Author: Adina Vasile

  • Natale in Romania

    Natale in Romania

    Il Natale rappresenta il momento centrale del mese di dicembre, in prossimità del quale si svolgono riti importanti nella tradizione romena. Alla vigilia di Natale, in Romania risuonano canti natalizi, usanza osservata soprattutto dai i bambini, che vanno in giro per le case, per annunciare la nascita di Gesù Bambino, essendo ripagati con ciambelle, mele, noci e dolcini. Il Santo Natale porta tante usanze popolari e tante prelibatezze. Una delle province romene che custodiscono ancora le antiche tradizioni, soprattutto nelle aree rurali, è il Maramures, nel nord della Romania, custode di antiche e ancora molto vive tradizioni. A Natale, in Maramures si indossa il costume popolare tipico, ricco di ricami colorati, con motivi floreali e a rombi, con i colori tipici, rosso, nero e verde. In Maramures, i giovani girano ancoroggi per le case in costumi popolari tradizionali cantando canti natalizi, che parlano di Gesù Bambino, ma anche della bellezza delle case e delle masserie dovuta alla laboriosità dei contadini, e che fanno auguri di salute e prosperità.I paesini, le chiese e i monasteri, nonchè i musei del Maramures, ospitano, dal 17 al 28 dicembre, levento già tradizionale “Natale in Maramures”, che riporta alla ribalta le usanze natalizie romene. Al Museo della Civiltà Contadina del capoluogo di provincia Baia Mare, ad esempio, le viuzze e le case contadine esposte nel Museo della Civiltà Contadina vengono animate da massaie che prepareranno piatti tipici di Natale, da artigiani popolari e gruppi di giovani che cantano canti natalizi. Le quattro zone etnografiche della provincia, le contrade Maramures, Lapus, Chioarului e Codrului, sono illustrate allevento Natale in Maramures” con le proprie tradizioni e i propri prodotti gastronomici e con il loro artigianato, conditi con spettacoli di danze rituali e maschere popolari, di cui il museo custodisce una bella collezione. Nella chiesa ospitata dal Museo della Civiltà Contadina, portata nel 1939 da un villaggio del Maramures, si può assistere anche alla messa di Natale.




    Per la Festa della Natività i romeni cominciano a prepararsi già con linizio della Quaresima della Natività. Partecipano alle messe religiose, si confessano in chiesa, puliscono la casa e la masseria in un rito di purificazione. Durante il periodo del digiuno di Natale, i giovani cominiciano a imparare i canti natalizi. I primi ad annunciare la Natività attraverso questi canti, dopo aver ricevuto la benedizione in chiesa, sono i piccoli, la sera della vigilia, seguiti dai giovani. In Maramures, il giorno di Natale, in chiesa si canta per tradizione il Viflaim, che parla di avvenimenti pieni di mistero, risalenti al momento della nascita di Cristo. Dopo la messa, le ragazze e i ragazzi partecipano alla tradizionale carola del villaggio.



    Le prelibatezze natalizie tipiche romene sono a base di carne suina. Piatto principe del pranzo di Natale sono gli involtini di carne trita, in foglie di verza in salamoia, seguiti dallarrosto di maiale, dalle salsicce, con sottaceti come contorno. Il dolce tipico è il panettone alle noci, fatto in casa. Gli ospiti sono accolti, per tradizione, in Maramures con laperitivo di benvenuto, la grappa di prugne o mele, chiamata da queste parti horinca.



    Con un festival dedidcato alle tradizioni natalizie tipiche vi aspetta, in questo periodo anche la Bucovina, regione storica nel nord-est della Romania, confinante con il Maramures. Fiore allocchiello dellofferta turistica della Buvocina sono i monasteri della provincia di Suceava, con le loro chiese ad affreschi esterni, inclusi nella lista del Patrimonio dellUmanità Unesco. Levento “Natale in Bucovina” offre unimmersione nellatmosfera tipica delle feste natalizie romene in decine di città e paesini. Come ogni anno, i monasteri Sucevita, Moldovita, Voronet e Putna ospitano a Natale dei bellissimi concerti natalizi. Tra Natale e Capodanno, nelle strade dei paesini della Provincia di Suceava si svolge il Festival delle usanze e tradizioni invernali. Tra le usanze tipiche le tradizionali “danze” dellorso, della capra o del cavallo, lusanza delle maschere popolari romene che simboleggiano la successione delle stagioni o la fertilità della terra nel nuovo anno, e pittoreschi cortei di personaggi popolari. I mercatini natalizi, ci vi invitano alla scoperta delle specialità gastronomiche e dellartigianato tipico, tra costumi popolari, tappetti tessuti a mano, maschere popolari, ceramiche, ricami e intrecciature di paglia, restano aperti fino al 31 dicembre.


  • La tecnica tradizionale delle “scoarţe” nel Patrimonio Mondiale Immateriale dell’Umanità

    La tecnica tradizionale delle “scoarţe” nel Patrimonio Mondiale Immateriale dell’Umanità

    Lo scorso 1 dicembre, in coincidenza con la Festa Nazionale della Romania, la tecnica tradizionale degli arazzi tessuti al telaio, chiamati scoarţe, tipica della Romania e della confinante Moldova (repubblica ex sovietica, a maggioranza romenofona) è stata introdotta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUmanità dellUnesco. Questi arazzi, fatti nelle comunità di artigiani e ritenuti attualmente opere darte, sono adoperati per decorare le pareti interne delle case, ma anche durante certe cerimonie, come quelle funebri, o come parte del baule della dote. Le scoarţe tipiche romene sono contraddistinte dalla varietà e vivacità dei colori e dalla presenza di motivi geometrici, vegetali, figurali (animali e persone, spesso donne che ballano il girotondo) e di motivi simbolici, come lalbero della vita.



