’attore Claudiu Bleonţ e la pianista Adriana Alexandru.

    In occasione della Giornata della Cultura Nazionale, che quest’anno ha come tema centrale la facilitazione dell’accesso alla cultura per il grande pubblico, le reti di Radio Romania mandano in onda delle trasmissioni speciali, con letture, concerti e opere teatrali.

    A novembre 2024, l’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Formazione Culturale ha lanciato il “Barometro del consumo culturale 2023. Comunità di consumo nel contesto dei cambiamenti sociali”. Lo studio indica che la frequenza delle visite ai siti di rilevanza culturale è salita in modo accelerato. Pertanto, il 67% degli intervistati ha visitato monumenti storici e siti archeologici almeno una volta nel 2023, rispetto al 59% nel 2022, mentre il 45% ha visitato un museo, una mostra o una galleria d’arte almeno una volta nel 2023, rispetto al 30% nel 2022.

  • Redditi e spese delle famiglie in Romania

    Redditi e spese delle famiglie in Romania

    Nel terzo trimestre del 2024, un nucleo familiare in Romania ha registrato un reddito mensile medio totale di 8.255 lei, l’equivalente di circa 1.650 euro, in aumento dello 0,5% per nucleo familiare rispetto al secondo trimestre dello stesso anno. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il reddito medio mensile calcolato per una persona era di circa 3.300 lei, dello 0,7% in più. Rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, il reddito medio mensile complessivo di una famiglia e quello di una singola persona sono aumentati di poco più del 13%. Degli 8.255 lei guadagnati da una famiglia nel terzo trimestre dello scorso anno, la maggior parte è stata spesa. In aumento del 9% rispetto all’anno precedente, la spesa media mensile complessiva ha rappresentato l’85% del reddito.

    Nell’ultimo anno è stata osservata una crescita del potere d’acquisto della popolazione, afferma l’analista finanziario Adrian Codirlaşu, spiegando anche perché l’inflazione è percepita come più alta di quanto mostrino le statistiche. ʺVediamo un aumento della spesa superiore all’inflazione. È vero, c’è anche una componente di volume: con l’aumento del reddito, è stata acquistata una quantità maggiore e sarebbe ideale poter separare la parte di volume da quella di aumento del prezzo. Ma è possibile che certi elementi che rientrano nelle spese non siano compresi nell’inflazione, ed è per questo che l’inflazione in realtà viene sentita molto più fortemente di quanto non sia in realtà. In linea di principio, i pesi sono rimasti relativamente simili a quanto accaduto nel periodo precedente”, ha spiegato l’analista.

    La fonte di reddito più importante per i romeni sono stati gli stipendi e gli altri diritti salariali, seguiti da pensioni, sussidi, indennità di disoccupazione o assistenza sociale. In una famiglia urbana, il reddito mensile totale medio è stato 1,3 volte superiore rispetto alle aree rurali e, calcolato per una singola persona, 1,5 volte superiore. Le principali destinazioni delle spese fatte nel terzo trimestre dello scorso anno sono state per il consumo di prodotti agroalimentari, bevande analcoliche e generi non alimentari, per il pagamento di bollette, imposte, contributi, tasse, ma anche per l’acquisto di abbigliamento e calzature. In Romania, la spesa media mensile delle famiglie più bassa è stata quella per l’istruzione. “L’85% delle entrate va in tasse e spese”, nota la stampa a Bucarest, concludendo che “i romeni hanno redditi più alti, ma spendono quasi tutto”.

  • Proteste e preparativi per le elezioni presidenziali

    Proteste e preparativi per le elezioni presidenziali

    La settimana scorsa, la coalizione governativa PSD-PNL-UDMR ha stabilito che le elezioni presidenziali si terranno il 4 e il 18 maggio. L’Esecutivo di Bucarest sta ora preparando i documenti necessari per ufficializzare queste date. Il primo ministro socialdemocratico Marcel Ciolacu spiegava che, naturalmente, esiste un’enorme attesa pubblica in merito alle date delle elezioni presidenziali. La piazza, tuttavia, invia un messaggio molto più radicale: la Corte Costituzionale ha annullato ingiustificatamente il secondo turno delle presidenziali e ora dovrebbe rivedere la decisione presa il 6 dicembre.

    Una richiesta di revisione è stata presentata venerdì dagli avvocati del candidato indipendente Călin Georgescu, l’estremista filorusso che ha vinto inaspettatamente il primo turno delle elezioni presidenziali, svoltesi il 24 novembre. Il momento in cui la richiesta è stata registrata presso la CCR è stato accompagnato dalla protesta non autorizzata di migliaia di sostenitori di Georgescu. Domenica, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni, il partito-ammiraglio della triade sovranista nel Parlamento, ha organizzato una grande protesta legale a Bucarest, dove decine di migliaia di persone provenienti da tutto il paese hanno chiesto che si ripeta il secondo turno delle elezioni presidenziali e che il presidente Klaus Iohannis lasci l’incarico.