    Il 17 ottobre del 2003, la Conferenza Generale Unesco approvava la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, per la tutela della cultura tradizionale e del folclore del nostro Pianeta. Con questa convenzione lUnesco si prefiggeva di salvaguardare tradizioni, saperi, espressioni linguistiche e artistiche che si manifestano nel teatro e nella musica, celebrazioni religiose e riti, tecniche tradizionali di artigianato e arti varie, tramandate di generazione. Con linclusione delle scoarţe nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUnesco, salgono ormai a cinque i beni immateriali romeni patrimonio dellUmanità. La Romania vanta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dellUmanità anche il rito del “Căluş”, incluso nel 2005, il canto nostalgico fondamentale del folclore romeno “doină”, incluso nel 2009, la ceramica di Horezu, inclusa nel 2012, e lusanza natalizia dei gruppi di giovani auguratori, inclusa nel 2013.



    Il “Căluş” è una danza popolare rituale caratterizzata da forza, agilità e ritmo, tipica soprattutto per le regioni Oltenia e Moldavia, ballata dai giovani nella settimana della Pentecoste attorno al frutto del nocciolo chiamato “căluş”. Il Căluş è eseguito da gruppi di ragazzi chiamati Căluşari secondo una gerarchia. Nel gruppo di Căluşari troviamo un Capo, un aiutante del Capo, il Muto, il Portabandiera e via dicendo. I ragazzi danzano, fino allesaurimento fisico, con salti ritmici, fasciati di nastri rossi e con fazzoletti ricamati alla vita e indossando cappellini con perline e nastri variopinti e ciocie con speroni di metallo tintinnanti. Nel passato si credeva che questa danza avesse poteri protettivi sulla gente, ma anche sul bestiame e sul raccolto, proteggendo dalle malattie e cacciando via gli spiriti maligni, ma anche che restituisse la fertilità alla terra. Il rito magico del Căluş veniva compiuto tra lalba e il tramonto, affinchè i căluşari fossero protetti dalla luce del sole che si credeva mantenesse lontane le “Iele” (ossia le fate maligne).



    Dal canto suo, la doinaè una canzone tradizionale romena, lirica, solenne e improvvisata che parla dei profondi timori della natura umana: la gioia, la tristezza, la nostalgia, lamore, la solitudine, la guerra, il passare del tempo e linvecchiamento. Si trasmette oralmente da padre a figlio, lautore è sempre anonimo e ogni interprete ha la libertà di migliorare il testo. Viene cantata da una sola persona, con o senza accompagnamento musicale.



    Fiore allocchiello dellartigianato romeno, la ceramica di Horezu, il terzo bene immateriale romeno inserito nella lista Unesco, è apprezzatissima per i suoi inediti disegni molto fini realizzati con un corno di bue con in testa una penna doca oppure con una punta metallica. I colori tradizionali sono locra, il verde e lazzurro e i motivi decorativi prediletti dei mastri ceramisti di Horezu sono londa, la spirale, il serpente. Ma protagonista assoluto dei disegni sulla ceramica è il gallo, simbolo cristiano, tipico della tradizione bizantina, cui è dedicato in Romania anche un famoso festival annuo. Dal canto suo, il rituale natalizio dei gruppi di auguratori, tipico della Romania, ma anche della confinante Moldova (repubblica ex sovietica, a maggioranza romenofona), praticato da ogni generazione di giovani dei villaggi romeni, che vanno in giro per le case per cantare canti natalizi, ha limportante ruolo di preservare lidentità sociale e di assicurare la coesione delle comunità in cui viene praticato, conferendo un sentimento di prestigio, come rilevato dallUnesco.



    Va ricordato che 60 anni fa, il 27 luglio del 1956, la Romania diventava membro dellUnesco. Per celebrare i suoi 60 anni di esistenza, a dicembre, la Commissione Nazionale Romena per lUNESCO ha invitato il pubblico alle “Porte aperte alla Commissione Nazionale Romena per lUNESCO”. Levento si è proposto di portare allattenzione del pubblico il ruolo Unesco nella promozione della collaborazione tra nazioni tramite la cultura, leducazione, la scienza, la comunicazione e linformazione. In programma una serie di mostre, tra cui quella del pittore e restauratore Mihail Gavril, intitolata “Larcipelago UNESCO in Romania”, formata di dipinti monumentali su pannelli, dedicata ai 7 siti culturali e naturali inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale Materiale dellUnesco per la loro rilevanza culturale o scientifica: il Delta del Danubio, le chiese ortodosse ad affreschi esterni della Bucovina, le chiese ortodosse in legno del Maramures, le sei Fortezze Daciche dei Monti Orastie, i paesini sassoni con chiese fortificate della Transilvania, il Monastero Hurezi, della regione storica Oltenia, e il centro storico della città di Sighişoara. Al Delta del Danubio è stata dedicata, nellambito delle “Porte aperte alla Commissione Nazionale Romena per lUNESCO”, una seconda mostra, questa volta di foto, firmata da Helmut Ignat, fotografo per “National Geographic România” e “National Geographic Traveller” dal 2009, chiamata “I colori del Delta del Danubio”. Il 15 dicembre si è tenuta “Il Gala Romania – UNESCO: 60 anni“, dove è stato lanciato lomonimo libro, che presenta la Commissione Nazionale Romena per lUnesco e i principali momenti della sua attività di sei decenni.




  • Mocăniţa – destinazione di eccellenza nel 2016

    Mocăniţa – destinazione di eccellenza nel 2016

    Alla recente edizione della Fiera del Turismo della Romania, svoltasi a Bucarest tra il 17-20 novembre, è stata lanciata lapplicazione mobile “Visit Maramureş”, volta ad offrire informazioni utili ai turisti che vogliono visitare la Provincia di Maramures, nel nord della Romania. Lapplicazione è scaricabile da GooglePlay ed offre informazioni sulle attrattive turistiche del Maramures, sulle possibilità di alloggio, sugli eventi, sui ristoranti e i bar, ma anche informazioni culturali e sulle possibilità di svago.



    Lapp promuoverà progetti turistici come “Il Circuito delle Chiese in legno del Maramures”, “Le Gole del Lăpuş” e “Mara – Cosău, eredità del Maramures”, zona ricadente nellarea Mara-Cosău-Creasta Cocosului, una delle destinazioni ecoturistiche in Romania. Va ricordato che il Maramures, regione storica nel nord della Romania, è contraddistinto dalla sua cultura del legno con radici secolari di cui testimoniano le più alte chiese in legno nel nostro Paese, risalenti al XVIesimo e al XVIIesimo secolo, il cui stile architettonico è stato chiamato “gotico del Maramures”. Tra queste chiese quelle di Ieud e Barsana. Caratteristici della regione sono anche i portoni in legno intagliato delle masserie, biglietto da visita degli artigiani locali. La destinazione ecoturistica Mara-Cosău-Creasta Cocoşului include 7 aree naturali protette, tra cui due siti Natura 2000, villaggi tradizionali con unarchitettura unica e tradizioni e usanze secolari, paesaggi stupendi e chiese in legno nella lista del patrimonio dellumanità Unesco.



    “Il Maramureş è un posto ricco di tradizioni, di spiritualità, ma ciò non ci impedisce di compiere un passo in avanti nellera digitale, per ricevere i turisti in un modo diverso. Vi invitiamo ad utilizzare lapp VisitMaramureş perchè sarà molto utile per chi ci arriva per la prima volta, ma anche per chi vuole tornare in Maramures”, ha precisato Gabriel Zetea, il presidente del Consiglio Provinciale Maramureş. Ricordiamo che, questinverno, i turisti sono attesi anche allottava edizione del programma “Natale in Maramures”, organizzato dal Consiglio Provinciale.



    La Mocăniţa di Vişeu de Sus, trenino depoca che circola su una ferrovia a scartamento ridotto, è stata premiata come destinazione di eccellenza nel 2016 al recente Gala del Turismo Romeno. La ferrovia della mocăniţa è lultima ferrovia forestale su cui circola un trenino a vapore in Europa. Essa porta i turisti alla scoperta di un paesaggio unico per la sua bellezza lungo la Valle del torrente Vaser, in Maramureş. La sua stazione è facilmente raggiungibile dalla città di Vişeu de Sus per cui si può partire dallaereoporto di Baia Mare, capoluogo del Maramures, in pullman e pulmini che assicurano il collegamento diretto. A Vişeu, la stazione della mocanita si trova nel quartiere Ţipţăraie, dove furono portati, nel XVIIIesimo secolo, tedeschi della città Zipser – lodierna Spis, in Slovacchia – per colonizzare la regione. Nellultimo secolo, la maggior parte dei loro successori emigrarono in Germania ed Austria, una parte dopo il 1945, e il resto, dopo il 1990. Alcuni tornarono a Viseu per mettere su piccoli affari, tra cui ristoranti e birrerie con specifico austriaco e tedesco. I tedeschi provenienti da Zipser furono i primi a costruire dighe sulla Valle del Vasser e a valorizzare il legno della zona, trasportando i tronchi di alberi su zattere lungo decine di chilometri fino a Vişeu. Nel 1933, una ditta austriaca, che aveva ricevuto il diritto di sfruttare le risorse della zona, cominciò la costruzione di una ferrovia, conclusa tre anni più tardi. Il binario principale, lungo 54 km, collega Vişeu a Comanu, lungo la valle del Vasser, che ricade in unenorme zona ricca di boschi, incontaminata, quasi disabitata, parte del Parco Naturale “I monti del Maramureş”. Le Ferrovie di Vişeu de Sus sviluppano da anni un programma turistico chiamato “In mocăniţa sulla neve”, che offre viaggi tra il 25 dicembre e il primo gennaio. Il trenino circola anche alla vigilia di Capodanno, quando i turisti sono accolti alla stazione con vino bollito e musica folcloristica, e con il cenone di Capodanno, champagne e falò alla destinazione. Nel 2016, la mocăniţa della Valle del Vaser è stata una delle maggiori attrattive turistiche in Romania, su essa viaggiando 40.000 de turisti.



    Sempre alla recente edizione della Fiera del Turismo della Romania, la zona Contrada dellHaţeg-Retezat ha ricevuto da parte dellAutorità Nazionale per il Turismo il riconoscimento di destinazione ecoturistica, accanto alla Contrada dellUro-Vânători Neamţ. Questo nuovo riconoscimento alla Contrada dellHaţeg arriva ad un anno dalladozione della decisione dellUnesco di creare il Programma Internazionale Geoscienze e Geoparchi. Lassegnazione del riconoscimento è stato segnato dalla presenza allo stand della provincia di Hunedoara alla Fiera del Turismo di Zalmoxes robustus, la maquette in forma naturale di uno dei dinosauri che popolarono circa 70 milioni addietro lex Isola di Haţeg. La maquette è stata realizzata da Brian Cooley, uno dei più apprezzati paleoartisti nel mondo. Larea Contrada dellHaţeg-Retezat è lunica in Romania ad ospitare due siti dimportanza internazionale, riconosciuti e promossi dallUNESCO (il Geoparco dei Dinosauri-Contrada dellHaţeg e la Riserva della Biosfera Retezat).