    Il “Comizio per la democrazia”, ​​come è stato chiamato, ha previsto una marcia tra i palazzi del Governo e della Presidenza. “In una Romania normale, alla fine della giornata di oggi, l’inquilino illegittimo di Cotroceni, Klaus Werner Iohannis, annuncerà le sue dimissioni e noi rientreremo nel quadro istituzionale, per rispettare la volontà del popolo romeno”, ha dichiarato il leader dell’AUR, George Simion, annunciando che le proteste continueranno finché non saranno soddisfatte tutte le richieste di questa manifestazione e che il 24 gennaio, Giorno dell’Unione dei Principati, decine di migliaia di persone scenderanno in piazza.

    La presidente dell’USR, Elena Lasconi, che si era qualificata per la finale presidenziale insieme a Georgescu, ha detto di comprendere i romeni che sono scesi in piazza per protestare per (citiamo) “dirla chiaro e tondo alla CCR che ha usato il suo potere discrezionalmente”, ma crede che la soluzione non si troverà né per strada né sui social media. A suo avviso, il gesto di normalità sarebbe che Klaus Iohannis si ritirasse e lasciasse il presidente del Senato ad assumere la massima carica ad interim.

    La CCR ha annullato le elezioni presidenziali svoltesi a novembre e dicembre 2024, dopo che il Consiglio Supremo di Difesa ha pubblicato un rapporto che faceva riferimento a interferenze straniere nel processo elettorale a favore di Georgescu e a presunti finanziamenti illegali della sua campagna. I fatti incriminati nel rapporto, su cui si basa la decisione senza precedenti della Corte Costituzionale, non sono stati ancora confermati dalle indagini giudiziarie, il che solleva un grande punto interrogativo sull’equità della decisione della Consulta. Di conseguenza, Klaus Iohannis continua a occupare la poltrona presidenziale, nonostante il suo secondo e ultimo mandato a cui aveva diritto sia scaduto il 21 dicembre.

  • Ridurre il deficit di bilancio

    Ridurre il deficit di bilancio

    Secondo i dati del Ministero delle Finanze, la Romania chiude il 2024 con un deficit dell’8,6%. Gli esperti sottolineano che si tratta di una cifra enorme, tra le più alte nell’UE. La crescita economica non è solida, poiché si basa su grandi squilibri, sia interni che esterni, e il Governo deve cercare di tenere la spesa sotto stretto controllo, spiegano gli esperti. Il deficit deve diminuire quest’anno, il che rappresenta una vera sfida, precisa anche il ministro delle Finanze, Tánczos Barna, spiegando che l’obiettivo per il 2025 è la moderazione nella gestione del denaro pubblico, dato che il 2024 è stato un anno difficile per la Romania, sotto tutti i punti di vista.

    “È stato un anno elettorale con molte elezioni, è stato un anno in cui sono state ricalcolate le pensioni, sono aumentati gli stipendi in diversi settori e sono stati sostenuti gli investimenti con importi senza precedenti. E penso che questo sia l’elemento più importante del bilancio 2024, anche se l’anno si è concluso con un deficit dell’8,6%. L’anno 2025 significherà un deficit del 7% e, in effetti, è una sfida, nelle condizioni in cui vogliamo mantenere gli importi stanziati agli investimenti, pagare gli stipendi e le pensioni al livello di novembre 2024. Dobbiamo sostenere il sistema educativo, il sistema sanitario, tutte le istituzioni pubbliche, per rientrare in questo deficit, ma allo stesso tempo deve essere anche l’anno in cui iniziamo a creare quello stato snello, che non riscuote tasse per diventare obesi, assumere ancora più persone e fornire gli stessi servizi con un numero maggiore di dipendenti, a costi molto, molto alti”, ha detto Tánczos Barna.

    Il ministro ha ricordato che, nel 2024, la Romania ha concluso un impegno di 7 anni con la Commissione Europea e alla fine del periodo dovrà raggiungere un deficit del 3%, aggiungendo che, nell’elaborazione della Finanziaria per il 2025, le autorità non stanno prendendo in considerazione l’aumento dell’IVA o alcuna modifica alle imposte salariali. Tánczos Barna ha spiegato che la bozza della Finanziaria sarà presentata alla coalizione governativa entro il 27 gennaio, per essere adottata dal Parlamento nella prima settimana di febbraio.

    Il Governo presieduto dal socialdemocratico Marcel Ciolacu ha recentemente approvato un’ordinanza d’urgenza riguardante alcune misure fiscali e di bilancio nel campo della spesa pubblica, per stabilire le coordinate del bilancio generale per il 2025. Le misure hanno suscitato l’insoddisfazione nel settore privato, che lamenta l’imprevedibilità legislativa e la modifica delle leggi fiscali da un giorno all’altro.

    Da parte loro, i sindacati avvertono che nel prossimo periodo seguiranno proteste e hanno chiesto al Difensore Civico di contestare presso la Corte Costituzionale l’articolo che prevede il congelamento dell’indicizzazione delle pensioni. Entrata in vigore dal 1° gennaio, l’ordinanza prevede anche il congelamento degli stipendi, l’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali e la limitazione di determinati benefici.