  • La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

    La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

    Uniniziativa inedita e di vasto respiro, porterà, dal 21 al 27 novembre, oltre 1.300 eventi volti a promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari e vitivinicole italiane in 105 Paesi in cui lItalia ha rappresentanze diplomatiche, tra cui la Romania. Si tratta della Prima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, tappa di un percorso nato ad Expo Milano 2015, con il primo forum della cucina italiana, seguito dalla firma del “Food Act” – il primo patto tra istituzioni e mondo della cucina -, e dal Protocollo per la Cucina Italiana per la valorizzazione allestero della tradizione culinaria italiana di qualità, siglato dai Ministri italiani degli Esteri, delle Politiche Agricole, dello Sviluppo Economico e dellIstruzione. Il progetto racconterà non solo i piatti italiani tipici, ma anche la storia del territorio, dei produttori e delle materie prime. Lorganizzazione della manifestazione in Romania vede coinvolte lAmbasciata dItalia, lIstituto Italiano di Cultura “Vito Grasso”, la Camera di Commercio Italiana per la Romania, lAccademia della Cucina Italiana e la Scuola italiana “Aldo Moro”.



    LIstituto Italiano di Cultura di Bucarest propone, tra laltro, un incontro tematico sulla cucina regionale italiana, come ha raccontato a RRI il direttore Ezio Peraro, in occasione della conferenza stampa di presentazione della prima “Settimana della cucina italiana nel mondo”, organizzata dallAmbasciata dItalia a Bucarest.




    Degli eventi organizzati dallAccademia della Cucina Italiana ha parlato a RRI anche il suo delegato in Romania, Luigi Zaccagnini, che ha voluto ricordare la missione dellistituzione che rappresenta.




    Alla “Settimana della cucina italiana nel mondo” partecipano anche i ristoranti italiani in Romania registrati col marchio “Ospitalità italiana” di Assocamere. Maggiori particolari da Adrian Dimache, il segretario generale della Camera di Commercio Italiana per la Romania.




    Dal canto suo, la Scuola Italiana “Aldo Moro” di Bucarest organizzerà una settimana di laboratori sulle tradizioni culinarie delle regioni italiane, con la premiazione del miglior piatto eseguito da un alunno delle scuole medie ispirato a quelli citati in testi letterari italiani.




  • Turista a Bucarest: Mario Zito, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo

    Turista a Bucarest: Mario Zito, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo

    Ospite a RRI, il direttore dellAccademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, giunto, di recente, in Romania per tenere una conferenza allIstituto Italiano di Cultura di Bucarest sulla Sicilia come destinazione turistica, ci ha raccontato le sue impressioni sulla nostra capitale. Riportiamo di seguito lintervista al professore.



  • Radio Romania ospita la riunione del Comitato Direttivo della COPEAM

    Radio Romania ospita la riunione del Comitato Direttivo della COPEAM

    Radio Romania ha ospitato, il 14 ottobre, la riunione del Comitato Direttivo della COPEAM (la Conferenza Permanente dellAudiovisivo Mediterraneo), che conta oltre 100 membri da 28 Paesi.



    La principale missione della COPEAM è la promozione dello scambio di esperienze e programmi tra i suoi membri, e Radio Romania, anche se geograficamente non appartiene allarea mediterranea, ha un ruolo attivo nellorganizzazione, come sottolineato dal segretario generale Claudio Cappon, in unintervista rilasciata alla nostra collega Iuliana Anghel. Il segretario generale della COPEAM ha affermato che Radio Romania avrà un ruolo sempre più importante sul lato orientale dellorganizzazione e che dovrebbe giungere a svolgere un ruolo centrale nellintera zona dei Balcani. Cappon ha espresso la convinzione che la COPEAM può sviluppare iniziative che interessano la zona dei Balcani, in generale, e ha ricordato che Radio Romania è il più importante servizio pubblico che la rappresenta in questa regione e che la può sostenere con contatti e lorganizzazione di eventi.



    Accanto a Radio Romania, del Comitato Direttivo della Conferenza Permanente dellAudiovisivo Mediterraneo fanno parte anche gli enti di servizio pubblico radiotelevisivo di Francia, Italia, Spagna, Croazia e Libano.


  • La Provincia di Sibiu – Regione Europea della Gastronomia 2019

    La Provincia di Sibiu – Regione Europea della Gastronomia 2019

    La Provincia di Sibiu, sita in Transilvania, nel centro della Romania, è
    stata designata Regione Europea della Gastronomia nel 2019, titolo che
    condividerà con la regione l’Egeo Meridionale della Grecia. La cerimonia di assegnazione del titolo si terrà all’inizio del 2017. Si tratta di un riconoscimento dell’eccellenza gastronomica del territorio assegnato a seguito di una selezione avvenuta a
    Sibiu, con il parere positivo di una giuria europea formata di un pool di
    esperti designati dall’Istituto Internazionale per la Gastronomia, la Cultura,
    l’Arte e il Turismo, che hanno assaggiato i prodotti tradizionali delle regioni
    candidate. Nel 2019, i due
    territori saranno i primattori di quest’iniziativa che intende promuovere le
    aree nel loro insieme, puntando sul connubio tradizione enogastronomica locale
    e patrimonio artistico e naturalistico.




    Nei prossimi tre anni, le autorità si sono impegnate ad investire oltre 8,5
    milioni di euro nel Programma Sibiu-Regione Gastronomica Europea 2019. La
    Provincia di Sibiu ospita per tutta la durata dell’anno vari festival e
    manifestazioni di cultura gastronomica, una prova del fatto che la gastronomia
    è un punto di forza della zona.




    È una chance straordinaria di rafforzare attraverso la gastronomia i
    legami esistenti e creare altri nuovi, nel contesto di un partenariato europeo.
    Il titolo offre alla nostra regione l’occasione di mettere in risalto il
    mosaico gastronomico risultato dalla convivenza multietnica lungo i secoli, con
    un grande potenziale di attrazione turistica. Il cibo sano rappresenta un ponte
    tra il mondo urbano e quello rurale, perchè gli abitanti sono alla ricerca del
    cibo sano, sia come produttori, che come consumatori. Un riconoscimento
    importante è già stato conferito, nel 2015, dalla Commissione Europea – il titolo di Destinazione Europea di
    Eccellenza per il turismo e la gastronomia – alla zona Marginimea Sibiului.
    Ecco, quindi, una direzione in cui vale la pena di investire, ha affermato la
    presidente del Consiglio Provinciale Sibiu, Daniela Cimpean.




    Terra multiculturalle, ricca di tradizioni, chiese fortificate sassoni,
    miniere di sale, pastori e formaggi e paesaggi mozzafiato, la Provincia di
    Sibiuvanta città come
    Sibiu e Medias, e zone turistiche come la microregione Mărginimea Sibiului, la
    Contrada dell’Olt, la Valle delle Târnave, la Valle dell’Hârtibaciu e la
    Contrada delle Secase. Sono tante le strade tematiche nella provincia, tra cui
    spicca La strada dei formaggi, di cui è protagonista la microregione Marginimea
    Sibiului, che vanta paesini con una lunga tradizione pastorale e casearia.




    Lungo la strada dei
    formaggi si possono fare degustazioni casearie nelle malghe, passeggiate in
    tram tra Sibiu e Rasinari e degustazioni di formaggi e visite ai musei
    etnografici con specifico pastorale oppure gite nei Monti Cindrel sulle tracce
    dei pastori e passare vacanze in agriturismo. A Mărginimea Sibiului si
    preparano formaggi di pecora, capra, bufala e mucca. Tra i più pregiati, il branza
    de burduf, prodotto tipico delle malghe di fine estate, stagionato in rami
    di pino, e il telemea, che a Sibiu si mangia solo stagionato, ambedue
    fatti con latte ovino e immancabili ai festival gastronomici locali. Sempre
    nella provincia di Sibiu si trova la Terra del pane, soprannome della Contrada
    delle Secase, che vanta una lunga tradizione panettiera. Il pane tipico si
    prepara con patate o cipolla.




    Dal canto suo, la
    microregione Hartibaciu è una zona etnografica sassone formata di antichi
    villaggi sassoni che conservano ancora l’architettura tipica. Fu sulla Valle
    del fiume Hartibaciu, in luoghi molto pittoreschi, come le chiese in rovina, i
    vecchi mulini e frutteti di paesini meno conosciuti, che nacque la tradizione
    dei brunch alla transilvana, un’offerta gastronomica e culturale molto
    interessante, che mira a rinvigorire antiche ricette oggi dimenticate o a
    reinventare le ricette locali.




    Sempre nei paesini della Valle dell’Hartibaciu scoprirete i dolci tipici
    della tradizione sassone, tra cui l’henklich o kuchen, una
    schiacciata semplice o ripiena con frutta o uva sultanina che si fa sul forno a
    legna. La sua preparazione richiede una grande abilità manuale, perchè la
    grosezza dei vari strati della schiacciata non deve superare quella di una
    scatoletta di fiammiferi. Indimenticale l’henklich preparatol burro fatto in
    casa e panna di bufala, un segreto di questo dolce. Se andate nel paesino dal
    passato medievale Agnita, una sosta d’obbligo è il suo laboratorio dolciario
    artigianale, dove l’henklich viene preparato in collaborazione con una
    vecchietta del posto, custode dei suoi segreti.




    Un’altra iniziativa molto interessante appartiene
    all’Associazione MyTransilvania – La mia Transilvania, che promuove il patrimonio rurale tramite
    una serie di eventi gastronomici ospitati soprattutto dall’area Hârtibaciu -Târnave – Mărginimea Sibiului. Si chiama Sapori e suoni della
    Transilvania ed è un mosaico di eventi che si svolgono nei paesini sassoni,
    dalla primavera fino in autunno, e che invita i turisti in mezzo agli abitanti
    per ricordare loro i sapori dell’infanzia. L’idea è semplice: tornare alla
    natura, ai prodotti di stagione, alle ricette della nonna. Sempre l’Associazione My Transilvania organizza
    annualmente, questa volta a Sibiu, il Festival La Transilvania gastronomica,
    volto a portare insieme il settore della ristorazione e i produttori locali,
    alla scoperta del territorio e della cucina locale.

  • Prix Italia 2016: Menzione speciale alla categoria Radiodramma per “La Bibbia Nera” di William Blake

    Prix Italia 2016: Menzione speciale alla categoria Radiodramma per “La Bibbia Nera” di William Blake

    Radio Romania, tramite il Teatro Radiofonico, ottiene un nuovo riconoscimento internazionale. Lo spettacolo “La Bibbia Nera”, tratto dallopera di William Blake e realizzato secondo la sceneggiatura e con la regia artistica di Ilinca Stihi, si è aggiudicato la Menzione speciale della giuria alla sezione Radiodramma della 68esima edizione del Festival Prix Italia 2016, svoltosi a Lampedusa dal 30 settembre al 2 ottobre. Il PRIX Italia è un concorso internazionale, organizzato dalla RAI, per programmi di qualità, radiofonici, televisivi e multimediali. La comunità del Prix Italia è costituita da 87 Enti radiotelevisivi pubblici e privati, che rappresentano 46 Paesi dei cinque continenti. In gara a questa edizione 210 programmi per la tv, radio e web, da 28 Paesi e 44 emittenti. Lo spettacolo La Bibbia Nera di William Blake propone un viaggio per le opere poetiche e filosofiche dellautore. La Menzione speciale è stata assegnata allo spettacolo “per la narrazione su piani sovvraposti, per il coraggio della forma proposta e luso della comunicazione non-verbale acustica ed elettronica”, come si legge nella motivazione della giuria della categoria Radiodramma.

  • La comunità romena nella Milano multietnica

    La comunità romena nella Milano multietnica

    Con oltre 250 mila cittadini stranieri provenienti da 160 nazioni diverse, Milano è una città sempre più multietnica, che va arricchendosi di nuove lingue, culture e mentalità. Al mosaico etnico e culturale che fa della città una realtà complessa è dedicato il libro dei giornalisti Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli “Milano Multietnica. Scorci e memorie”, pubblicato questanno in Italia. Invitando alla scoperta del profilo storico, sociale e culturale delle comunità straniere nel capoluogo lombardo, il libro offre ai lettori anche interviste a personalità rappresentative, approfondimenti, curiosità e anche ricette tipiche. I romeni rappresentano una delle maggiori comunità straniere sul territorio della Lombardia – quasi 160 mila residenti, di cui 15 mila a Milano. La giornalista Donatella Ferrario ha raccontato in unintervista a RRI non solo comè nato questo progetto, ma anche cosa contraddistingue la comunita romena di Milano.



  • Il pianista Stefano Bollani al RadiRo

    Il pianista Stefano Bollani al RadiRo

    La più antica orchestra radiofonica tedesca, la MDR di Lipsia, si è esibita il 27 e il 28 settembre sul palcoscenico della Sala da concerto di Radio Romania, nellambito della terza edizione del Festival delle Orchestre Radiofoniche “RadiRo”. Il festival è lunico in Europa dedicato esclusivamente alle orchestre radiofoniche. LOrchestra Sinfonica della Radio MDR di Lipsia è stata diretta dal suo conduttore stabile, Kristian Jarvi, che è anche direttore onorario del Festival RadiRo. Solista della serata del 28 settembre è stato il pianista jazz di fama internazionale Stefano Bollani. Nato a Milano e cresciuto a Firenze, Stefano Bollani si è diplomato in pianoforte al Conservatorio Luigi Cherubini nel 1993, compiendo studi classici, ma anche jazz. È stato su consiglio del suo mentore, il celebre trombettista Enrico Rava, che il pianista si è dedicato completamente al jazz.



    Stefano Bollani collabora spesso con prestigiose orchestre come la Filarmonica della Scala di Milano, lOrchestra dellAccademia Nazionale di Santa Cecilia e la MDR di Lipsia e con direttori famosi come Kristian Jarvi e Riccardo Chailly. Al festival RadiRo di Bucarest, il pianista si è esibito, tra laltro, con la celeberrima Rapsodia in Blu di George Gershwin, suonata dalle più grandi orchestre sinfoniche, una creazione musicale particolare, che fonde la musica classica e il jazz, e di cui è ritenuto linterprete ideale, data la capacità di improvvisazione jazzistica prevista dalla partitura. Stefano Bollani è noto per linterazione con il suo pubblico durante i suoi concerti e per la sua abilità virtuosistica nellimprovvisazione, dimostrata anche a Bucarest, nellambito del Radiro. Riportiamo di seguito lintervista rilasciata dal pianista Stefano Bollani a RRI dopo il concerto del 28 settembre.





  • Turista italiano alla scoperta della Romania

    Turista italiano alla scoperta della Romania

    Il turista Lorenzo Schiavone, di Campi Salentina, Provincia di Lecce, giunto nellestate di questanno in Romania assieme ad un gruppo di connazionali per una vacanza di una settimana, ha raccontato a RRI le sue impressioni sulle attrattive visitate.


  • In ricordo di Antonio Tabucchi e del suo viaggio in Romania

    In ricordo di Antonio Tabucchi e del suo viaggio in Romania

    Il 24 settembre il grande scrittore e accademico italiano Antonio Tabucchi avrebbe compiuto 73 anni. Che Tabucchi fosse legato da un grande amore al Portogallo, che riteneva la sua seconda patria, è risaputo. Ciò che forse pochi sanno è che anche la Romania ebbe un posto speciale nel suo cuore grazie alla grande amicizia che lo legava a Norman Manea, lo scrittore romeno più tradotto allestero, attualmente docente di letteratura europea e writer in residence al Bard College di New York.



    Norman Manea visse lesperienza della persecuzione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale ed anche del comunismo e del conseguente esilio in Occidente e, ulteriormente, dellemigrazione negli Stati Uniti. Parlando di Tabucchi, Norman Manea lo chiamava affettuosamente “il più grande dono che il destino mi abbia donato nellesilio”. Uno dei progetti dei due amici era di scrivere insieme un libro sul viaggio compiuto in Romania, nellaprile del 2008, un sogno che, purtroppo, non si è mai avverato. Le tappe del viaggio del 2008 dei due scrittori in Romania, durato tre settimane, sono state, tra laltro, la capitale Bucarest, la Bucovina, terra natia di Norman Manea, con i suoi monasteri ad affreschi esterni, inseriti nella lista del Patrimonio dellUmanità dellUnesco, e la Transilvania, dove si sono fermati, tra laltro, a Sighet, Sapanta, Barsana, Ieud, Sighisoara e Sibiu.



    La visita in Romania, la prima per Tabucchi e la seconda per Norman Manea dopo la sua partenza per lesilio, nel 1986, è stata occasionata dal conferimento della Laurea Honoris Causa da parte dellUniversità di Bucarest sia a loro, che allo scrittore Orhan Pamuk, onorificenza assegnata allo scrittore romeno anche dallUniversità “Babeş-Bolyai” di Cluj-Napoca. In Romania, Antonio Tabucchi e Norman Manea hanno partecipato anche ad incontri con i lettori e ad una tavola rotonda accanto allo scrittore Orhan Pamuk e sono stati accompagnati da unequipe della TV pubblica romena, che ha raccontato la loro visita in un documentario. In unintervista conservata nellarchivio di Radio Romania Internazionale, che vi riproponiamo in occasione del 73esimo anniversario della sua nascita, Antonio Tabucchi mi ha raccontato cosa ha significato per lui il viaggio in Romania insieme allamico Norman Manea. Riportiamo di seguito lintervista.




  • Bucarest – 557 anni di attestazione documentaria

    Bucarest – 557 anni di attestazione documentaria

    La capitale romena Bucarest è, dal 16 fino al 18 settembre, in festa per i 557 anni dalla sua prima attestazione documentaria, che ricorrono il 20 settembre. La città fu menzionata per la prima volta, in questa data, nel 1459, in un documento firmato da Vlad lImpalatore, principe della regione storica romena Valacchia, in cui accennava alla città di Bucarest, una delle sue residenze. Le celebrazioni allinsegna delle “Giornate di Bucarest”, a cadenza annuale, tra mostre, concerti, spettacoli di teatro, fiere degli artigiani, sfilate, passeggiate in carrozza, assaggi di prodotti tradizionali, sono ospitate da tre importanti zone della capitale: la Piazza della Costituzione, il Parco Cismigiu e il Parco Herastrau, preferiti dai bucarestini per le passeggiate di fine settimana. Gli eventi, ad ingresso libero, sono organizzati dal Comune di Bucarest, tramite le sue istituzioni che si occupano di progetti culturali – ARCUB – il Centro Culturale – e CREART – il Centro di Creazione, Arte e Tradizione.



    Dal Parco Cismigiu è facilmente raggiungibile la Piazza della Costituzione, in cui sorge il gigantesco Palazzo del Parlamento – ex Casa del Popolo – il secondo edificio al mondo per dimensioni, nel Libro dei Primati, dopo il Pentagono, simbolo di Bucarest. Alto 85 metri, ha 12 piani, e fu eretto negli anni 80, su iniziativa del dittatore Ceausescu. Da Piazza della Costituzione, invece, si può facilmente raggiungere Piazza dellUnione, sul cui lato sinistro si trova la zona con i più antichi edifici della capitale, tra cui lAntica Corte Regia.



    Secondo la leggenda, la capitale romena sarebbe stata fondata dal pastore Bucur, dal quale trarrebbe anche il nome. Bucarest è infatti nata intorno ad una fortificazione militare che si trovava sul posto dellAntica Corte Regia, il palazzo pricipesco fatto erigere da Vlad lImpalatore, che sorge ancora nel centro città. Intorno a questa fortificazione si sviluppò ulteriormente la città commerciale che si estese, inglobando i villaggi circostanti. Nel 1659, Bucarest diventò capitale del Principato della Valacchia. Due secoli più tardi, con lunificazione dei principati romeni, diventava capitale del Paese. Va ricordato che nel XIXesimo secolo Bucarest era la più importante città dellEuropa Sudorientale tra Budapest ed Istanbul. Alla metà dello stesso secolo conobbe un vero e proprio boom architettonico grazie a re Carlo I di Romania e alla tendenza di ammodernamento. Lo sviluppo urbanistico avvenne secondo modelli francesi e fu caratterizzato da grandi viali alberati e da edifici monumentali in stile neoclassico.



    Nel periodo tra le due guerre mondiali la città conservò latmosfera orientale nonostante lostentazione di maniere occidentali da parte della borghesia e limitazione di uno stile di vita “parigino” da parte dellaristocrazia. Sebbene durante il regime comunista, su ordine del dittatore Ceausescu, sia stato demolito un ingente numero di edifici, al fine di trasformarla nella città più rappresentativa della cosiddetta “epoca doro” della Romania, i quartieri ottocenteschi del centro conferiscono a tuttoggi a Bucarest laspetto di capitale europea.



    Nellambito delle “Giornate di Bucarest” 2016, il Parco Herastrau ospita levento “Storie di Bucarest”, che fa rivivere latmosfera della Bucarest di una volta, grazie alle sfilate di costumi depoca, alle passeggiate in carrozza, alla musica, alle evoluzioni equilibristiche sul monociclo, alla fiera di artigianato e di prodotti unici fatti a mano e alla presenza di statue viventi. Tutto completato da spettacoli delle minoranze nazionali e di folclore romeno, ma anche dalle più belle canzoni della Bucarest interbellica. Sempre nel Parco Herastrau, il Giardino Culinare riporta alla ribalta piatti della cucina tradizionale romena.



    Attesissima, la sera del 18 settembre, la celebre “Battaglia di fiori”, risalente al 1895, che riporta alla memoria unusanza tipica del periodo interbellico nella capitale romena, osservata il 10 maggio, Festa Nazionale allepoca. Subito dopo la parata militare annua, i bucarestini si radunavano sui lati di una delle strade centrali della capitale, come partecipanti o spettatori, accanto ai negozianti di fiori, per questa inedita usanza primaverile. Tutto cominciava col saluto alla Famiglia Reale, in Piazza della Vittoria, dopo di che cominciava la battaglia. I signori da auto di lusso, le signorine dalle carrozze, la gente dai terrazzi delle case sui lati della strada inziavano a lanciare fiori gli uni contro gli altri, creando uno spettacolo unico. Levento si concludeva in bellezza, con alcuni dei partecipanti invitati alla Casa Reale, e altri andando a passare la serata nei ristoranti o nelle locande. Alle loro spalle restava la strada coperta di un tappeto multicolore di fiori, che venivano raccolti dai bambini e portati a casa.




  • Navigando lungo i sapori del Delta del Danubio

    Navigando lungo i sapori del Delta del Danubio

    Di recente, ospite del nostro programma è stato Eugenio Berra, il presidente dellAssociazione “Viaggiare i Balcani”, intitolata ad un progetto nato nel 2002 con lobiettivo di promuovere il turismo responsabile nellEuropa sud-orientale. Lassociazione ha sviluppato assieme allorganizzazione Slow Food International il progetto “Navigando lungo i sapori del Danubio”, che invita alla scoperta del secondo fiume più lungo del continente europeo e delle sue meraviglie, come il Delta del Danubio, che ricade in gran parte sul territorio della Romania. Questanno, il progetto ha portato i primi gruppi di turisti nel nostro Paese, per conoscere, tra laltro, la rete di Slow Food in Romania, le città-porto sul Danubio e soprattutto il delta formato dal fiume allo sbocco nel Mar Nero, nella lista del Patrimonio dellUmanità dellUnesco, le minoranze etniche che vivono nella regione storica romena Dobrugia e che formano un vero mosaico culturale, tra cui i friulani emigrati alla fine dellOttocento, del paesino Greci, e le prelibatezze tipiche della zona del Delta. Nellintervista riasciata a RRI, Eugenio Berra racconta quali sono state le tappe di questo viaggio lungo i sapori del Delta del Danubio.





    Due turisti che sono venuti, questanno, in Romania, nellambito del progetto “Navigando lungo i sapori del Danubio”, hanno raccontato le loro impressioni a Radio Romania Internazionale.





  • Il presidente Sergio Mattarella in visita in Romania

    Il presidente Sergio Mattarella in visita in Romania

    Il 13 e il 14 giugno, il presidente Sergio Mattarella ha effettuato una visita ufficiale in Romania su invito del collega Klaus Iohannis. I due capi di stato hanno parlato, tra laltro, dellintensificazione del Partenariato strategico bilaterale, delle sfide con cui si confronta lUe e del vertice NATO di Varsavia. Durante i colloqui, il capo dello stato romeno ha accennato anche agli oltre 1.200.000 romeni che vivono in Italia e che rappresentano la maggiore comunità straniera nel Bel Paese, nonchè la maggiore comunità romena all’estero, sottolineando la necessità di continuare gli sforzi congiunti per aumentare la loro partecipazione alla vita sociale, ma anche politica nella Penisola. Dal canto suo, il presidente Sergio Mattarella ha dichiarato che in Italia la comunità romena è consistente, apprezzata e sempre meglio integrata, definendo la cooperazione tra Romania ed Italia veramente esemplare. Il presidente italiano ha confermato, allo stesso tempo, il fermo sostegno del suo Paese alladesione della Romania allArea Schengen.



    La Romania vuole attirare un numero ancor maggiore di investimenti dallItalia, continuando, cosi, la relazione privilegiata con il suo secondo partner commerciale, ha dichiarato il presidente Iohannis, dopo lincontro con Sergio Mattarella. I due presidenti hanno partecipato, il 14 giugno, a Bucarest, allapertura del Forum Economico “Gli investimenti italiani in Romania – un percorso europeo nelleconomia globale”, organizzato dallAmbasciata dItalia in Romania e dallUfficio ICE di Bucarest, in collaborazione con Confindustria Romania e la partecipazione della Camera di Commercio Italiana per la Romania e la SACE.



    “Questo evento riflette le eccellenti relazioni che i nostri Paesi hanno in campo economico ed è, allo stesso tempo, un’ottima opportunità per rafforzare ancor di più la relazione bilaterale sul piano della cooperazione economica. La lunga tradizione di amicizia e cooperazione tra i nostri Paesi ha creato le premesse affinchè l’Italia diventasse uno dei partner strategici della Romania. L’Italia è il secondo partner commerciale della Romania e uno dei più importanti partner dal punto di vista degli investimenti. Anche nel periodo difficile dopo la crisi economica, le nostre relazioni hanno continuato a crescere e a diversificarsi. Nel 2015, l’interscambio commerciale ha superato 13,5 miliardi di euro, in crescita di oltre un miliardo rispetto al 2014. La stessa tendenza positiva consolidata è confermata anche dal numero delle imprese a capitale italiano in Romania, attualmente oltre 42 mila, con un capitale totale investito di oltre 1,6 miliardi di euro. Oltre al gran numero di investitori italiani in Romania che portano qui il dinamismo imprenditoriale italiano, voglio salutare la presenza sul mercato romeno, con importanti progetti economici, anche di grandi compagnie italiane. È altrettanto rallegrante il fatto che gli imprenditori italiani mostrino un interesse crescente sia per i settori economici tradizionali, come l’industria e l’agricoltura, che per nuovi settori come i servizi, il sistema bancario o l’IT. C’è potenziale anche per lo sviluppo del turismo, dell’economia verde, e i vantaggi competitivi della Romania e la nostra posizione geostrategica sono argomenti forti per l’impegno in progetti economici importanti a livello regionale ed europeo. Desideriamo incoraggiare un numero ancor maggior di investimenti in Romania, motivo per cui sono felice di essere qui, oggi, per dirvi di avere fiducia nell’economia romena”, ha affermato, tra laltro, il presidente romeno Klaus Iohannis, al Forum Economico Gli investimenti italiani in Romania – un percorso europeo nelleconomia globale”.



    Dal canto suo, il presidente Sergio Mattarella ha voluto sottolineare la relazione privilegiata tra lItalia e la Romania. Riportiamo il discorso tenuto dal presidente in questa occasione.




    Al termine del Forum Economico “Gli investimenti italiani in Romania – un percorso europeo nelleconomia globale”, Sua Eccellenza, lAmbasciatore dItalia in Romania Diego Brasioli ha parlato a RRI del significato della presenza del presidente Sergio Mattarella allevento.




    Della Romania come destinazione prediletta degli imprenditori italiani ha parlato a RRI, in occasione del forum economico, il presidente di Confindustria Romania, Mauro Maria Angelini.




    Durante la visita ufficiale in Romania, il presidente Mattarella si è incontrato anche con il presidente-direttore generale della Società Romena di Radiodiffusione, Ovidiu Miculescu. Il capo dello stato italiano ha ringraziato Radio Romania per promuovere limmagine dellItalia. Dal canto suo, il presidente-direttore generale della Società Romena di Radiodiffusione ha ricordato la relazione privilegata tra Radio Romania e Radio Rai. Radio Romania è un forte sostenitore e promotore delle relazioni romeno-italiane nel paesaggio mediatico in Romania, ha sottolineato Ovidiu Miculescu.